02/07/07 Brescia – Italy

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Artista: Gabriel, Peter
Etichetta: Real World
Uscita: 2007

Pubblicare bootleg ufficiali è diventata una gran moda ultimamente. L’anno scorso ci hanno pensato, per dire, i Depeche Mode, tra i primi a cominciare a rompere seriamente il tabù, sostenendo che i bootleg ufficiali non reggono il confronto, a livello di qualità, con le uscite live ufficiali; con questo genere di uscite si sono fatti sentire anche i Pearl Jam, eccetera… Anche Peter Gabriel ha deciso di far felici i suoi fan. I concerti del “The Warm Up Tour ’07” si possono comprare uno per uno oppure tutti insieme in un cofanetto speciale che contiene tutti e 22 i bootleg ufficiali, ognuno composto da due CD infilati in una confezione ecologica di cartone. Il sempreverde Peter ha pensato di nuovo a ogni dettaglio.

Dopo il grande “boom” dell’autunno scorso e la rimpatriata della leggendaria band pioniera del prog rock Genesis, di cui Peter Gabriel è stato negli anni più fertili l’ideatore, la mente visionaria e il pezzo imprescindibile, la cosa curiosa è che Peter non si è unito alla formazione. Così, per colpa sua, i Genesis (di nuovo) sono partiti per il tour mondiale come trio ridotto Rutherford/Banks/Collins. La ragione ponderata con cui ha liquidato i colleghi era che in questo momento la carriera solista è per lui molto più importante e che vuole dedicarsi solo a quella. Niente di nuovo, nel caso di Peter: vale per lui da più di 30 anni di carriera musicale, da quando alla fine del 1975 ha mollato i Genesis. Mentre i vecchi compagni dopo tanto tempo rispolveravano i ricordi in giro per il mondo come Genesis, Peter si è praticamente in contemporanea lanciato in un nuovo tour europeo da solista, battezzato “The Warm Up Tour 2007”, una specie di prova generale prima di un tour più corposo che seguirà all’uscita del nuovo album in studio di Peter Gabriel, annunciato per questo autunno.

Peter Gabriel ha sfruttato con furbizia le date del tour estivo 2007 per quanto riguarda la scaletta, che ha dedicato ai suoi primi quattro album in studio. Del disco “Up” (2002) nella scaletta del concerto di Brescia non c’è nemmeno un pezzo. In compenso troviamo ben cinque brani da “III.”, tre da “I.”, tre da “II.” e due da “IV.”. In tutto ben tredici su diciannove in scaletta. Poi ci sono gli immancabili Sledgehammer, Big Time, In Your Eyes (tutti dal disco “So”) e Steam e Blood Of Eden (entrambi dal disco “Us”), e una delle maggiori sorprese della scaletta nonché uno dei picchi di questo doppio bootleg ufficiale: il brano cupo, con un pizzico di blues, Lovetown, che Gabriel ha scritto per il film “Philadelphia” (1993) con Tom Hanks nel ruolo di protagonista.

Stavolta l’investimento economico dell’artista per il tour è stato un po’ più basso del solito. Sul palco si è presentato con un allestimento per lo più essenziale; l’attenzione maggiore è andata ovviamente alle luci, che sono una costante e una necessità assoluta per creare l’atmosfera unica dei concerti di Gabriel. Inoltre Peter ha scelto per le sue visite location più piccole all’aperto, con una capienza tra le 2000 e le 4000 unità.

