Yngwie J. Malmsteen – l’uomo che ha messo insieme Bach e Presley (2010)
Luogo: telefono: Lubiana – Miami (Florida, USA)
Data dell’intervista: 21.11.2010
Yngwie J. Malmsteen! Virtuoso svedese, chitarrista, compositore, polistrumentista e grande capo, noto soprattutto per aver fuso musica classica e rock n’ roll. Lui stesso si vanta volentieri della sua invenzione, il “baroque and roll”! Rocker – neoclassicista, genio sui generis, inafferrabile stregone della chitarra, praticamente onnisciente! Yngwie è alle porte con una nuova uscita. L’album “Relentless”, ormai il suo diciottesimo lavoro in totale, esce il 22.11.2010 per la sua etichetta indipendente Rising Force Records!
Si è presentata una rara occasione per acchiappare questo leggendario guerriero della chitarra, che oggi vive stabilmente a Miami (Florida, USA). Mi ero appena preparato un “leggero” caffè turco del pomeriggio quando mi becco una chiamata da un numero privato. “Ma dai, già adesso?” mi è balenato in testa. Mancava ancora mezz’ora alle cinque del pomeriggio, l’ora fissata ufficialmente per l’intervista. Accidenti. Pazienza. Alzo la cornetta….
RockLine: Pronto?
Yngwie: Pronto? Sono Yngwie.
RockLine: Salve, signor Malmsteen.
Yngwie: Hai per caso già tempo per l’intervista?
RockLine: Certo, certo, un attimo che mi sistemo e cerco il registratore…
Yngwie: Nessun problema. Fai pure con calma.
RockLine: Okay, è tutto pronto. Possiamo iniziare. Domani esce il tuo nuovo album in studio, intitolato Relentless. Che sensazioni ti dà l’attesa?
Yngwie: Entusiasmo. E so che saranno entusiasti anche tutti quelli che lo ascolteranno. Si è sviluppato con molto meno peso addosso e senza scadenze imposte. Mi ci sono avvicinato in modo molto rilassato e sono davvero soddisfatto del risultato.
RockLine: Quali sono le differenze principali rispetto al precedente “Perpetual Flame”?
Yngwie: È decisamente un album diverso. Ma ovviamente bisogna considerare che si tratta più che altro di sfumature nel mio approccio. Ancora una volta ho scritto tutti gli arrangiamenti da solo, ho messo le tastiere, ho suonato tutto il basso, ho prodotto l’album. Come dicevo. In questo disco si sente una maggiore leggerezza. Stavolta in studio ci andavo ogni volta che sentivo dentro la vera ispirazione, quando c’erano idee valide e mi era chiarissimo cosa volevo fare e come avrei portato avanti le cose in studio. Il risultato è così ancora più energico e genuino.
RockLine: Tra i due album è uscito anche Angels Of Love, dove hai rifatto alcuni dei tuoi brani più famosi in versione rigorosamente strumentale e acustica. Che influenza ha avuto poi sullo sviluppo di “Relentless”?
Yngwie: Decidere di registrare Angels Of Love è stata di sicuro una mossa molto intelligente. Per un po’ ha spostato il mio focus dall’arrangiare il tipico album di Malmsteen. Mi sono goduto da matti la realizzazione di “Angels of Love”, mi sono divertito un sacco, ma ho anche trovato relax e, in un certo senso, pace. Lì ho fatto tutto io. Di nuovo. E questo mi dà davvero carta bianca per giocare con trucchi e idee diverse in studio. “Relentless”, però, stava già nascendo nel frattempo. Ogni volta che mi veniva un’idea per un nuovo album in studio, la annotavo. Quindi l’album è nato e cresciuto in modo molto spontaneo.
RockLine: E la formazione su “Relentless”? Hai tenuto i collaboratori precedenti anche per il nuovo album?
Yngwie: Sì. Alla batteria Patrick Johansson, il cantante è Tim Owens, e qualche tastiera l’ha messa Nick Marino.
RockLine: Nick Marino ha pubblicato quest’anno con la tua etichetta il suo album solista in studio “Freedom Has No Price”.
Yngwie: Sì. Ho prodotto io il suo album, ho dato una mano con gli arrangiamenti. È un tastierista eccellente: se conosci i miei album solisti, allora vale la pena dare un’occhiata anche al suo disco solista. Nick è anche un ottimo cantante.
RockLine: Dove hai incontrato Tim “Ripper” Owens e quando hai deciso di invitarlo a collaborare?
