Power Of The Dragonflame

0 6

Autore: Peter Podbrežnik

Artista: Rhapsody Of Fire
Etichetta: SPV Records
Uscita: 2002
Voto: 2.5/5

Per quanto siano degni di scherno con i loro testi fiabeschi stramasticati e pieni di clichè, con un’iconografia power metal carica di eccessi (draghi, spade e stregoni) e con le interminabili recitazioni della “cronaca dei magici folletti”, ai ragazzi dei Rhapsody non si può certo rimproverare di non avere, col loro approccio musicale (che la loro etichetta ha battezzato, in modo piuttosto azzeccato, “metal sinfonico epico-hollywoodiano”), qualcosa di speciale e riconoscibile in un mondo power metal per il resto poco innovativo. Farei il finto tonto se negassi loro la capacità da pionieri di mescolare con abilità arrangiamenti orchestrali (per quanto plasticosi possano suonare) e metal, ogni tanto anche qualche elemento folk, in una combinazione piuttosto interessante di suoni pomposi e drammatici. Se sorvoli i testi disperati e certe parti di chitarra a volte un filo troppo ripetitive, devi ammettere che sanno creare un’atmosfera “cinematografica”, anche se spesso si capisce al volo da dove abbiano pescato l’idea per un singolo motivo.

“Power Of The Dragonflame” è il loro quarto album e, a differenza del predecessore “Dawn Of Victory” (2001), non porta niente di davvero nuovo nel loro modo di esprimersi: si attiene alla ricetta collaudata e contiene di nuovo un pizzico in più di arrangiamenti sinfonici. Il cambio in formazione è un chitarrista in più, anche se sul suono del disco si nota a malapena. Il chitarrista Luca Turilli e il tastierista Alex Staropoli sono come al solito la forza trainante dell’espressione musicale dei Rhapsody, mentre Fabio Lione con la sua voce da operetta; insomma, dipende dal tuo umore. Il fattore più fastidioso (come sul predecessore) sono anche stavolta le pelli: oltre all’ottimo Alex Holzwarth a suonarle sarebbe stato un batterista dallo pseudonimo “Thunderforce”, che secondo me è più il nome di una drum machine usata con astuzia che di una persona in carne e ossa, visto che a tratti suonano parecchio innaturali. Su “Power Of The Dragonflame”, che tra l’altro è l’ultimo capitolo della fiaba di Turilli sulla spada di diamante e il guerriero di ghiaccio, i Rhapsody sono di nuovo un pizzico più sinfonici, ma non meno incisivi di quanto fossero su “Dawn Of Victory”.

La prima differenza rispetto al predecessore è un suono un po’ più pieno, frutto della chitarra aggiuntiva, con il signor Turilli in prima fila coi suoi riff relativamente ingegnosi. Epicità e pomposità sono come al solito una costante della maggior parte dei pezzi del disco, che senza i testi disperatamente scadenti e le recitazioni del “folletto” sarebbero sicuramente almeno una spanna sopra, invece di far scoppiare salve di risate proprio nei momenti musicalmente più carichi di tensione. La title track, velocissima, è tra le cose più veloci che abbiano fatto finora. In questa categoria rientra anche la potente “When Demons Awake”, dove Fabio mette in mostra la sua voce più aggressiva di sempre. Qui a farsi notare è soprattutto il tastierista Staropoli, che a quanto si sente può misurarsi sempre più alla pari con uno come Jens Johansson (Stratovarius). “Knightrider Of Doom” e “The March Of The Swordmaster” sono due epic molto tipici, che non portano niente di particolarmente nuovo. Un po’ più innovativi sono in “Agony Is My Name”, che con l’intro e certi riff di chitarra tira un po’ dalle parti di qualche lavoro dei Running Wild, anche se in sostanza resta l’ennesimo prodotto riconoscibilissimo dei Rhapsody, pieno di elementi orchestrali e di canto corale da operetta. “Lamento Eroico”, una ballata da operetta in cui Fabio canta in italiano, offre un altro approccio inedito, anche se a parecchi può far passare la voglia di continuare ad ascoltare. Il pezzo migliore del disco è forse “Steelgods Of The Last Apocalypse”, che si distingue per una bella varietà e per la giusta dose di epicità, dramma e aggressività. “The Pride Of The Tyrant” è un’altra operetta all’assalto che non scopre l’acqua calda. La conclusiva “Gargoyles, Angels Of Darkness”, il pezzo più lungo e, per atmosfera, il più drammatico del disco, è comunque, nonostante le recitazioni di cattivo gusto, prolisse e soporifere, una dimostrazione piuttosto solida dei loro aspetti sinfonici.

Con quest’ultimo capitolo, dalle tinte tragiche (il protagonista infatti muore; che effetto ti faccia questo fatto, se ami le storie fantasy, giudicalo tu), della loro saga fiabesca i Rhapsody hanno messo insieme un album abbastanza coerente e solido, direi un classico album dei Rhapsody, che farà contenti soprattutto i loro fan, mentre lascerà piuttosto a bocca asciutta chi ama le innovazioni musicali (nel loro caso metalliche) e lo spirito d’avventura. Il disco, nonostante dovrebbe chiudere un capitolo della loro carriera e rappresentare il gran finale della saga fiabesca, dà fin troppo l’impressione di un lavoro di transizione, con troppe riserve per poterlo definire un passo avanti nell’evoluzione. I Rhapsody dovranno semplicemente imparare ancora parecchio e cambiare molte cose prima di guadagnarsi un posto tra i grandi nomi del metal. Magari cominciando col mollare la maggior parte dei clichè metal già citati.

Formazione

Fabio Lione – voce
Luca Turilli – chitarra
Alex Staropoli – tastiere
Alessandro Lotta – basso
Alex Holzwarth – batteria
Dominique Leurquin – chitarra

MUSICISTI OSPITI:
Herby Langhans, Miro, Robert Hunecke-Rizzo, Cinzia Rizzo, Oliver Hartmann – coro epico
Bridget Fogle, Previn Moore – coro da chiesa
Bridget Fogle – voce femminile barocca
Manuel Staropoli – arrangiamenti barocchi
Dana Lurie – violino principale
Jay Lansford – narrazione
Sascha Paeth – basso
Thunderforce – batteria

Produzione

Sascha Paeth e Miro

Tracklist

1. In Tenebris (1:28)
2. Knightrider of Doom (3:56)
3. Power of the Dragonflame (4:27)
4. The March of the Swordmaster (5:04)
5. When Demons Awake (6:46)
6. Agony Is My Name (4:58)
7. Lamento Eroico (4:38)
8. Steelgods of the Last Apocalypse (5:48)
9. The Pride of the Tyrant (4:53)
10. Garoyles, Angels of Darkness: Angeli Di… (19:02)

Durata album: 61:00

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito utilizza i cookie per offrire il servizio web, i sistemi pubblicitari e le funzionalità che senza cookie non potremmo fornire. Visitando e utilizzando il sito, accetti l’uso dei cookie. Accetta Leggi tutto

Privacy e cookie