Therion soffiano sulla ventesima candelina (2007)
Autore: Rok Klemše
Luogo: VPK Mediapark / Lubiana / Slovenia
Data del concerto: 08.12.2007
Numero di spettatori: 500
Prezzo del biglietto: 26,00€ / 28,00€
Therion. La grande bestia svedese festeggia quest’anno i suoi vent’anni, e dietro al suo mastermind Christofer Johnsson c’è una strada davvero lunga e degna di rispetto. In vent’anni di attività, il geniale musicista e compositore ha creato con i Therion una delle band più grandi e rispettate del metal, ancora oggi considerata tra le formazioni più innovative, audaci e sperimentali del genere, quel symphonic metal che di fatto hanno inventato proprio i Therion. Vent’anni, undici ottimi album in studio e una marea di musicisti: occasione migliore per un tour speciale non ci poteva essere. Da noi i Therion avevano fatto impazzire il pubblico per l’ultima volta lo scorso gennaio, quando si erano fermati al Mediapark di Lubiana con il tour di promozione dell’ultimo lavoro, Gothic Kabbalah, ma del resto sono vecchie conoscenze dei palchi sloveni. Quando è stata annunciata la data del nuovo incontro con i Therion ero rimasto piuttosto freddo, ma appena è uscita la notizia che sarebbe stato un tour davvero speciale, unico, per il tondo anniversario della band, ogni dubbio è sparito: bentornati da noi, Therion! Come supporto in questo tour dovevano esserci all’inizio i tedeschi The Vision Bleak e i norvegesi Sirenia, ma questi ultimi hanno perso la cantante Monika Pedersen ancora prima dell’inizio del tour. I Therion non si sono messi a cercare un nuovo gruppo spalla e hanno allungato il proprio set fino a due ore e mezza!
Il palco del VPK, ancora piuttosto vuoto, è stato occupato per primi dai gothic metaller tedeschi The Vision Bleak. Questi tipi strani, con la loro stramba versione del gothic metal, hanno più o meno fatto addormentare il pubblico del Mediapark, e il frontman Allen Konstanz sul palco sembrava sul punto di crollare da un momento all’altro, come un neonato. Più energico si è rivelato il chitarrista e corista Ulf Theodor Scwadorf, che peraltro, oltre ad Allen, è l’unico membro stabile dei The Vision Bleak. I temi dei testi della band tedesca sono piuttosto interessanti per il metallaro medio, visto che pescano da film horror e letteratura, ma purtroppo l’esecuzione dal vivo è più debole. La musica morbosa e lenta e i membri statici sul palco sembravano appena usciti dalla tomba, e io sono stato proprio contento quando, dopo mezz’ora di set, sono andati a richiudersi nelle loro bare.
Poi, minuto dopo minuto, la tensione nella sala è salita, ed è esplosa quando i roadie (vestiti, tra l’altro, in modo molto simpatico e in perfetta sintonia con la scenografia, da monaci) hanno portato sul palco i membri dei Therion incatenati. Non c’è stato il tempo di prendere fiato: hanno subito dato fuoco alle polveri con l’assedio della Sodoma e Gomorra bibliche, grazie alla fantastica opener dell’album Vovin, The Rise of Sodom and Gomorrah. Già nei primi istanti i Therion hanno mostrato cosa ci aspettava – due ore infernali al massimo livello qualitativo possibile. Dal punto di vista vocale la formazione rispetto all’ultimo concerto è cambiata un po’: le voci lead e soprano sono state di nuovo in mano a Lori Lewis, la voce maschile principale se l’è ripresa l’insostituibile Snowy Show (il leggendario Snowy si era messo alla prova già con Mercyful Fate, King Diamond e Dream Evil), che non dimostra nemmeno lontanamente i suoi 38 anni, mentre lo splendido Mats Leven stavolta è stato sostituito dall’ottimo Thomas Vikström, che i metallari conoscono soprattutto come cantante dell’album Chapter VI della leggendaria doom metal band Candlemass. Nella prima metà del concerto i Therion hanno suonato una specie di set “best-of” scelto dai fan, seguito da un favorito di impatto da Sirius B, l’energica Son of the Sun. Lori ha cantato l’intero concerto da mozzare il fiato e allo stesso tempo era così