Circus Maximus – i portabandiera della nuova ondata di progressive metal scandinavo! (2007)
Autore: Aleš Podbrežnik
Data dell’intervista: 08.12.2007
Michael Eriksen è il cantante dei Circus Maximus, i panini progressive metal norvegesi appena sfornati. In origine l’intervista con la band era fissata subito dopo il soundcheck, verso le 18.30, ma per la band la serata è andata parecchio per le lunghe e l’organizzatore ci ha fatto sapere che il frontman e cantante dei Circus Maximus era pronto a mantenere la promessa subito dopo il concerto. Quel momento è arrivato, tenetevi forte, all’una di notte. Michael, ancora tutto gasato, è uscito fuori dalla piscina di sensazioni live a pochi minuti dalla fine del set, si è seduto con noi e ne è venuta fuori una chiacchierata interessantissima con un ragazzo pieno di idee, di slancio creativo e con una visione musicale chiara e ben definita….
Michael: Alla grande, senza dubbio. Siamo carichissimi. All’inizio non avevamo idea di quanta gente si sarebbe presentata ai nostri concerti. Poi si è visto che la gente ci conosce. Siamo arrivati in Italia e siamo davvero contenti. Quello che ci ha sorpreso di più è che il pubblico italiano cantava la nostra musica. Tutte le strofe, e perfino le melodie, comprese quelle dei singoli strumenti, tipo tastiere e chitarre. Per tutto il tempo ci siamo goduti la reazione della folla che cantava “Oh-oh-oh-oh-oh…” Non capita spesso. Di solito il pubblico partecipa solo quando si tratta di cantare le strofe, cioè quando canto io. Gli italiani sono un pubblico fantastico!
RockLine: E le reazioni negli altri paesi, quando suonate dal vivo?
Michael: Oltre all’Italia, la risposta è stata ottima negli USA, dove siamo già stati due volte.
RockLine: Avete appena pubblicato il nuovo album in studio “Isolate” (2007). Per le mie orecchie, rispetto all’esordio “The First Chapter”, dove vi appoggiavate in modo più diretto all’eredità dei Dream Theater, con “Isolate” avete fatto un ulteriore passo avanti: avete sviluppato un suono vostro, un’identità riconoscibile molto più marcata. Tu come commenti questa impressione?
Michael: Sul primo album abbiamo soprattutto sperimentato. Abbiamo provato un sacco di cose e di idee musicali diverse. Quei pezzi del primo disco potevano davvero richiamare certe influenze. Per il nuovo album, invece, ci siamo seduti tutti insieme e abbiamo limato le canzoni a lungo. Il risultato è che, che tu ascolti la prima traccia dell’album o l’ottava, trovi un suono più definito e un profilo stilistico più chiaro dei Circus Maximus. Ha contribuito il fatto che avevamo pronti ben 25 pezzi e abbiamo potuto scegliere davvero i migliori. Ci siamo dedicati a tutto al massimo. Il segreto sta lì. E non vediamo l’ora di registrare il prossimo album.
RockLine: Certo, voi appartenete alla scuola scandinava. Siete dei perfezionisti…
Michael: Eh sì, si può dire così. Perfezionisti. Secondo me tutti i musicisti che scrivono il proprio materiale dovrebbero esserlo, almeno fino a un certo punto. Da questo dipende anche quanto sei soddisfatto del risultato. Non è la stessa cosa se, una volta uscito l’album, lo ascolti e cominci a lamentarti in stile: “Ah, questo qui poteva suonare meglio…” oppure “Questo qui potevo cambiarlo e suonare un’altra cosa, eccetera…” Per quanto riguarda la nascita di “Isolate”, avevamo programmato di iniziare il mixaggio a gennaio di quest’anno, poi abbiamo spostato la data prima a febbraio, poi a marzo, poi ad aprile, che è praticamente volato via fino a maggio, e solo allora abbiamo cominciato a mixare. Tutto per colpa del nostro spaccare il capello in quattro. Semplicemente vogliamo fare le cose che facciamo senza sbavature.
