Heat – il caldo power metal della costa slovena (2008)
Data dell’intervista: 29.08.2008
RockLine: Dal vostro concerto a Lubiana prima degli hard rocker svizzeri Gotthard sono passati quasi tre anni, e per gli Heat in questo periodo le cose sono cambiate parecchio.
Roko: Sì. All’epoca gli Heat erano in sostanza una band hard rock. Se mi permetti di parlare da attuale leader della formazione, in realtà non lo volevamo tutti. Il nostro cantante di allora spingeva per quello stile. Comprensibile, perché nelle band hard rock i cantanti hanno un peso particolare. Già allora ascoltavo però parecchio power metal, soprattutto gruppi scandinavi come gli Stratovarius. Questo ha portato a dei cambi di formazione. Il nuovo bassista è arrivato dalla Croazia, Davor Pavelič: appena ha sentito il nostro nuovo materiale ha detto: “Ecco, è questo. Lo voglio.” E si è unito a noi. Per uno stile come quello che coltiviamo oggi, in Slovenia non è facile trovare le persone giuste con cui suonare. Bisogna guardare anche oltre i confini sloveni, in Italia ecc…
RockLine: Per quel che seguo io il metal, la Slovenia al momento è fortissima in fatto di band death e thrash metal. Anche la scena hard rock si sta svegliando piano piano, anche se è ancora piuttosto lontana dagli standard mondiali, con Stone Orange, Forgotten Eden, Broken Arrow… ma una vera power metal band, per giunta con l’aggettivo “sinfonico”, in Slovenia al momento non si trova…
Roko: In effetti in Slovenia siamo gli unici a suonare vero power metal sinfonico. E non è come quello che si trova spesso sulle pagine MySpace di certe band con l’etichetta “symphonic power metal”, dove ti si ripetono per tutto il pezzo due note banali di tastiera. Solo nel nostro pezzo Dreams Of Terror ci sono 82 canali di sinfonie, cioè 82 strumenti sinfonici. Sembra un’intera orchestra sinfonica e l’intro di questo brano ricorda un po’ quella del Signore degli Anelli. Non so se hai ascoltato il pezzo sul nostro MySpace…
RockLine: A dire il vero ho ascoltato solo Fly Away,…
Roko: Ah, Fly Away invece è nello stile di Vivaldi. Per me Vivaldi è il miglior musicista del mondo, una specie di idolo. Di tutta la musica, è proprio la sua a calmarmi e rilassarmi in modo incredibile.
RockLine: Immagino che comporre un pezzo per gli Heat non sia proprio una passeggiata?
Roko: Un pezzo è un pezzo. Beh, con quello non c’è tanto lavoro, ma ti portano via un sacco di tempo le sinfonie che ci aggiungi sopra, ed è lì che c’è un lavoro enorme.
RockLine: Chi tira fuori le idee per queste sinfonie, qualcuno vi dà una mano?
Roko: La musica la faccio io. Per il momento quello che è stato fatto finora l’ho fatto io, però tutti possono portare le loro idee, e ce ne sono già parecchie.
RockLine: E le linee vocali le porta il cantante?
Roko: Sì. I testi sono suoi. Anche i testi per Göran Edman (Y.J.Malmsteen’s Rising Force, Brazen Abbot ecc… n.d.r.) li ha scritti il nostro cantante. Edman, che ha messo la voce sul pezzo Devil’s Sign, ha espresso questo desiderio per via dei diritti d’autore. Per evitare complicazioni in seguito, quando si tratta di farli valere.
RockLine: Dove e quando potremo sentire la vostra musica dal vivo?
Roko: La prima occasione è l’Oktoberfest a Bertoki, ma lì suoniamo nel ruolo di “cover” band. Poi suoniamo a Labin (Croazia) a un festival motociclistico con gli MK Templars dell’Istria. Dal 2001 a oggi abbiamo messo insieme più di 500 concerti.
RockLine: Ora il primo obiettivo sarà probabilmente far uscire un album?
Roko: Sì. È il nostro obiettivo principale al momento. Anche gli altri ci stanno col fiato sul collo su questo. Ed è una rottura finché sei senza album… Cosa suoni? Enter Sandman dei Metallica e Born to be Wild? Nessun problema, quelle le suoniamo tranquillamente alle feste dei pompieri. Ma se con la tua musica non sei produttivo, cioè se non crei materiale tuo, allora non puoi fare concerti tuoi. E non puoi nemmeno fermarti: non puoi suonare lo stesso vecchio materiale per tre anni di fila senza registrarne di nuovo. E questo richiede un sacco di soldi. Qualche sponsor ce l’abbiamo al momento, ma non basta.
RockLine: Anche se siete della costa slovena, gli Heat sono una formazione totalmente internazionale.
Roko: Totalmente. Suoniamo tanto nel nord Italia,….
RockLine: E in effetti siete tra i pochi nella scena slovena a guardare completamente all’estero, soprattutto se ci limitiamo allo stile di musica che fate voi.
Roko: Se non vai all’estero, ti congeli. Altrimenti suoni mille volte nello stesso posto in Slovenia, con le stesse band, davanti alla stessa gente, per lo stesso cachet, e vengono più a far festa al tuo concerto che se ci fossero davvero dei veri “fan”. Queste band slovene che suonano per circa 3000€ non hanno i loro “fan”. La gente che va a un concerto di questi artisti dice: “Vado a vedere così mi sbronzo, faccio baldoria…” e non ci va per la musica.
