Africans In The Snow
Izvajalec: Stevens, T.M.
Založba: SPV Records
Izid: 2007
Il basista più positivamente fuori di testa in circolazione, il canarino impacchettato voodoo TM Stevens, con radici che affondano in Giamaica, torna a farci impazzire in grande stile! Dopo una pausa di 6 anni, torna con il suo devastante crossover band Shocka Zooloo e con un nuovo album in studio, “Africans In The Snow”. Un tizio che gode di un enorme rispetto, guadagnato collaborando con alcuni dei più grandi maghi del business musicale, dal compianto James Brown a Joe Cocker, Tina Turner, Cindy Lauper, Billy Joel, Little Steven, The Pretenders. A Stevens non sono estranee nemmeno le collaborazioni con Stevie Salas, Steve Vai, e poi con Travers e Appice, e nella sua carriera ha diviso il palco anche con il leggendario Miles Davis. Un tizio che senza esitazioni mettiamo fianco a fianco con Tony Levin (King Crimson), Doug Wimbish (Living Colour) o Billy Sheehan (Devil’s Slingshot, Niacin, Steve Vai).
Per via dei riff pesantissimi e tiratissimi, l’album ha decisamente un’aria metal. Il termine “funk metal”, che mette insieme funk e heavy metal in una sola categoria di genere, coglie buona parte del senso di questo disco, ma “Africans In The Snow” offre molto, molto più del semplice funk metal. Certo, e lo dico per i più impazienti, curiosi e diffidenti, i paragoni con i Living Colour in questo caso ci stanno tutti, anche se Africans In The Snow è un disco assolutamente unico.
Ci troviamo davanti a un album di 14 brani, zeppo di quanto di meglio possiamo aspettarci da questo artista. È un mix devastante che si definisce più facilmente come un album “crossover” unico nel suo genere, dove la linea ritmica è nettamente subordinata alla pulsazione del momento funk, abbracciata da una chitarra riffosa e metallica, mentre nella varietà dei motivi c’è un sacco di spazio per un contatto genuino con afro etno soul, reggae, blues. Ad esempio il brano Fight, Fight, Fight spicca proprio per questo, con una combinazione particolarmente audace e riuscita di soul, blues, funk e metal fusi insieme con decisione. TM Stevens regna sovrano con la voce, dimostrando ancora una volta di aver portato con sé tanto di quell’arte dalle lezioncine prese da James Brown (Stevens ha collaborato all’album di Brown “Gravity”). La sua voce è roca, esplosiva e penetrante. I versi si susseguono spesso come ordini furiosi, accompagnati da cori grezzi che, messi insieme, sembrano spesso i cori di una banda di strada. Sull’album non mancano le sparate genuine nei versi. Le voci nei ritornelli portano la loro melodia con un’interessante miscela di tocchi soul, canti etnici africani e perfino briciole di blues del Delta del Mississippi, dosate a tracce. La voce di TM Stevens è la versione metal funk di James Brown. Immagina James Brown che canta in una variante funk metal incazzata dei Living Colour. Il canto di TM Stevens è straordinario. Ondeggia dinamicamente in ogni momento ed entusiasma per quanto si cala in ogni singolo verso.
TM Stevens è di nuovo infallibile nell’esecuzione delle linee di basso. I 14 brani seguono in modo assoluto una compattezza ritmica e di motivi, guidata dalla formula vincente per creare un unico “groove” onnicomprensivo del disco. Questi tizi il “beat” ce l’hanno nel sangue! Questo “beat drive” ti permette, quando ti infili le cuffie, di staccare la spina in un attimo grazie alla magia della perfezione ritmica e della comunicazione reciproca tra gli strumenti, che per tutta la durata sprigiona un flusso di energia fluido e penetrante, capace di farti correre i brividi lungo la schiena come niente. La stratificazione stilistica musicale di “Africans In The Snow” davvero non poteva essere messa insieme meglio: è un album in cui tutto si completa a meraviglia, si autopotenzia, e in questo modo vengono messi in risalto e sottolineati gli elementi davvero più importanti, quelli che portano il mostruoso groove del disco.
