Tim Ries, il re del sax contemporaneo, in un’intervista lampo su “The Rolling Stones Project”

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Data dell’intervista: 19.07.2008

L’ideatore e autore del progetto “The Rolling Stones Project”, sassofonista, tastierista, compositore, insomma un musicista fuori dal comune, Tim Ries, domenica scorsa si è fermato all’Avditorij di Portorose insieme a Bernard Fowler, corista dei The Rolling Stones, a Darryl Jones, il loro bassista, e agli altri musicisti coinvolti nel progetto, per l’ultimo dei tre concerti europei. In questa intervista lampo i signori ci hanno raccontato di che progetto si tratta, e Tim si è rivelato un interlocutore eccellente in quei pochi minuti. Peccato solo che il tempo fosse così poco …

RockLine: Con i The Rolling Stones collaborate da anni. Da dove viene l’idea di suonare i loro pezzi in versione jazz?
Darryl Jones: L’idea è stata di Tim, io mi limito a suonare. Mi ha chiesto se me la sentivo di fare qualche concerto con lui e ho detto di sì.
Tim Ries: Ho sempre voluto riarrangiare la musica popolare, soprattutto quella degli anni Trenta e Quaranta. Si è sempre trattato di jazz d’altri tempi. Quando vivevo a Detroit suonavo un sacco con musicisti di quel giro. Poi sono andato a un concerto dei The Rolling Stones e, dopo il tour con loro, ho deciso che avrei potuto suonare la loro musica. Ho cominciato nel 1999.

RockLine: Come avete deciso quali pezzi dei The Rolling Stones riarrangiare?
Darryl Jones: Ha deciso tutto Tim.

RockLine: Stasera sul palco con voi c’è anche Darryl Jones.
Tim Ries: Bernard c’è a ogni loro concerto, il che è davvero lodevole. Io non ci sono a tutti. Con i The Rolling Stones abbiamo suonato in più di cinquanta città diverse. Darryl si unisce a noi solo poche volte all’anno. Abbiamo suonato insieme a Chicago, a St. Louis e in qualche altro posto. Quando l’ho chiamato per chiedergli se si univa a noi qui, ha risposto: “Perché no?”

RockLine: Secondo voi i The Rolling Stones e il jazz hanno qualcosa in comune?
Darryl Jones: Tim ha fatto degli arrangiamenti fantastici.
Tim Ries: Secondo me sì. Charlie Watts è un grande appassionato di jazz, a casa ha un sacco di CD di quel genere, i fratelli di Ronnie Wood sono trombettisti, quindi questa musica li ispira moltissimo.

RockLine: A settembre esce il nuovo disco “Stones World: Rolling Stones World Music Project”. Cosa dobbiamo aspettarci?
Darryl Jones: Davvero? Non lo sapevo.
Tim Ries: Nel disco suonano settantadue musicisti diversi da tutto il mondo. Bernard canta in cinque pezzi. Ci sono anche Charlie, Ronnie e Keith. Si mescolano tanti stili musicali e nove lingue.

RockLine: Come scegliete i musicisti con cui collaborate?
Tim Ries: Ho sempre accanto a me una squadra fissa. Volevamo provare stili diversi, come il flamenco spagnolo, il fado portoghese, il forró brasiliano.

RockLine: Come hanno reagito al “progetto” Ron (Wood, The Rolling Stones, n.d.r.), Keith (Richards, The Rolling Stones, n.d.r.), Mick (Jagger, The Rolling Stones, n.d.r.) e Charlie (Watts, The Rolling Stones, n.d.r.)?
Darryl Jones: Gli è piaciuto un sacco. Hanno messo dei pezzi anche nel disco.
Tim Ries: Le reazioni sono state molto positive.
Bernard Fowler: Baby soap non gli è piaciuta. (risate)

RockLine: Quali sono gli altri vostri progetti e come si incastrano con questo?
Darryl Jones: Io porto avanti “The Darryl Jones Project” e appena uscirà il disco partiamo in tour.
Tim Ries: Ho tanti progetti in corso. Penso alla musica anche di notte, quando non riesco a dormire. Al momento sto scrivendo musica per un musicista messicano, Marco Sirrera. In futuro magari farò qualcosa insieme a Bernard, ma per ora è ancora un segreto. Molto probabilmente entro un anno.

RockLine: Grazie per la piacevole chiacchierata.
Tim Ries: Grazie a te!

Intervista di Lea Lesar.
Domande di Lea Lesar e Rok Podgrajšek.
Foto: Rok Podgrajšek

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