Mosquito Bite
Artista: Wressnig, Raphael
Etichetta: Zyx Music
Uscita: 2006
Mosquito Bite è un dischetto quanto mai interessante, frutto della competizione costante tra due incorreggibili appassionati di musica: Enrico Crivellaro e l’iperattivo Raphael Wressnig, nato a Graz. Soprattutto la figura di quest’ultimo merita un’attenzione particolare. Raphael ha appena ventotto anni, ma nella sua carriera breve e travolgente è già diventato uno dei migliori organisti della nuova generazione a livello mondiale, uno che cerca ispirazione per il suo instancabile lavoro di cesello sui tasti dell’hammond scavando a fondo nella tradizione del blues e del jazz. La gamma espressiva del ragazzo è semplicemente incredibile. E la disinvoltura con cui maneggia anche le soluzioni tecniche più ostiche ti lascia senza fiato! Il suo gioco ispirato risente eccome di un chilometraggio infinito sui palchi accanto a giganti della scena blues e jazz mondiale come James Armstrong, Horacio “El Negro” Hernandez, Lousiana Red, Sugar Blue (ex Rolling Stones). Di conseguenza, il suo compagno Enrico Crivellaro, nato in Italia, è un “avversario” degno di ogni rispetto, se non proprio un partner musicale del tutto alla pari. Due figure dal carattere diametralmente opposto danno al sound del sedicente Raphael Wressnig & Enrico Crivellaro Organ Tria un marchio inconfondibile, fatto di un fitto dialogo reciproco con cui il duo esplora i confini tra jazz e blues.
Che questo sodalizio italo-austriaco tra una chitarra fantastica e un hammond instancabile possa essere una combinazione micidiale, ce lo ricorda subito in apertura Speedin’, un pezzo a sangue caldo dalle tinte jazzy, a tempo sostenuto e con un forte accento swing. Uno dei momenti più divertenti arriva con la fantastica Mosqiuto Bite, che si apre con un’unica, disarmonica uscita dell’hammond. Che i signori non siano freddi macchinari didattici per rivestire di mille colori schemi melodici lo dimostra Wallys March, una buffa marcetta blues con un pizzico di swing, stavolta con alla guida l’indistruttibile Steen, mentre per la musica condita di jazz raffinato ci pensa la singolare Cherokee, bella dimostrazione di una comunicazione musicale sofisticata, a tratti quasi fin troppo levigata, che annusa con curiosità nel profondo del territorio del jazz più leggero. La “doccia” di batteria di Knofler in apertura trascina Boom Bello in uno dei momenti più attraenti del disco, con un tempo dettato da un funky tagliente, sulle cui ali Wressnig, nel suo stile inconfondibile, si diverte di nuovo con vari motivi bluesy. Frankie Lee Goes Uptown è un omaggio scherzoso alla leggenda del blues Frankie Lee, tra l’altro cugino dell’unico e inimitabile Lightnin’ Hopkins. Parte con un’esibizione chitarristica intensa e febbrile, spavalda, nello stile del blues rurale autoctono tipico del signore in questione. Il tono del brano lo dettano un gioco di chitarra straordinariamente sensuale e l’indomabile “groove” dell’organo di Wressnig. Come se non bastasse, nel gran finale questo pezzo dall’enfasi dinamica marcata avvicina il modo di suonare di Eric al sound di John Lee Hooker. Il duo si avvicina nel modo più convincente alla ruvidezza del blues autentico con la sognante malinconia di West 43rd St. Blues, grande trionfo di Enrico Crivellaro, il cui gioco convincente aggiunge per la prima volta a questa pletora di motivi improvvisati “senza cuore” una dose ben più concreta del senso per l’emozione di cui c’era tanto bisogno. Il sorriso sul volto anche dell’ascoltatore più distaccato lo disegnerà senza dubbio anche la seducente e “tropicale” Banana Boogaloo, un classico dei concerti di Wressnig, che lascia un sacco di spazio per sgranchirsi le dita.
Cos’altro aggiungere, alla fine, se non che Mosquto Bite è un’evoluzione perfetta, rifinita fino all’ultimo dettaglio, del sound delle formazioni organ trio tradizionali, che giocando con gli schemi “sacri” della musica riesce sempre a trovare un pizzico di novità e freschezza. Oggi sarebbe difficile trovare una band capace di occupare così tanto spazio musicale, mantenere un livello espressivo costantemente alto e in più migliorare il gusto di qualcosa che sembrava impossibile da migliorare. Con Mosquito Bite, Raphael Wressnig & Enrico Crivellaro Organ Triu ci sono riusciti in pieno!
Formazione
Enrico Crivellaro: chitarra
Raphael Wressnig: hammond b3
Lukas Knofler: batteria
Scott Steen: tromba
Produzione
Enrico Crivellaro & Raphael Wressnig
Tracklist
1.Speedin’
2.Mosquito Bite
3.Wally’s March
4.Boom Bello
5.West 43rd St. Blues
6.Cherokee
7.Frankie Lee Goes Uptown
8.Banana Boogaloo
9.A-Level
10.Sugar
Durata dell’album: 56.13