A Chorus Of Obliteration
Autore: Sandi Sadar Šoba
Artista: Showdown, The
Etichetta: Century Media
Uscita: 2006
Voto: 3/5
Ci lasciamo alle spalle un anno bello carico di metal, in cui oltre alle novità abbiamo avuto modo di cogliere la palla al balzo e recuperare roba che altrimenti sarebbe finita nel dimenticatoio. Novembre non fa eccezione, perché alla scorpacciata di metal si aggiunge anche la ristampa del quintetto The Showdown, A Chorus Of Obliteration. La simpatica miscela di Elizabethton, fatta di messaggi cristiani e di metal pesante da sega elettrica, ha visto la luce per la prima volta già nel 2004.
Metal, in effetti, è una riduzione concettuale del tutto adeguata di quello che ci servono i The Showdown. Un intreccio stilisticamente azzeccato di southern rock, etica battagliera dell’heavy metal e canto vocale death-metal-coreggiante è un invito splendido per tutti i fan di As I Lay Dying, Shadow Fall, God Forbid e di chiunque si sia esaltato per i Metallica, ma con il tempo abbia trovato il suono un filo troppo morbido. Liricamente parlano di eroismo, della brevità dell’esistenza e della lotta per la sopravvivenza. Melodicamente trascinano chi ascolta in un giro sulle montagne russe fatto di rallentamenti e accelerazioni raffinati e ben bilanciati, conditi dal suono d’acciaio di chitarre ruggenti. Il gioco sui generi si sente già dal primo riff. Anzi, l’ascoltatore capitato lì per caso si becca già con la prima canzone, A Monument Encased in Ash, e poi con pezzi come Epic: A Chorus Of Obliteration e il resto dell’offerta, uno sguardo su tutta la gamma di approcci musicali già collaudati (l’unico strappo al ruggito previsto è la ballad Laid To Rest). Approcci che danno la sensazione di essere già sentiti fin troppo, tanto che ci si può chiedere, più che legittimamente: cos’hanno di nuovo da offrire i The Showdown? Forse divertimento e una panoramica condensata sul sottobosco storico-geografico variegatissimo del metal, per tutti quelli che hanno appena iniziato a cercare e a frugare tra gli scaffali dei negozi di dischi, o per quelli troppo pigri, troppo poco audaci o semplicemente a secco di soldi per procurarsi i dischi originali e fondamentali da cui senza dubbio hanno attinto anche i The Showdown, nel loro raffinato passare dalla melodia alla Iron Maiden al galoppare metalcore di oggi e tutto quello che c’è in mezzo? Eppure, nonostante tutto, danno l’impressione di restare ancora fedeli ai valori centrali dell’heavy metal: divertimento, assenza di compromessi e immediatezza. Come musicisti si fanno valere, su questo non ci piove, ma in fatto di fantasia ci sono ancora campi liberi per crescere ed evolversi. E soprattutto per un po’ più di fantasia e di originalità. Il disco A Chorus Of Obliteration non porta alcuna novità sul piano musicale, ma a volte proprio questa prevedibilità e la bellezza di ciò che è già stato detto e sentito possono essere rassicuranti e innocue. Per l’esordio di una band è un lavoro piuttosto dignitoso e promettente, che non merita critiche eccessive. Manca solo un pizzico di quello che solleva i grandi sopra la media piatta, che separa i piccoli dai grandi, gli eletti dai dimenticati e i vincitori dai perdenti. Un pizzico grazie al quale il suono che sentiamo non è solo tuoni, chiacchiere e la vuota promessa di una scoreggia confezionata sottovuoto, ma ci arriva anche il colpo del fulmine. Magari andrà meglio con il prossimo album, Temptation Come My Way?
Formazione
David Bunton – voce
Josh Childers – chitarra, voce
Travis Bailey – chitarra
Eric Koruschak – basso
Andrew Hall – batteria
Produzione
Bruce Fitzhugh
Tracklist
1. A Monument Encased in Ash (5.56)
2. Hell Can’t Stop Us Now (3.38)
3. Epic: A Chorus Of Obliteration (3:32)
4. From The Mouth Of Gath Comes Terror (6:30)
5. A Proclamation of Evil’s Fate (4:02)
6. Dagon Undone (The Reckoning) (4:33)
7. Iscariot (3:00)
8. Your Name Is Defeat (2:34)
9. Your Name Is Victory (3:02)
10. Laid To Rest (5:53)
11. Give Us This Day / Bonus Track (4:04)