Cosa Nostra – il punk di Šentilj come lo conosce il “padrino” Corleone (2009)
Luogo: Rock Cafe / Postojna / Slovenia
Data dell’intervista: 17.12.2009
Cosa Nostra sono dei “teppisti” punk, tre omaccioni formati da Tadej Pomperger (voce, chitarra), Marko Cutorilo (voce, basso) e Matjaž Obran (batteria), che coltivano la loro strada senza badare a nessuna moda. Usano un linguaggio tagliente e accusatorio e la loro rabbia è avvolta nella consapevolezza del totale svilimento della società di oggi. Questi tre non sono dei complicatori né dei ricercatori musicali iper-preparati. Il loro carattere segue l’autenticità e i piedi per terra, non piantano fiorellini e non disegnano rinoceronti volanti,… Si abbandonano al rumore da garage e a un’energia che ti sbrana al primo colpo, quando dalle membrane degli amplificatori si scatena la rabbia senza freni degli “usurpatori del rock n’ roll n. 1” di Šentilj!
Il trio era appena sceso dal palco, dopo il concerto a Postojna, nell’ambito dell'”Epic RockLine Contest”, i ragazzi si sono fumati ognuno la propria sigaretta, si sono riforniti di un boccale di birra e si sono uniti alla chiacchierata.
RockLine: Qual è stata la vostra spinta principale a venire fin qui a Postojna per questo concorso?
Tadej: In realtà un’informazione trovata su internet. Ci siamo iscritti per il concerto, non per la gara.
Marko: E poi in questo periodo ci mancano un po’ i live. Quando abbiamo iniziato a suonare, cinque anni fa o giù di lì, solo in quell’anno avevamo fatto una trentina di concerti.
RockLine: Siete appena scesi dal palco. Che sensazione è?
Tadej: Un sollievo totale.
Marko: Siamo molto soddisfatti.
Tadej: Sì. In questo periodo proviamo meno, perché ci manca il tempo, e nonostante questo secondo me abbiamo fatto un ottimo concerto.
RockLine: Eravate contenti del suono? Il Rock Cafe può vantare un’acustica eccellente.
Tadej: Tantissimo. Avevamo un suono davvero ottimo. E il Rock Cafe è un gran bel locale. Soprattutto considerando che stasera suonavamo qui per la prima volta.
RockLine: A differenza dei vostri rivali Taking Over Mars, voi vi siete portati dietro addirittura tutte e due le rappresentanti del ggentil sesso per sostenervi qui stasera a Postojna.
(tutti: risate)
Tadej: Eh, purtroppo solo due, perché per la terza in macchina non c’era abbastanza posto, ah, ah, ah…
RockLine:Come vi siete trovati voi tre?
Tadej: Ci conosciamo da quando eravamo piccoli. In pratica siamo cresciuti insieme. E poi è andata così…
RockLine: Com’è messo il punk rock in Stiria, nella parte della Slovenia da cui venite?
Tadej: La scena è ancora viva, anche se forse non c’è più lo stesso interesse di qualche anno fa. Comunque dalle nostre parti ci sono parecchie band toste.
Marko: Questa zona della Slovenia è forse caratterizzata dal fatto di essere socialmente più debole, ed è anche per questo che al punk da noi va sempre un po’ meglio che ad altri generi musicali. Soprattutto in termini di credibilità, quella che le band esprimono sul palco o in studio.
RockLine: Mi è venuta in mente, per esempio, la band del Prekmurje Dežurni krivci. Gruppo fantastico, davvero. E il pubblico stiriano come sostiene la vostra musica, o in generale il punk?
Tadej: Per quanto riguarda Maribor e dintorni, la situazione è abbastanza a posto. Tutti questi piccoli festival punk che si fanno dalle nostre parti vanno molto bene. Anche se, come ho detto prima, proprio in questo periodo sembra quasi che la scena si sia un po’ saziata, un po’ stufata, e che la risposta sia un po’ più fiacca rispetto a qualche anno fa.
RockLine: E l’estero? L’Austria è vicina a Šentilj. Suonate anche in Austria?
