Listen To Srečna Mladina

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Autore: Sandi Sadar Šoba

Artista: Srečna Mladina
Etichetta: Obsešn
Uscita: 2005

Hanno definito la giovane scena slovena e portato nella scena musicale della capitale sangue fresco ed energia. La lotta per affermarsi è stata dura e senza sconti, ma hanno superato la prova del tempo e sono arrivati fino a oggi. Eppure sono lontani i tempi in cui un gruppo di ragazzi di Lubiana, cresciuti nel complesso di Bežigrajske stolpnice, si ritrovò per la prima volta in uno scantinato, imbracciò gli strumenti e si mise a macinare pezzi punk e hardcore. Srečna mladina sono cresciuti come artisti concettuali e come musicisti, e si sono tenuti stretto qualcosa di loro. Qualcosa di autentico, provocatorio ed esteticamente rifinito. Si è sempre trattato di fare un passo avanti, e lo dimostra anche il disco Listen To Srečna Mladina, che è molto più di un album e basta. È un blocco coeso di immagine e suono. È la colonna sonora di una cultura urbana che dall’underground è diventata parte del quotidiano.

Prima di tutto vale la pena spendere una parola o due sul design, ingegnoso e di buon gusto: nella confezione di cartone hanno infilato con criterio un minimalismo che però non è affatto vuoto. Meno può essere di più. E te ne accorgi quando apri la scatolina e scovi tutta la roba che ci hanno ficcato dentro. La gente spesso ascolta non solo con le orecchie, ma anche con gli occhi, e Srečna Mladina sfruttano il momento per dare una svolta all’offerta musicale slovena. Il primo regalo è un DVD con l’omonimo film, dove ti si spalanca un’intera schiera di virtuosi sloveni dello skate, semiprofessionisti. Uroš kovač, Igor Kragelj, Matic Gomboc, Anžej Košmerlj, Tomaž Šantl e Dean Gostimirovič demistificano marciapiedi e asfalto di Lubiana e, sotto la bacchetta di Jaka Babnik, spremono le loro tavole fino all’ultima goccia. A rendere ancora più affascinante il viaggio tra gli angoli segreti e meno segreti della giungla urbana slovena ci pensano Srečna Mladina, che completano le immagini con una musica che fa l’occhiolino a un sacco di generi e sottogeneri. Si intrecciano rock, funk, ambient e tutto un ventaglio di soluzioni surf. Immagine e suono raccontano la loro storia, che non molla un attimo. Certo, è una bella sfida costruire su fondamenta più sfuggenti, quelle del far musica da colonna sonora, invece di vendere qualcosa di completamente definito, compatto e dritto in faccia come, che so, un album in studio. Srečna Mladina, come detto, scelgono sempre di fare un passo in più e riempiono il vuoto con un ripieno fresco che non scade mai. Prendono due piccioni con una fava: intrecciano il filo della propria presentazione e della sperimentazione musicale con la promozione di eroi di strada subculturali ancora sconosciuti, o quantomeno poco noti al pubblico sloveno più ampio. L’estremo stringe la mano all’altro estremo e la cosa diventa spontaneamente ovvia, completa e indivisibile. Naturale e organica. Viva, non un collage di forzature in cui una delle parti debba per forza scendere a compromessi marci.