È incredibile come TM e i suoi compagni inseriscano da maestri imprese soliste più impegnative nella forma dei brani. TM l’ha fatto con tanta abilità che i virtuosismi solisti e tutti questi piccoli trucchetti diabolici e ornamenti del maestro del basso stanno nelle dosi giuste, esattamente nei punti ideali dei brani, il che vale senza dubbio anche per gli assoli di Michael Barnes alla chitarra, che amano sfiorare lo stile di Vernon Reid (Living Colour). Il campionamento spiritoso (sampling), che con efficacia delinea e sottolinea, in combinazione con gli altri elementi, i singoli stati d’animo che scorrono lungo l’album in tante varianti, attraverso effetti sonori eccezionali, è un ulteriore elemento senza il quale questo disco semplicemente non sarebbe così convincente nei suoi pregi. I ragazzi sanno anche tirare fuori efficaci svolte atmosferiche grazie a una sofisticazione del suono che spicca nella Tell Me The Truth di impianto pop rock, che ha il potenziale da hit. Per questa raffinatezza dell’atmosfera spesso basta il morbido “strimpellare” di TM sulle corde del basso, dove nelle versioni fretless del suo lavoro fa letteralmente cadere il pubblico dalle scarpe. Il beat morbido e dondolante, unito a una melodia afro cantabile, si accende alla grande nel brano Ayeahi, che potrebbe tranquillamente finire anche sulle onde delle frequenze radiofoniche. Un attimo dopo, tra le eruzioni del punto di ebollizione funk, il pavimento sotto i piedi può tremare pericolosamente. L’elemento di sperimentazione e di gioco con la linea ritmica porta comunque il pizzico necessario di imprevedibilità nei brani.
È un album che rappresenta in modo superbo la perfezione nel combinare ascoltabilità infinita, beat famelici, complessità strumentale e un groove contagiosamente atmosferico, frutto di un divertimento in studio straordinario di un gruppo di strumentisti eccezionali, naturalmente guidati dal mostro del basso, decisamente uno dei migliori bassisti al mondo in questo momento, TM Stevens. Un album di qualità eccezionali, di chiarezza, freschezza e di energia indomita di sperimentazione libera, catturata in una forma sensata di compatta incisività ritmico-motivica ad alta tensione. È un album uscito nel 2007, quando sui nuovi dischi si trovano ben poche idee uniche. E “Africans In The Snow” è carico di una giocosità scintillante, frutto dell’ingenuità e della sincerità infantili che TM Stevens porta dentro di sé e che portano sul mercato un album unico. Un album come non se n’erano mai visti, e un album che, già solo per questo, dovete assolutamente avere!
Formazione
TM Stevens – voce, basso, tastiere
MFA Kera – voce
C-Nice – voce
TC Tolliver – voce
Michael Barnes – chitarra
Neil Zaza – chitarra
Andrè Meyer – chitarra, basso
Dominic Durham – tastiere
Garry Sullivan – batteria
Hani Alì – voce, percussioni
Carlos Izaguirre – percussioni
Akinola Famson – percussioni
Will Calhoun – batteria, percussioni
Produzione
TM Stevens
Tracklist
1. What (03:17)
2. Up (04:44)
3. Fight Fight Fight (04:45)
4. Gotta Get My Move On (03:44)
5. Afro Soul (03:42)
6. Tell Me The Truth (05:36)
7. Wake Up (05:04)
8. Why We Rock So Hard (It’s Our Roots) (05:54)
9. Mama Said (04:35)
10. We Will Never Do That Again (05:12)
11. Weird G ( 05:07)
12. Africans In The Snow (06:49)
13. Ayeahi (04:57)
14. Why We Rock So Hard (Raga Muffin Rootdown Remix) (04:11)
Trajanje albuma: 66:52