Grave New World

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Autore: Peter Podbrežnik

Artista: Strawbs
Etichetta: A&M Records / Interscope
Uscita: year
Durata: 36:31
Voto: 4.5/5

I leggendari folk rocker progressive inglesi Strawbs hanno firmato con “Grave New World” il momento migliore della loro lunghissima carriera, anche se prima delle registrazioni sembrava che i loro giorni fossero ormai contati. Il chitarrista, cantante, mente lirica e compositiva Dave Cousins era infatti a pezzi dopo l’addio del mago delle tastiere Rick Wakeman, grazie al quale sul disco precedente, “From The Witchwood” (1971), avevano fatto un bel salto in avanti: dagli esordi acustico-folk piuttosto timidi a territori decisamente più complessi, con un intreccio raffinato di sinfonismo e rock elettrico. Quando Wakeman se n’è andato a unirsi ai titani del prog Yes, in molti avevano previsto per loro un declino rapido e l’annegamento nel mare della mediocrità, se non addirittura lo scioglimento.

Cousins e la sua giovane combriccola musicale hanno però superato la grossa perdita e ne sono usciti più forti che mai con un album che la maggior parte dei fan degli Strawbs considera, a ragione, il migliore della loro carriera. La svolta in meglio è cominciata quando Cousins, sfogliando il classico testo cinese I Ching (un antico sistema di cosmologia e filosofia che ebbe un peso enorme sulla cultura della Cina antica), ha chiesto al libro cosa dovesse fare. La risposta è finita nel testo dell’opener “Benedictus” – “Humble must he constant be, where the paths of wisdom lead, distant is the shadow of the setting sun”.

Dietro le tastiere, Wakeman è stato sostituito con successo da Derek John “Blue” Weaver (ex Amen Corner, Fair Weather), anche se la sua permanenza nella band è durata poco. Weaver non era certo paragonabile a un prestigiatore delle tastiere del calibro di Wakeman, ma ha comunque ripagato la fiducia e sul disco ha messo una serie di arrangiamenti sinfonici succosissimi su organo, mellotron, harmonium e pianoforte, con cui la band ha preso il largo a vele spiegate nel vasto mondo del progressive rock.

“Grave New World” è un concept album, il che significa che la maggior parte dei brani è legata dalla storia di un uomo che scopre dentro di sé un risveglio interiore e la sua vera missione nel mondo. I singoli pezzi riflettono l’evoluzione del gruppo e il passo avanti rispetto alle radici folk acustiche, con l’innesto di elementi sinfonici e di rock elettrico. Il membro fondatore, chitarrista acustico e cantante Tony Hooper, non era d’accordo con questa direzione e ha lasciato la band ancora prima dell’uscita del disco. Nella migliore tradizione del folk rock britannico di qualità, le composizioni di “Grave New World” si distinguono per un’ottima miscela di atmosfere pastorali e sacrali, mentre gli epici arrangiamenti sinfonici di alcuni brani contribuiscono a un clima quasi  solenne. Non mancano nemmeno i brevi interludi di Cousins e Hooper alla chitarra acustica, che ricordano le radici acustiche del gruppo.

La ritrovata energia e la rinascita della band dopo il drammatico addio di Wakeman si sentono benissimo già nell’epica opener “Benedictus”, con maestosi arrangiamenti sinfonici di mellotron e organo e un testo illuminato. Il fascino sinfonico si lega a una piacevole melodia pastorale di chitarra acustica, accompagnata da armonie vocali imponenti, e ne esce un’atmosfera straordinaria, quasi sacrale. L’inventiva emerge invece negli eleganti ornamenti di pianoforte e nei passaggi succosi di dulcimer (al primo ascolto in molti ci cascheranno, convinti che sia una chitarra elettrica). Questo pezzo maestoso resta un fortissimo candidato a miglior creazione della loro storia.

A fare da ponte efficace tra le composizioni più complesse e i momenti più schiettamente folk ci pensano i brevi e discreti inserti solisti di chitarra acustica, come i due brani collegati “Hey, Little Man…Thursday’s Child” e “Hey, Little Man..Wednesday Child”, che raccontano un dialogo tra padre e figlio. La psichedelica “Queen Of Dreams” rivela l’entusiasmo per la sperimentazione prog, visto che contiene un esperimento insolito per i loro standard: alcuni accordi di chitarra acustica sono stati registrati al contrario, mentre l’assolo spiritoso di dulcimer non è affatto da buttare. Nonostante questi capricci psichedelici, trovano il tempo di costruire una melodia galante con chitarra acustica e organo, che incanta in un attimo tutti gli amanti del folk rock romantico.