Apriamo la seconda tasca e ne tiriamo fuori il classico CD. La colonna sonora parte a tutta con il caos d’apertura di ‘Humus Sapiens‘. Sax, chitarra e batteria si abbattono senza pietà sull’ascoltatore ignaro. Il concept ricorda i Demolition Group e la musica mostra che i confini concettuali non esistono e, secondo Srečna Mladina, non devono nemmeno esistere. L’ouverture, lunga poco meno di tre minuti e mezzo, porta il pezzo fino al culmine, e delle voci, o meglio della loro assenza, non senti la mancanza nemmeno per un attimo. Le corde vocali sono solo uno strumento che dà colore e tira la tensione. ‘Št. 19128_2’ , seconda traccia, mette insieme un basso dall’umore funk e assoli quasi da surf rock. L’immagine è positiva e priva di cariche negative. Ti spinge a muoverti e trascina le figure musicali in un delirio naturale e per niente forzato. La parte centrale calma il tempo e lo ravviva con le percussioni. Aggiunge un tocco di sorpresa musicale che sfocia in un gioco ritmico in stile ska, da cui nasce uno degli assoli meglio elaborati che mi sia capitato di sentire di recente nella scena musicale slovena. ‘Gen Genu‘ placa un po’ il disco e lo culla nella malinconia. Le voci sono imbevute di effetti e le parole sono di nuovo solo plastilina con cui Srečna Mladina ti manipolano a tal punto che alla loro musica devi semplicemente prestare orecchio. Impossibile ignorarla; e se ci provi, ti si pianta nel cervelletto e nel subconscio. La psichedelia che incolla il disco in un tutt’uno è un intreccio energico di melodie ipnotiche e di un gioco equilibrato di luci e ombre. ‘Organophobia’, con un tempo lieve che ricorda i Massive Attack, introduce l’ascoltatore al ritmo un po’ più vivace di ‘Divji Grm Na Vzhodu’, in modo naturale e senza nessuna fastidiosa forzatura. Divji Grm Na Vzhodu prosegue la tradizione tracciata in precedenza, quella del viaggio strumentale e minimalista tra i tesori impolverati dell’eredità musicale del surf. Come se Lubiana fosse piazzata su una soleggiata costa californiana e non nel cuore del clima continentale. ‘Jurileksmi’, con l’intro a cappella, suona come la registrazione di un disco degli anni Trenta, magari ripescato da una valigia in soffitta, se tua nonna o la tua bisnonna era appassionata di jazz. E poi, secondo me, il picco. ‘I Have One Peasant In Switzerland’ è una perla, o almeno una delle perle del filo che compone questo disco. Più che semplice blues: il pezzo restituisce la sensazione, la pienezza di idee e il passo di un viaggio urbano. La melodia ideale per vagabondare da soli in una Lubiana notturna inondata di luci al neon. Si potrebbe usare anche per guidare in autostrada. Non so perché, ma qui la notte è d’obbligo, perché darebbe il tocco finale all’intensa sensazione che il pezzo irradia dall’inizio alla fine. Una velocità che non dipende dal tempo imposto. ‘Št. 19128_1’ è un intreccio sporco di chitarra funk e ritmo, ma l’erotismo del momento è caldo e ti accarezza le orecchie. Se pensi che manchi il funk, ripensaci due volte! ‘Zlati Tuš’ per la prima volta serve una voce chiara che, con xilofono e una chitarra sexy, canta un pezzo che potresti sentire più spesso anche sulle onde radio. Una storia di amore, di bellezza e di contatto fisico. Niente sensazione platonica di distanza. Dolce e convincente. Invitante. ‘Vumvum’ arriva come un rullo d’acciaio, implacabile. Pesante come un martello da dieci tonnellate. Come se il riff l’avesse scritto Iommi in persona e i ragazzi si fossero trasformati nei Black Sabbath. Già a metà brano i colori scuri si lavano via e per un attimo brillano delle loro sfumature. Psicosi di tastiere e caos di una fine inevitabile legano l’album in un tutt’uno con l’ultimo brano. Traccia 11 non ha titolo. Senza parole porta a termine l’opera iniziata e ci consegna uno schema metrico a cui continuiamo a tornare. Ripete la sensazione che l’addio sia arrivato quasi troppo presto. L’inizio è la fine e la fine è l’inizio. Immagini condensate, concrete e più di una semplice illusione. Stavolta il vincitore finale del duello non si sa, perché non c’è conflitto di interessi né voglia di prevalere. Ha vinto la musica, in tutta la sua purezza.

In concreto, del disco si può dire solo questo: stavolta non serve dilungarsi troppo sul giudizio finale. Anche i musicisti sloveni hanno il senso, l’artigianato e l’energia che di solito siamo abituati a trovare nella musica d’importazione. Con questo album Srečna Mladina si sono presi quella parte del cuore che non riservo a ogni prodotto musicale. Convincono con la schiettezza e con la stratificazione. Convincono con la musica e con il mestiere. Convincono con le dosi giuste di indicibile, per cui il disco si merita il titolo di capolavoro e avrà un posto speciale nella mia collezione. A tutti gli scettici della musica slovena non posso che consigliare caldamente l’ascolto!

Formazione

Vlado Mihajlovič – chitarra, voce
Zava A. – batteria, percussioni
Tim Kostrevc – programmazione, tastiere, sax e voce
Peter Dekleva – chitarra, voce, tastiere
Gašper Gantar – basso, contrabbasso

Produzione

Srečna Mladina

Tracklist

1. Humus Sapiens
2. Št. 1912- 2No. 18118 2
3. Gen Genu / Gene To Gene
4. Organophobia
5. Divji Grm Na Vzhodu / Wild Bush On West
6. Jurileksmi
7. I Have One Peasant In Switzerland
8. Št. 19128_1/ No. 18118_1
9. Zlati Tuš / Golden Shower
10. Vumvum
11. 11

DURATA DELL’ALBUM: 47:41

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