Redeemer
Autore: Sandi Sadar Šoba
Artista: Norma Jean
Etichetta: Century Media
Uscita: 2006
No, non stiamo parlando della diva disco degli anni Settanta! E nemmeno dell’omonima cantante country o di registrazioni inedite di Marylin Monroe, ma di un quintetto devastante della periferia di Atlanta, più precisamente di Douglassville, che potresti incollare sotto l’etichetta di metalcore cristiano/metal alternativo oppure marchiare geograficamente come southern metal, ma niente di tutto questo gli calzerebbe davvero. Se avessi a disposizione un laboratorio di genetica audio, dovresti mescolare Dillinger Escape Plan, At the Drive-in e magari Hatebreed: solo così otterresti un’approssimazione di chi o cosa siano i Norma Jean.
All’inizio sotto il nome Luti-Kriss, cercavano un loro linguaggio mescolando generi diversi, ma dopo tre album usciti in autoproduzione (in realtà, come Luti-Kriss hanno pubblicato il primo split insieme ai Travail nel 1999, e l’anno dopo i dischi 5ep e Throwing Myself per la Solid State Records). Dalla morte dei Luti-Kriss sono nati i Norma Jean, che possono vantare altri tre dischi (Bless The Martyr And Kiss The Child (2002), O God, The Aftermath (2005) e il lavoro di quest’anno, intitolato Redeemer (negli USA si poteva ascoltare già dal 12 settembre 2006, mentre l’Europa lo riceve con un ritardo di quasi due mesi). Non sono proprio dei big affermati, ma basta un ascolto per capire che hanno ambizioni belle grosse.
Redeemer è il frutto della collaborazione con il leggendario produttore Ross Robinson (che ha lavorato, tra gli altri, con Rage Against the Machine, Red Hot Chili Peppers, Slipknot, Sepultura e At The Drive-In). Fin dall’inizio, nella loro musica si sente l’urgenza dell’espressione vocale, arricchita dalla penetrazione di una strumentazione brutale: il cantato urlato viene trafitto con intensità da accordi inattesi, il ritmo è spezzato e l’intero impatto sonoro richiede parecchia fatica, ma lo sforzo viene ripagato. La musica è piena di audacia, perché si contano sulle dita di una mano le band che osano infrangere con tanta coerenza artistica le regole base della bidimensionalità dei dogmi di genere più angusti. Se le leggi del discorso di genere sono comandamenti, allora i Norma Jean li violano dal primo accordo in poi e, dal metalcore e dagli altri derivati contemporanei, fanno nascere suoni tutti loro. Un linguaggio proprio. Dalle fratture discordanti del ritmo e dagli schemi alterati con cui si percepisce il ritmo naturale in pezzi come “The End Of All things Will Be Televised” arrivano senza forzature all’intensità melodica di “Blueprints For Future Homes” e alla bellezza di “A Small Sparkle Vs. A Great Forest”, fino all’ambient oscillante di “No Passenger: No Parasite”. I Norma Jean, nonostante tutto, mantengono un’immagine lucida e tengono l’ascoltatore in uno stato di perenne allerta. La magia produttiva di Ross Robinson crea un’atmosfera in cui ti sembra di vedere sudore e sangue colare sugli strumenti. I brani sono un insieme compiuto, un richiamo al risveglio per tutti gli zombie tecnocrati in trance, ma hanno anche la giusta dose di divertimento, così la critica con cui ci pungolano non risulta offensiva. Redeemer è senza dubbio un disco che segna una tappa importante nella carriera dei Norma Jean, e sarà il metro con cui si giudicherà il loro lavoro futuro.
Un disco che merita assolutamente più ascolti e un approfondimento graduale, insieme alla fede che, dopo l’attacco frontale dei Norma Jean, dalle macerie del caos cataclismatico si possa arrivare alla catarsi finale, alla purificazione e alla redenzione.
Formazione
Cory Brandan – voce
Chriss Day – chitarra
Scottie Henry – chitarra
Jake Schultz – basso
Daniel Davidson – batteria
Produzione
Ross Robinson
Tracklist
1. A Grand Scene For A Color Fil (3:23)
2. Blueprints For Future Homes (2:49)
3. A Small Spark Vs. A Great Forest (4:54)
4. A Temperamental Widower (2:46)
5. The End Of All Things Will Be Televised (5:20)
6. Songs Sound Much sadder (3:14)
7. The Longest Lasting Statement (2:48)
8. Amnesty Please (4:14)
9. Like Swimming Circles (3:03)
10. Cemetary Like A Stage (4:16)
11. No Passenger: No Parasite (4:55)
Durata dell’album: 41:46