Inferno

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Artista: Metamorfosi
Etichetta: Vinyl Magic
Uscita: 1973
Voto: 4.5/5

Negli anni Settanta in Italia c’erano decine di gruppi che hanno pubblicato un solo album (o un solo album davvero buono). Molti di loro hanno firmato alcuni dei dischi migliori del paese, per poi sparire veloci come erano comparsi. Anche i Metamorfosi rientrano in questa categoria. Prima di questo lavoro avevano pubblicato un altro album, che però non regge il confronto. Negli anni Novanta la band è tornata sulla scena e ha dato alla luce i seguiti dell’Inferno – Inferno, cosa che invece tanti altri gruppi non hanno fatto.

Il disco si basa sulla Divina Commedia di Dante. Questo poema epico è un classico della letteratura mondiale, e l’Inferno viene di solito considerato la migliore delle tre parti dell’opera di Alighieri. Per i testi, la band ci ha messo del suo: ai classici criminali e depravati ha aggiunto anche qualche malfattore dei giorni nostri (politici, spacciatori), rendendo l’album più adatto ai tempi moderni.

La musica descrive l’inferno in modo magnifico. Sintetizzatori taglienti e organi cupi e veloci creano un’atmosfera oscurissima che non ti molla mai, e la tensione non cala un attimo. Proprio quando cominci a pensare che arrivi un po’ di tregua (per esempio quando entra un pianoforte delicato), è solo un trucco: il diavolo cerca di ammorbidirci, di farci abbassare la guardia. Ma il vero volto del diavolo non tarda a saltare fuori, perché dopo il pianoforte gentile arriva una folle improvvisazione jazz che racconta con maestria i tormenti infernali. Ogni tanto, però, c’è un breve sollievo dal continuo macinare di organi e sintetizzatori. Il clavicembalo è l’unico vero alleato del viandante attraverso l’inferno, e più avanti anche il pianoforte, in coppia con il flauto, regala momenti di dolcezza. Sarà Satana che cerca di attirarci con il canto delle sirene?

La sezione ritmica tiene il passo in questo mondo sotterraneo. Il tempo non rallenta mai, e gli abitanti del posto non trovano alcun ritmo nei loro tormenti, perché il tempo cambia in continuazione e li lascia storditi. La chitarra non si usa spesso, ma quando arriva si sentono note lunghe e ininterrotte che fanno contrasto con la sezione ritmica velocissima e confondono ancora di più tutti i peccatori. Lo stile del cantante è parecchio operistico e molto estetico. A tratti ti sembra che sia Satana in persona a raccontare quest’opera e che con la sua voce ingannatrice cerchi di convincerci a unirci a lui. L’attrazione principale è il tastierista, che sfrutta alla grande organo, pianoforte e sintetizzatori. Di solito le sue parti sono selvagge e tese, ma anche molto organizzate.

Per me Inferno è un capolavoro del rock progressivo sinfonico italiano. Per tutto l’album si avverte una tensione che ti fa sentire di dover ascoltare sempre con la massima attenzione. Bisogna ascoltare ogni singola nota, perché non sai mai quando succederà qualcosa di interessante o di sconvolgente. Del resto è un disco piuttosto difficile da paragonare a qualsiasi altro. Per atmosfera ricorda più che altro il capolavoro dei Il Balletto di Bronzo – Ys, mentre a livello di stile deve parecchio agli Emerson, Lake and Palmer. Ci sono tanti organi e sintetizzatori maestosi, un po’ meno pianoforte e clavicembalo, chitarra quanto basta, una sezione ritmica bravissima e un cantante che è uno dei migliori tenori rock operistici d’Italia (subito dopo Francesco di Giacomo del Banco del Mutuo Soccorso). Insomma, di questo album posso parlare solo al superlativo.

Voto: 9 su 10. Se l’Inferno è già così divino, figuriamoci il Paradiso ?!

Formazione

– Jimmy Spitaleri: voce solista, flauto
– Enrico Olivieri: tastiere, voce
– Roberto Turbitosi: chitarra, basso, voce
– Gianluca Herygers: batteria, percussioni

Produzione

Metamorfosi

Tracklist

1. Introduzione/Selva Oscura 7:51
2. Porta dell’Inferno 1:20
3. Caronte 1:19
4. Spacciatore di droga/Terremoto/Limbo 6:22
5. Lussuriosi 3:15
6. Avari 1:32
7. Violenti 3:45
8. Malebolge 1:32
9. Sfruttatori 5:42
10. Razzisti/Fosa dei Giganti 3:25
11. Lucifero (Politicanti) 2:32
12. Conclusione 1:37

Durata dell’album: 40:18

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