Tadej: Finora abbiamo suonato in Austria, in Ungheria e in Croazia. Ci è saltato però il concerto al festival Viva La Pola a Pola, perché il batterista si è fatto male a una mano proprio prima del live. Per il resto, in Austria ci accolgono piuttosto bene. La cosa curiosa è che noi, come band slovene, lì siamo un po’ “esotici”, un po’ diversi, e questo attira il pubblico. Comunque abbiamo suonato all’Explosiv di Graz. Un club fantastico. Ha tutto. Ci puoi anche registrare.
RockLine: Il vostro approccio alla musica è spietato. Avete un carattere senza pietà, siete duri, diretti, puntate il dito contro l’ingiustizia, siete una specie di boia della menzogna…
Tadej: Puntiamo a creare la nostra musica, con un nostro carattere, un’immagine riconoscibile. Non ci facciamo problemi per quello che hanno fatto o fanno le altre band. Vale anche per le idee. Non stiamo nemmeno a pensare tanto se un’idea tira verso l’hardcore punk, se ha una nota melodica più marcata o se ha elementi ska. Non ha alcuna importanza. Le idee le proviamo e se una funziona, allora è quella giusta, quella che cerchiamo.
RockLine: A noi di RockLine, mentre navigavamo sulla vostra pagina MySpace, ha colpito soprattutto il vostro pezzo Kurbin sine.
Tadej: Quel pezzo l’abbiamo registrato in Austria. Il videoclip e la canzone. In origine quel brano era pensato per una prova audio. Il testo non c’era. Poi è successo che, mentre eravamo in Austria, si è presentata l’occasione: ci hanno chiesto se potevamo registrare un pezzo nuovo. Abbiamo detto che ce l’avevamo, e avevamo in mente proprio quel brano. E siccome c’era molta fretta e per quel pezzo eravamo completamente senza testo, l’abbiamo messo insieme in cinque minuti, appena prima di cominciare a registrare in studio: ci siamo seduti fuori sui gradini e abbiamo buttato giù qualcosa.
RockLine: La spontaneità può valere tantissimo. Prendi per esempio il pezzo di apertura del vostro live di stasera, che si chiama proprio Cosa Nostra. Un testo di tre, quattro parole che continuate a girare in varie combinazioni. Eppure funziona, ha il suo effetto.
Tadej: La maggior parte dei nostri pezzi, per quanto riguarda i testi, si basa su una sola frase. Su qualche parola. Non ci complichiamo la vita. Secondo me poche parole, dettate attraverso la nostra musica, anche con ripetizioni volute, colpiscono molto più direttamente che sviluppare un messaggio attraverso una filosofia mascherata da metafore.
Marko: Quando arriva un riff, costruiamo tutto il resto intorno a quello.
Tadej: Di solito facciamo la nostra musica così: ci troviamo in sala prove, ci “scaldiamo” un po’ e poi arriva un riff nuovo, senza pensarci, che ci piace, e su quel riff costruiamo tutto il resto.
Marko: Più il testo in quattro parole, ah, ah, ah…
RockLine: Del resto, in questo stile non ti serve nemmeno altro. Puntate tutto sull’immediatezza, senza assoli e roba simile….
Tadej: Sai, una volta abbiamo provato a infilare dei soli nei pezzi, ma poi ci siamo accorti da soli che erano del tutto superflui, anzi inutili.
RockLine: E quali sono i desideri dei Cosa Nostra per il futuro?
Marko: Sarebbe fantastico far uscire un album il prima possibile.
Tadej: Il materiale c’è. Roba nostra. Abbiamo 27 pezzi a disposizione. E secondo me per il nostro album non servono più di 30 minuti di musica per presentare quello che facciamo, altrimenti un disco così rischia di annoiare chi ascolta. Ovviamente vogliamo anche conquistarci più occasioni possibili per suonare dal vivo!
foto: Mojca Perdih
*Com’è andato il concerto dei Cosa Nostra nell’ambito del concorso “Epic RockLine Contest”, il 17.12.2009, al Rock Cafe di Postojna, lo puoi leggere QUI.
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