Yngwie: Io e Tim ci conosciamo da una decina d’anni. La prima volta abbiamo collaborato su una cover di Mr. Crowley di Ozzy Osbourne, parecchio tempo fa ormai. Insomma, mentre nasceva l’album “Perpetual Flame” ho sentito che forse valeva la pena provare una voce diversa. Sentivo che i pezzi potevano funzionare in modo ancora più intenso e genuino. Il materiale per l’album era nato ancora con la partecipazione del mio cantante precedente, Dougie White (ex-Rainbow, n.d.A.). “Ripper” è volato a Miami su mio invito e abbiamo registrato tutto in fretta. Ero entusiasta del risultato.
RockLine: Mi ricordo il tuo set insieme ai Saxon nel 2008 al festival Bang Your Head!!! in Germania. Com’è andata e che effetto ti ha fatto stare sul palco con dei veterani del genere?
Yngwie: Sì, me lo ricordo, ah, ah… Conosci l’album dei Saxon “The Eagle Has Landed” del 1996?
RockLine: Sì.
Yngwie: Beh, già lì, in quella registrazione dal vivo, ero ospite dei Saxon nel brano Denim And Leather. Conosco i ragazzi dei Saxon da 28 anni. Siamo davvero buoni amici. Mi piace la loro musica. Ci siamo incontrati di sicuro in quell’occasione e i ragazzi non si sono dimenticati di me. Mi hanno invitato quasi come se fosse ovvio, hanno detto: “Non suoni sul nostro album? Allora suonerai anche stavolta con noi sul palco!”
RockLine: Hai mai pensato alla possibilità di registrare qualcosa insieme a Graham Bonnet, o con il G3?
Yngwie: Mi chiamano ogni due settimane a chiedermi se mi unisco agli Alcatrazz. Ma semplicemente non ho tempo. Al momento per me non se ne parla. Un’altra cosa è invece la collaborazione con Satriani. Aspetto solo la sua chiamata e accetterò con grandissimo piacere una sfida del genere. A prescindere dai miei altri impegni. Far parte del G3 è stato per me un grande divertimento, indimenticabile. Qualcosa di completamente nuovo e diverso. Mi sono goduto ogni momento.
RockLine: C’è all’orizzonte qualche DVD, qualche idea che resta un obiettivo ancora da realizzare in futuro?
Yngwie: Sì. Dal nuovo tour verrà sicuramente registrato e pubblicato un nuovo DVD. Per il resto non ho obiettivi non realizzati in questo senso musicale. Per ora me ne starò bravo dentro i miei schemi. Quello che vedi è quello che ottieni. Classico.
RockLine: In carriera hai provato parecchi cantanti diversi sui tuoi album in studio, da Mark Boals (oggi Royal Hunt) a Joe Lynn Turner (solista, ex-Rainbow), Dougie White (Cornerstone, ex-Rainbow), e ora con te c’è “Ripper” (ex-Judas Priest, ex-Iced Earth)… Come decidi quale cantante scegliere per un determinato album?
Yngwie: Questi cantanti sono molto diversi tra loro. Cerco e scelgo sempre il vocalist che sento in grado di trasmettere nel modo più efficace, con la propria interpretazione, le emozioni racchiuse in ogni singolo brano che scrivo. “Ripper” è un vero spartano. Riesce a esprimere benissimo la rabbia attraverso l’approccio vocale. E in questo periodo, per questi due album, “Ripper” è una scelta più che azzeccata. Mi serve un cantante aggressivo che allo stesso tempo porti un sacco di melodia in più nella mia musica. “Ripper” è l’ideale per questo.
RockLine: “Relentless” è subordinato alla parte strumentale, o è un album più compatto con contenuti subordinati alle voci?
Yngwie: Sull’album ci sono 15 brani, tutti molto lunghi e per lo più strumentali. La voce è aggiunta più come un extra, una specie di spezia che alimenta ulteriormente il climax della mia visione musicale su “Relentless”.
RockLine: Stai già pianificando il tour per il prossimo anno e quando potremo rivederti in Europa?
Yngwie: Per ora è tutto ancora molto vago. Probabilmente tornerò in Europa nell’estate del prossimo anno, ma al momento non posso ancora annunciare niente. Tutto dipende anche dalla mia agenzia di booking. Io al momento non ho un quadro di come stanno le cose in questo senso.
RockLine: Yngwie, grazie di cuore per il tuo prezioso tempo, è stato un immenso onore chiacchierare con te. Ti auguro tanto successo con la promozione dell’album e tanto divertimento sui palchi il prossimo anno.
Yngwie: Grazie a te.
intervista condotta, tradotta e curata da: Aleš Podbrežnik
foto: Aleš Podbrežnik (Archivio RockLine 2008 – tutti i diritti riservati)
Nelle foto: Yngwie J. Malmsteen durante l’esibizione al festival Bang Your Head!!!, il 28.06.2008, in Germania, città di Balingen)
L’intervista è nata dalla collaborazione tra RockLine e Rock Hard Slovenija
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