Insomma, quello che ho nel lettore CD è l’occasione per Gabriel di tornare a suonare alcuni brani che mancavano da tempo dalla scaletta. Una vera delizia l’inclusione di Humdrum dall’esordio “I.” e soprattutto di Moribound The Burgermeister dall’omonimo disco, che nei 22 concerti di questo tour la band con Peter ha eseguito dal vivo solo tre volte, e tra queste tre serate è stato catturato su nastro proprio a Brescia. Beh, dopo averlo ascoltato viene da chiedersi, retoricamente, perché solo tre volte: proprio questo brano mostra che la voce di Peter è ormai un po’ incrinata e che a tratti, nelle linee melodiche, gli manca mezzo tono, nonostante l’accompagnamento per il resto infallibile della squadra. Gabriel per un attimo sembra perfino ingenuo come un bambino, perché il bootleg rivela che il tipo prima del tour non aveva ripassato bene le strofe. Inciampa per la prima volta già in apertura, e durante l’esecuzione delle strofe di The Rhythm Of The Heat (album “IV.”) a metà strofa si zittisce in modo ben udibile, e qui possiamo ammirare liberamente il fascino dei cori sullo sfondo. Durante Not One Of Us la band è addirittura costretta a interrompere il pezzo e a ricominciare da capo. Peter semplicemente non si è ricordato le strofe giuste, così dopo due minuti e mezzo la squadra si ferma e riparte dall’inizio. Gabriel si rivolge al pubblico: “This… this is as we know in a band as “Gabriel fucked up”!” Ecco perché esistono i bootleg ufficiali: ci ricordano che anche i più grandi del music business possono sbagliare.

Per il resto Gabriel con il pubblico è come sempre un seduttore estremamente rispettoso. Il ghiaccio l’ha rotto nel momento in cui ha salutato la gente con “Buona sera” dopo Intruder, e poi ha continuato a presentare i pezzi parlando in italiano. Con un’intonazione monotona da papa, certo, ma il tipo ce la mette tutta, tanto di cappello.

Per il resto, niente da dire. L’intesa tra pubblico e musicisti durante il concerto è eccezionale, il temperamento italiano ha preso al volo il passo di danza e ha premiato la band sul palco con un entusiasmo fragoroso per tutta la serata; il pubblico se la cava alla grande con le strofe. Gabriel, del resto, è nella norma. Come sempre. Con la sua squadra di prim’ordine crea una magia unica e indimenticabile, che solo lui è in grado di mettere in atto. Come detto, la sua voce non è più così fresca, perciò a tratti si muove sulle note più basse, per esempio salta apposta la parola “sledgehammer” nel ritornello di Sledgehammer: insomma, risparmia la voce durante l’esibizione. Ma tutto il resto, la chimica di lavoro e l’affiatamento tra i musicisti, funziona alla perfezione, per cui questa nota non è assolutamente un ostacolo all’ascolto. La band di accompagnamento è magica, coglie senza problemi la visione di Gabriel dell’espressione musicale e la restituisce con accenti diabolici in tantissimi stati d’animo. Nei momenti giusti calca la mano nei punti giusti. Intruder è semplicemente da brividi, mentre In Your Eyes, con un’energia da festa unica, in scaletta sostituisce più che evidentemente il gran finale con cui Gabriel di solito chiude i concerti, cioè Biko.

Il concerto “02/07/07 Brescia – Italy” (location: Piazza Doumo) è un documento che dimostra che Gabriel non ne vuole proprio sapere di mollare: un documento con un’energia speciale, un concerto diverso, senza fronzoli e senza pompa, che naviga sulle ali di una rilassatezza assoluta e che al tempo stesso, ancora una volta, funziona in modo struggente e convincente nella realizzazione concreta del momento di un’interpretazione unica dell’arte musicale nelle mani di Peter Gabriel. Voi che amate la musica dell’illustre signore, non state a pensarci su: surfate fino allo shop online e ordinate. Ah, e a proposito: nel caso di Peter Gabriel ormai non è più una novità che il suono di questo bootleg ufficiale sia ottimo!

Formazione

Peter Gabriel – voce, tastiere
Melanie Gabriel – cori, campionamenti
Angie Pollock – tastiere, cori
David Rhodes – chitarra
Richard Evans – chitarra, mandolino, flauto
Tony Levin – basso
Ged Lynch – batteria

Produzione

Ben Findlay

Tracklist

CD 1.:
1. The Rhythm Of The Heat
2. On The Air
3. Intruder
4. D.I.Y.
5. Blood Of Eden
6. Moribound The Burgermeister
7. I Don’t Remember
8. No Self Control
9. Love Town
10. Family Snapshot

CD 2.:
1. Steam
2. Mother Of Violence
3. Humdrum
4. Big Time
5. Not One Of Us
6. Lay Your Hands On Me
7. Solsbury Hill
8. Sledgehammer
9. In Your Eyes

Durata dell’album: 119.19

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