Manifestation of Seasonal Bleeding

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Autore: Rok Klemše

Artista: Dekadent
Etichetta: Pentacle Music
Uscita: year

I campioni sloveni del black metal Dekadent sono nati nel 2002 con il nome Vigred, con un solo membro, il mastermind Artur Felicijan, alla guida. Una creatività prolifica ha portato nel 2005 al debutto Manifestation of Seasonal Bleeding; poco dopo sono arrivati la formazione al completo, il contratto con l’etichetta black metal svizzera SMP (oggi Pentacle Music) e, di conseguenza, il cambio di nome in Dekadent. Fin dall’uscita Manifestation of Seasonal Bleeding colleziona recensioni brillanti e critiche entusiaste sia sui media di casa nostra che su quelli esteri, ed era ora che me lo ritrovassi anch’io tra le mani.

Già il titolo la dice lunga: l’album è la manifestazione musicale del cambio delle stagioni, dell’eterna lotta tra vita e morte, luce e tenebre. La mitologia slava racconta dei figli del dio supremo Perun: Jarilo, dio della fertilità, e sua sorella Morana, dea della natura e della morte. Jarilo e Morana nacquero la notte di Capodanno, ma quella stessa notte Veles portò Jarilo dalla culla negli inferi, dove lo crebbe come figlio suo. In primavera Jarilo torna dal regno dei morti, porta la bella stagione al mondo dei vivi e incontra di nuovo la sorella Morana. L’estate celebra il loro incontro, che porta al mondo fertilità e raccolti abbondanti. Dopo il raccolto Jarilo tradisce Morana, che per vendetta lo uccide e lo rimanda così negli inferi. Senza Jarilo, Morana, e con lei tutta la natura, appassisce e si congela, trasformandosi in una terribile dea del buio e del gelo che muore alla fine dell’anno. Il mito dice che l’intera storia si ripete con l’inizio del nuovo anno, e ad Artur, che ha scritto da solo tutto il disco, con la sua atmosfera splendida riesce di ricreare questa storia in modo impeccabile, come se niente fosse. Ma non lasciatevi ingannare dalle mie parole: Manifestation of Seasonal Bleeding è molto più che semplice black metal pagano, e Artur lo dimostra per tutti i quaranta minuti del disco, a partire dall’opener Emanation, che con tastiere pompose e atmosferiche, una chitarra solista eterea e la voce angelica dell’ospite Valentina Lacovich risveglia la natura, come la dea Živa, alla nuova nascita della primavera. Dissident Dream mostra fino in fondo il genio compositivo di Artur con un assolo centrale semplicissimo ma incredibilmente efficace, che suona senza tempo e ultraterreno. Le voci grezze di Artur sono agghiaccianti e brutali, come Morana a fine anno, ma le tastiere fantastiche riescono ogni volta a creare un’atmosfera magica, delicata e innocente come la primavera che squarcia l’inverno orribile e cupo. Utrip dimostra che lo sloveno è fatto apposta per il black metal, e a spingerlo ancora più in alto ci pensa l’interpretazione di Artur, carica di emozioni, mentre tastiere malinconiche e una chitarra mesta ci portano in nuove sfere. Kres, per velocità e aggressività, è il pezzo black metal più classico del disco, e con la sua energia infuocata detta il culmine dell’anno, quello che gli slavi celebravano con feste e falò. I testi poetici sembrano poemi romantici, roba che non disdegnerebbe nemmeno lo “spleen” di Lord Byron. The Divine Penalty è una delizia epica carica di emozioni, guidata alla perfezione da un Artur crudo e da eteree tastiere ambient che ti portano in nuovi mondi anche solo chiudendo gli occhi. Le influenze del prog rock anni Settanta si sentono chiaramente negli assoli di chitarra e nel suono delle tastiere. Vigred, con il suo ritmo energico e saltellante, illustra benissimo la nascita della primavera, quando Jarilo e Morana si incontrano di nuovo, interpretati in modo fantastico nel ritornello dall’intreccio tra la voce delicata e fragile di Valentina e il ringhio brutale di Artur. La già splendida Vigred viene ulteriormente elevata da un ottimo assolo in arpeggio e da un basso che non potrebbe emergere in un momento migliore. L’intreccio malinconico ma potente di tastiere e delicate linee di chitarra nell’intro di Seasonal Bleeding suona come il lento morire della primavera e dell’estate, la fine della nascita e l’arrivo della morte e dell’inverno spietato. Il finale spettacolare arriva con Blind Finale, con cui Artur dimostra un’ultima volta il suo genio compositivo e in sette minuti cattura alla perfezione la sentimentalità delle stagioni – la nascita della primavera, la giocosità dell’estate, la malinconia dell’autunno e il buio dell’inverno – chiudendole nell’atemporalità di questa composizione geniale.

Senza esagerare, per concludere posso dire che Manifestation of Seasonal Bleeding è il meglio che il black metal possa offrire in assoluto. È sotto ogni aspetto un traguardo per la scena slovena ed è un album di dualità – bellezza infinita e aggressività spietata. Manifestation of Seasonal Bleeding è nascita ed è morte, è primavera ed è inverno… Ed è Vigred, eterna come Jarilo e Morana.

Formazione

Artur Felicijan – voce, tutti gli strumenti
Valentina Lacovich – voce ospite

Produzione

Artur Felicijan

Tracklist

1. Emanation 01:25
2. Dissident Dream 05:01
3. Utrip 04:34
4. Kres 04:26
5. The Divine Penalty 05:13
6. Vigred 05:10
7. Seasonal Bleeding 05:45
8. Blind Finale 07:13

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