RockLine: Cosa ne pensi della nuova ondata del movimento progressive metal esplosa in Scandinavia? Penso a tutte queste ottime band nuove, come Seventh Wonder, Mind’s Eye, Platitude, anche Pagan’s Mind… e adesso ci siete voi, i Circus Maximus?
Michael: Per quanto riguarda i Seventh Wonder, siamo grandi amici! Tra circa due settimane suoneremo insieme in Norvegia. Prima salgono loro, poi noi, e alla fine le due band si prendono il palco insieme e suoniamo tutti insieme ancora per circa un’ora. Per il resto, è vero. All’improvviso la situazione è sbocciata. Ci sono tante nuove band eccellenti nel progressive metal in Scandinavia. Ne siamo felicissimi, perché più siamo, più siamo forti.
RockLine: Quali sono gli obiettivi futuri dei Circus Maximus? Avete già qualche idea per il nuovo album?
Michael: Quello che senti sui primi due album è la melodicità. Anche il terzo album sarà molto melodico. Per il mixaggio abbiamo scelto un produttore di fama, Tommy Hansen. Vorremmo proporre un suono nuovo. Più crudo, ancora più vivo, più voluminoso, pieno… come quello che hanno in produzione, per esempio, gli Slipknot e i Rammstein. Ovviamente l’album resterà comunque molto melodico.
RockLine: Quindi all’orizzonte ci sono nuove direttive per il vostro indirizzo musicale?
Michael: Certo. Tutte le band dovrebbero puntare sempre a questo.
RockLine: Come membro più esperto della band, ci puoi spiegare com’è la chimica di lavoro nel gruppo, sia in studio che sul palco? Quanto è ben oliata la macchina dei Circus Maximus?
RockLine: Come commenti la scena rock di oggi, soprattutto rispetto al passato?
Michael: I Dream Theater per me sono un nome enorme, che resta sulla scena da vent’anni. Sono sempre grandi, hanno un grande supporto, una base di fan vastissima. Dal punto di vista commerciale hanno sempre avuto successo, offrendo allo stesso tempo un livello altissimo di qualità. Oggi hai due opzioni. O ti vendi e giochi il gioco dettato dal mercato, quello che spenna le tasche delle masse, oppure fai la tua musica, resti “piccolo”, ma fai quello che ami e che ti rende felice, e ovviamente speri che oltre a te qualcun altro si innamori della tua musica, la ascolti e la apprezzi.
RockLine: Quest’ultima cosa che dici spalanca le porte alla libertà artistica di espressione.
Michael: Assolutamente. È molto importante mantenere questo spazio in cui puoi muoverti liberamente quando scrivi musica.
RockLine: Quali cantanti hanno influenzato la tua crescita musicale?
Michael: Mi ha colpito moltissimo Russell Allen, il cantante dei Symphony X, per me al momento è il miglior cantante in assoluto. Anche Jorn Lande è uno che seguo da anni, uno dei miei favoriti. In particolare “Burn The Sun” (2000), l’album in cui canta ancora negli Ark, è uno dei miei preferiti di sempre. Poi ci sono Eric Martin, Sebastian Bach, Joey Tempest, Geoff Tate.
RockLine: Come nasce la musica dei Circus Maximus? Chi porta le idee, come cresce il tutto in studio?
Michael: Tutti nei Circus Maximus, l’intera band. Le melodie le portiamo per lo più Mats e io, ma poi si tengono in considerazione le idee di tutti, che mettiamo insieme in un unico insieme. Ognuno porta il suo pezzetto e ogni pezzetto è un elemento necessario, su cui alla fine si fonda anche lo spirito del gruppo.
RockLine: Fantastico…
Michael: Sì, è ottimo, e sai perché? È più difficile restare a corto di idee se le producono cinque teste che se le produce una sola, come quando la band è in mano a dei despoti che scrivono tutto da soli e si limitano a stabilire chi deve suonare cosa. Anche lo spirito è diverso, proprio l’atmosfera, come dire. I cuori battono davvero per la stessa cosa quando tutti si sentono legati a essa, parte di essa, perché l’hanno creata insieme. È questo che ci tiene uniti.