maledettamente sexy che a tutta la popolazione maschile colava la bava, ha flirtato con i fotografi e ha scombinato i piani a Thomas e Snowy sul palco. Ma Snowy e Thomas non si sono fatti distrarre: vocalmente hanno brillato forte quanto Lori; Snowy ha dimostrato ancora una volta di essere un frontman imbattibile, con un carisma e una presenza scenica incredibili che in tanti gli invidiano. Thomas all’inizio è rimasto un po’ timido sullo sfondo, ma presto ha preso coraggio ed è stato sicuro sia come cantante che come “frontman”. Con Midgard e Asgard i Therion hanno reso omaggio agli dèi nordici, mentre con Wine of Aluguah sono tornati un’ultima volta a Vovin. Poi due ragazze vestite da cervo e da lupa si sono prese Snowy e lo hanno incatenato a una gogna, dove Snowy ha cantato la fantastica Wisdom and the Cage da Gothic Kabbalah. A metà brano è accorso sul palco Thomas a salvare Snowy, che l’ha ringraziato con “My Savior” e ci ha chiesto un applauso. Non c’è bisogno di dirlo due volte: tutti e tre i cantanti avevano il pubblico in pugno. Come se non bastasse, è arrivata un’altra sorpresa, la trilogia Kali Yuga. Sì, hai letto bene, trilogia: i Therion hanno scritto apposta per l’occasione anche la terza parte. Poi è arrivato uno dei momenti più belli del concerto, la fenomenale Lemuria in versione acustica, venuta fuori da sogno. Lori ha scherzato dicendo che sarebbe stata suonata con 67 chitarre acustiche, o come aveva detto Snowy il giorno prima, con 666, ammettendo di essere semplicemente scarso in matematica. All’esecuzione della Lemuria acustica si è unito ai Therion Piotr Wawrzeniuk, che ha suonato la batteria dal 1993 al 1997 e nel 2004 ha prestato la voce per Lemuria/Sirius B. La prima parte del concerto i Therion l’hanno chiusa con le bombe energetiche Typhon e Ginnugagap, e poi si sono concessi una pausa di dieci minuti più che meritata. Dopo dieci minuti è arrivato il momento più atteso del concerto: l’album spartiacque della band, il cult Theli, suonato per intero. Ovviamente fin dall’inizio ci hanno consegnati alla Bestia, To Mega Therion. Sentire dal vivo tutto Theli in una versione così bombastica, con una scenografia pomposa e un’esotica ballerina del ventre con cui ci siamo riempiti gli occhi, è stata un’esperienza irripetibile, quindi ogni parola è di troppo. I Therion, ogni volta che salgono sui nostri palchi, per quanto sia difficile da credere, sono un gradino più su. Ancora una volta si sono messi in luce gli strumentisti, Kristian Nieman con ottimi assoli, Peter Karlsson e Johan Nieman come ottima sezione ritmica, il fantastico tastierista Ferdy Doernberg (Axel Rudi Pell), che ha adattato egregiamente le parti di tastiera, e naturalmente “Therion himself”, il geniale Christofer Johnsson. Hanno lasciato di nuovo il palco e vi sono tornati con Snowy vestito da gigantesco caprone. Come se non fosse già abbastanza, i Therion ci hanno servito anche una leccornia epica di tredici minuti, Adulruna Rediviva, e una sorpresa finale, il tradizionale gran finale con una cover, stavolta la fenomenale Summernight City degli Abba. Alla fine Christofer ha ringraziato di cuore per i vent’anni passati insieme. Christofer e Therion, grazie e ci vediamo al tour per il quarantesimo anniversario!
SCALETTA DEI THERION:
1. The Rise of Sodom and Gomorrah
2. Son of the Sun
3. Midgard
4. Asgard
5. Wine of Alugah
6. Wisdom and the Cage
7. Kali Yuga Part 1
8. Kali Yuga Part 2
9. Kali Yuga Part 3
10. Lemuria
11. Via Nocturna
12. An Arrow From the Sun
13. Typhon
14. Ginnungagap
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15. Preludium (Intro)
16. To Mega Therion
17. Cults of the Shadow
18. In the Desert of Set
19. Interludium
20. Nightside of Eden
21. Opus Eclipse
22. Invocation of Naamah
23. The Siren of the Woods
24. Grand Finale/Postludium
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25. Adulruna Rediviva
26. Summernight City
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