“Heavy Disguise” è un ottimo brano pastorale sotto la bacchetta del bassista John Ford, che qui ha messo da solo voce e melodia di chitarra acustica. Oltre ai temperamentali accordi di chitarra acustica, conquistano i maestosi arrangiamenti orchestrali della sezione di fiati ospite. Il ritmo del pezzo si ispira al classico dei Jethro Tull “Thick As A Brick”, cosa che ha ammesso lo stesso Ford, che pare avesse sentito quel classico dei Tull alla radio. Lo dimostra anche l’umorismo politico che si coglie nel testo. Nell’epica e drammatica “New World” mostrano per la prima volta in pieno le loro qualità di prog rock sinfonico, con una serie di pomposi arrangiamenti orchestrali di mellotron. Il testo di Cousins è ispirato ai tragici eventi in Irlanda del Nord e parla di famiglie divise dalla politica e di conflitti. Per atmosfera, messaggio e struttura, questa ottima composizione è per molti versi il seguito di “The Hangman And The Papist” dell’album precedente.

“The Flower And The Young Man” è un altro classico degli Strawbs, con una forte melodia acustica e arrangiamenti sinfonici stuzzicanti di tastiere, soprattutto mellotron. Le armonie corali creano un’atmosfera sacrale maestosa, che si sposa alla perfezione con il testo romantico su un amore negato. La drammatica “Tomorrow” è la splendida dedica di Cousins a Wakeman, con cui è rimasto grande amico anche dopo la sua partenza e con cui, molti anni dopo, ha registrato insieme l’album “Hummingbird” (2002). Il modo di cantare rabbioso di Dave e il testo lamentoso rendono i sentimenti che lo avevano travolto di fronte all’addio prematuro di Rick, senza una parola di commiato. Il brano è dominato dall’uso temperamentale di chitarra elettrica e organo, con una serie di passaggi e assoli scatenati, mentre la melodia rassicurante di chitarra acustica sullo sfondo tiene l’equilibrio ambientale. Cousins ha detto una volta che questo pezzo segna il momento in cui, per la prima volta, si è dichiarato soddisfatto del proprio modo di suonare la chitarra elettrica.

La composizione successiva, “On Growing Older”, con il suo canto trasognato si poggia sui piacevoli accordi della chitarra acustica di Cousins e si muove quindi in acque folk più classiche, mentre “Ah Me, Ah My” è una perfetta burlesque da cabaret, con melodia scherzosa, xilofono giocherellone e voci corali. In “Is It Today, Lord?”, dove regnano le armonie sacrali, il batterista Richard Hudson si è messo in luce con un’ottima performance al sitar, lo strumento tradizionale indiano che i Beatles avevano già reso popolare nella seconda metà degli anni sessanta. La chiusura di “The Journey’s End”, con eleganti passaggi di pianoforte e una piacevole melodia vocale, mette il giusto punto finale a questo album eccellente.

“Grave New World” rappresenta il traguardo più alto nella storia di queste leggende del prog folk rock e uno dei migliori album folk rock in assoluto. Dopo la dura prova dell’addio di Wakeman, gli Strawbs ne sono usciti ancora più forti e con questo classico sono entrati nella fase più prolifica della loro carriera. Questi tempi di trionfo creativo sono stati annunciati dall’addio di Hooper e dall’arrivo del rocker Dave Lambert, grazie al quale hanno iniziato a infilare nel proprio linguaggio musicale anche elementi hard rock e hanno registrato ancora alcuni album eccellenti, che ancora oggi meritano un posto nella collezione di ogni buongustaio della musica.

Formazione

Dave Cousins – voce, cori, chitarra acustica, chitarra elettrica, dulcimer, flauto dolce
Tony Hooper – voce, cori, chitarra acustica, autoharp, tamburello
Blue Weaver – organo, pianoforte, harmonium, mellotron, claviolina
John Ford – voce, cori, basso, chitarra acustica
Richard Hudson – cori, batteria, sitar, tabla

MUSICISTI OSPITI:
Trevor Lucas – cori in “Benedictus”
Anne Collins – cori in “Benedictus”
Robert Kirby – arrangiamenti in “Heavy Disguise”
Tony Visconti – arrangiamenti in “Ah Me, Ah My”

Produzione

Strawbs

Tracklist

1. Benedictus (4:24)
2. Hey Little Man … Thursday’s Child (1:05)
3. Queen Of Dreams (5:28)
4. Heavy Disguise (2:50)
5. New World (4:08)
6. Hey Little Man … Wednesday’s Child (1:05)
7. The Flower And The Young Man (4:17)
8. Tomorrow (4:44)
9. On Growing Older (1:54)
10. Ah Me, Ah My (1:21)
11. Is It Today Lord (3:04)
12. The Journey’s End (1:35)

Bonus track (solo nella ristampa A&M)
13. Here It Comes (Strawbs A-side, post GNW)
14. I’m Going Home (lato A solista di Dave Cousins, presente anche sul suo album solista Two Weeks Last Summer)

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