RockLine: Avete in programma a breve un tour più grosso?
Michael: Certo. Per tre settimane, a febbraio e marzo del prossimo anno, andiamo negli USA e in Canada. Questo è il piano attuale. Spero che si realizzi.
RockLine: E poi? Quando potremo rivedervi sui palchi europei?
Michael: Per ora non ci sono piani. Ma quando la cosa sarà abbastanza matura anche per l’Europa, ci piacerebbe metterci in viaggio insieme a una band più grossa, tipo i Kamelot?
RockLine: I Kamelot?
Michael: Sì. Siamo ottimi amici dei Kamelot. Abbiamo suonato insieme negli USA. Ai concerti in Scandinavia, a Göteborg in Svezia e poi a Oslo (Norvegia), i Kamelot hanno usato la nostra attrezzatura. Registravano il DVD e nelle riprese del loro DVD uscito puoi vedere le scritte Circus Maximus, he, he, he…
RockLine: Proprio a proposito, stasera i Circus Maximus avete usato la batteria della band di supporto Anarchy-X. Come mai?
Michael: Eh, semplicemente ci costa molto meno. Per ora dobbiamo muoverci con giudizio. Stiamo semplicemente tastando il terreno della nostra popolarità con questi concerti in Italia. Se avessimo già una fama consolidata, anche il nostro budget sarebbe più alto. Semplicemente non abbiamo osato rischiare a questo punto e accollarci altri costi. L’offerta di poter usare l’attrezzatura degli Anarchy-X sul palco è stata più che benvenuta.
RockLine: Stasera è successo che, oltre all’esecuzione del classico dei Queensryche Take Hold On The Flame, avete invitato sul palco gli Anarchy-X. Com’è andata?
Michael: Questo trucco l’avevamo già usato ieri a Brescia, dove è venuto ancora meglio. Gli Anarchy-X sono semplicemente una tribute band dei Queensryche. Anche noi apprezziamo moltissimo i Queensryche e ci è sembrata un’idea fantastica unirci sul palco per questo pezzo.
RockLine: Sei entrato solo per tre versi e con la tua esecuzione hai messo in tasca il cantante degli Anarchy-X. Scherzi a parte!
Michael: Oh grazie, grazie… Beh, ieri a Brescia i ruoli erano invertiti. La maggior parte dei versi di quel pezzo li ho cantati io.
RockLine: La differenza di qualità tra le due voci era davvero enorme. Hai una voce fenomenale. Non so dire altro, davvero!
Michael: Grazie, davvero. Amo semplicemente cantare. Canto ogni giorno, sempre. L’amore, ecco tutto.
RockLine: Okay, per finire, hai un messaggio speciale per i lettori di RockLine.info?
Michael: Venite a un concerto dei Circus Maximus. Ci piacerebbe suonare da voi in Slovenia.
Poi i ruoli si sono invertiti e…
Michael: Nel vostro paese ci sono tanti concerti?
RockLine: Oh, tranquillo. Ci sono, ci sono. Ma per lo più non metal, e soprattutto non progressive metal, purtroppo…
Michael: Ah sì?
RockLine: Sì. Per questo noi maniaci del nostro stampo giriamo parecchio per l’Europa. Viaggiamo tanto. Ormai siamo temprati.
Michael: Come siete arrivati fin qui, in aereo?
RockLine: Nooo, ma dai??? La capitale della Slovenia, Lubiana, è a sole due ore da qui, siamo arrivati in macchina.
Michael: Ah, capisco…
RockLine: Già. Il confine con la Slovenia dista da Ronchi appena 20 minuti di macchina.
RockLine: Andiamo con calma, domani si lavora, il viaggio verso casa….
Mixchael: Sì, noi abbiamo il volo di ritorno alle 10 del mattino, a tre ore di macchina da qui.
David: Partite da Venezia?
Michael: No, no. Da una città vicino a Venezia, ho dimenticato il nome…
RockLine: Michael! Ti auguriamo buon viaggio, grazie per il concerto e per l’intervista!
Michael: Altrettanto a voi, è stato un piacere e grazie.
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