RockLine: Be’, almeno le band metal in Slovenia hanno i “fan”…
Roko: Quelle sì, perché i metallari sono dei soldati. Io sono metallaro dalla nascita, okay, esagero, ma da 25 anni di sicuro. Ora ho passato questa droga anche a mio figlio. Sono andato un sacco in Germania e lì ho conosciuto quelle persone che mi hanno fatto appassionare ancora di più al metal. Ti fai dei contatti, giri nei giri giusti… e, come ha già detto prima Bernhard (Bernhard Weiss, cantante degli Axxis), lì c’è un mucchio di gruppi, ma il numero si restringe per qualità. Il numero di gruppi davvero validi è quindi decisamente più basso. Anche l’interesse attuale dell’etichetta tedesca AFM Records per la nostra musica: da questo punto di vista siamo fortunatissimi, perché in Germania c’è davvero un’infinità di band.
RockLine: Evidentemente per questa etichetta gli Heat offrono qualità a sufficienza?
RockLine: Questo parallelo con gli Axxis è interessante.
Roko: Oggi avremmo dovuto suonare qui prima di loro (com’è andato il concerto lo puoi leggere QUI n.d.r.), ma purtroppo poco prima il batterista si è fatto male a una gamba…
RockLine: Anche gli Axxis hanno cominciato come voi, nello stile di una band hard rock.
Roko: Vero. Anche loro sono partiti dall’hard rock, e ora sono power metaller, come noi. Però all’epoca in cui hanno iniziato loro, l’hard rock era molto più popolare,…
RockLine: Gli Heat, invece, rispetto agli Axxis la trasformazione in power metal l’hanno fatta molto più in fretta…
Davor: Serve tantissima disciplina. Suonare power metal. Se hai talento ti servono almeno cinque anni di esercizio costante per far vedere qualcosa, se non sei talentuoso almeno dieci… Ecco perché in Germania il power metal è di così alta qualità: è il paese della disciplina e dell’ordine.
RockLine: Dalla Germania e dalla Scandinavia arrivano anche tantissimi musicisti “session” di altissimo livello, per esempio uno è Magnus Karlsson…
Roko: “Mamma mia”… che musicista pazzesco, l’ho visto con i Primal Fear al Morarock festival… (reportage di RockLine QUI, scorri col mouse verso il fondo n.d.r.)
RockLine: Davvero? Peccato che non abbiamo avuto occasione di incontrarci.
Roko: Ma l’anno prossimo stiamo parlando anche di suonare in quel posto. E per una data di sabato. Sarebbe davvero fantastico se ci andasse in porto questa storia della firma del contratto con AFM Records.
RockLine: Sarebbe fenomenale. Allora siete in gioco. Potreste subito partire per un tour europeo con una band più grossa.
Roko: Eh, è proprio questo il bello. Una nuova occasione si presenta già adesso con gli Axxis. Avevamo avuto la possibilità di fare un tour insieme ai Gotthard, ma alla fine i ragazzi della band se la sono fatta sotto e hanno tirato fuori i motivi per cui non potevano fare il tour.
RockLine: Pensi che, ipoteticamente, gli Heat sarebbero rimasti sull’hard rock se il tour con i Gotthard fosse andato in porto…
Roko: Molto probabilmente avremmo tirato avanti con l’hard rock ancora per un po’, prima di virare verso la direzione attuale.
RockLine: Il lavoro sul materiale per il nuovo disco è ancora lontano dalla fine?
Roko: Per ora abbiamo registrato quattro pezzi. Inoltre faremo uscire un altro disco, che sarà hard rock e sarà cantato in sloveno.
RockLine: Un altro album? Come Heat, o con un altro nome?
Roko: Sì, un altro album. Come Heat.
RockLine: Quindi pubblicherete due album completamente diversi.
Roko: Sì. E questo hard rock è materiale più vecchio, che non possiamo usare in questa nostra nuova visione power metal. Il primo album era in inglese. Questo sarà un album hard rock in sloveno, senza complicazioni di sorta, ma di qualità. Vorremmo avvicinarci a gente tipo Dokken, Mr. Big. Quindi facciamo due album diversi.
RockLine: Oltre a far uscire gli album, siete evidentemente puntati davvero sull’esplosione all’estero.
Roko: Voglio davvero far conoscere al mondo il nostro materiale, la nostra musica. Non vogliamo restare solo in Slovenia. Però questo richiede un mucchio di rinunce, costa tanto, ed è facilissimo dirlo, ma quando ti metti al lavoro vedi che servono sforzi e investimenti enormi.
RockLine: Prima hai nominato Göran Edman.
Roko: Sì. Gli piace la nostra musica e ha messo la voce su un pezzo; c’era in ballo anche l’ex batterista dei Megadeth Nick Menza, che oggi vive in Grecia, ma ci ha messo una condizione: la collaborazione doveva includere anche un tour, e per noi i conti non tornavano. Anche con Jorn Lande siamo in ottimi rapporti. Gli è piaciuto molto il nostro materiale quando l’ha sentito. Per questo festival motociclistico, dove oggi suonano gli Axxis, qui a Pola, eravamo indecisi tra Axxis e Jorn Lande. Ero in contatto con entrambi per l’esibizione a Pola, ma poi, quando gli organizzatori del festival hanno sentito la musica, hanno scelto gli Axxis. Anche Lande costa relativamente poco per un’esibizione. Chiede relativamente poco, soprattutto ora che con la carriera solista non è più così interessante come lo era prima con i Masterplan.
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