Tinseltown Rebellion
Autore: Peter Podbrežnik
Artista: Zappa, Frank
Etichetta: Rykodisc Records
Uscita: 1981
Durata: 67:19
Voto: 5/5
Con il live “Tinseltown Rebellion”, il leggendario compositore, chitarrista, satirico e regista americano Frank Zappa è entrato a passo deciso negli anni Ottanta nel suo modo tipico, geniale e monellesco, prendendo in giro a lungo le mille storture della società americana contemporanea. Un decennio che ha segnato con i suoi capolavori musicali almeno quanto i Sessanta e i Settanta. Sulla scena sociale americana e sulla cultura popolare, poi, il suo peso era persino maggiore di prima, anche grazie alla campagna mediatica dell’allora amministrazione ultra-conservatrice di Reagan, che Frank avrebbe dovuto probabilmente inventarsi per le sue imprese satiriche, se per caso non fosse già esistita, regalandogli ironicamente un sacco di materiale creativo di cui essere grato. Da questo album alle celebri guerre del porno, in cui dovette vedersela in tribunale con alcuni congressisti conservatori e le loro mogli frigide capitanate da Tripper Gore, mancava ormai un passo soltanto.
“Tinseltown Rebellion” fu la prima uscita di Frank dopo il “digiuno” del 1980, anno in cui, con grande sorpresa di tutti gli appassionati dell’eterno stakanovista e uomo dalle mille idee, non pubblicò nessun album, né in studio né dal vivo (finché era in vita è successo solo altre due volte, nel 1977 e nel 1990). Questo live quasi doppio contiene tante novità (due delle quali registrate in studio) e alcuni vecchi favoriti come “Love Of My Life”, “I Ain’t Got No Heart”, “Tell Me You Love Me” e “Brown Shoes Don’t Make It”. In mezzo a una carrellata di esecuzioni entusiasmanti c’è anche un’ottima versione riarrangiata del classico più amato di Frank, “Peaches En Regalia”, con il titolo provvisorio “Peaches III” (l’altra versione del leggendario strumentale si trova sul live “Filmore East – June 1971” (1971)).
Questi classici e le tante avventure strumentali con acrobazie soliste firmate da quasi tutti i membri della band di Frank, tecnicamente incredibile (con meno della perfezione non si è mai accontentato), sono i momenti migliori del disco. “Panty Rap” e “Dance Contest” sono due brevi numeri satirici in cui Frank, tra le altre cose, si conferma ancora una volta l’incorreggibile intrattenitore da palco che non faceva arrossire solo l’intera America conservatrice, ma anche parecchi intellettuali di orientamento liberale, che tra il suo pubblico non mancavano di certo. “Panty Rap” è particolarmente provocatorio: Frank organizza una raccolta di biancheria intima tra le donne del pubblico e riscuote una risposta tutt’altro che trascurabile. Un bel gallone dell’umorismo giovanile da gabinetto di Frank, che a sentir lui era solo un misto di sciocchezze divertenti e cliché sessuali tipici di entrambi i sessi, si trova nei testi di pezzi come “Fine Girl”, “Easy Meat” e “Pick Me, I’m Clan”, che ancora oggi fanno diventare rossa in viso più di un’eminenza ecclesiastica, di quelle che ogni domenica dopo la preghiera si ingozzano di rape acide e polenta di grano saraceno.
“Tinseltown Rebellion” è entrato negli annali della storia musicale moderna anche come primo album ufficiale con il “piccolo virtuoso italiano” Steve Vai, oggi uno dei chitarristi virtuosi più rispettati, ma all’epoca di questo disco solo uno dei membri più interessanti della squadra di Frank. L’ex allievo del altrettanto celebre virtuoso Joe Satriani fu invitato nella band dopo averlo convinto con la trascrizione riuscita di “Black Page”, uno strumentale difficilissimo scritto per batteria, e con alcune registrazioni del suo modo di suonare la chitarra. Frank fu abbastanza entusiasta del ragazzo da offrirgli, nel 1979, il posto di trascrittore di alcuni suoi assoli di chitarra. Con il lavoro sodo si guadagnò col tempo abbastanza fiducia da diventare, come chitarrista ritmico, un membro insostituibile della band in studio e dal vivo; più avanti ottenne sempre più spazio per i suoi numeri solisti e assorbì una bella dose degli insegnamenti chitarristici, ma anche compositivi, del maestro. Tra tutti gli ex allievi di Frank, il piccolo virtuoso italiano si è costruito senza dubbio la carriera di maggior successo, con tanti album in cui porta avanti alcuni trucchetti riconoscibili imparati dal suo defunto maestro, a cui anni fa ha reso omaggio anche con una serie di concerti intitolata Zappa Plays Zappa.
Non va nemmeno trascurato che “Tinseltown Rebellion” segna il debutto dell’ottimo batterista David Logeman, che ha suonato nei primi due brani dell’album. Entrambi furono registrati, o meglio rielaborati, in studio, pur avendo una produzione eccezionalmente vivida. Logeman mantenne il posto dietro le pelli per gran parte del 1980 e suonò tutta la batteria sul mitico album “You Are What You Is” (1981). Altri membri importanti della squadra di Frank che si sono messi in luce in queste registrazioni sono il batterista megalomane Vinnie Colaiuta, il chitarrista terminator Warren Cuccurullo, il mago delle tastiere Tommy Mars, l’eccellente chitarrista ritmico Ray White e il carismatico chitarrista e cantante Ike Willis. Quest’ultimo, oltre a Frank, è quello che si presenta più spesso al microfono, soprattutto quando il livello satirico dei singoli pezzi scende di un gradino o due rispetto al solito.
La maggior parte delle registrazioni proviene da vari concerti tra il 1979 e il 1980. L’apertura, la satira da toilet humor “Fine Girl”, caratterizzata da una melodia funk maliziosa e da coretti birichini, è una registrazione in studio nata durante le sessioni di “You Are What You Is”. Anche l’ottima “Easy Meat” contiene qualche riarrangiamento in studio, mentre altrove non si incontrano ritocchi di studio. Una delle migliori creazioni della seconda metà della carriera di Frank offre un mix fenomenale per arrangiamento e di un divertimento incredibile: melodie pop rock, schemi ritmici funk, pattern di sintetizzatore, furbate jazz fusion ed eccessi da rock progressivo. Il ritornello sfacciatamente monellesco è coronato da pomposi arrangiamenti orchestrali che mettono subito addosso un’aria delle imprese sinfoniche dei leggendari alfieri inglesi del prog sinfonico Emerson, Lake & Palmer.
Alcuni brani un tantino meno complessi, capitanati da “For The Young Sophisticate” e “Bamboozled By Love”, mostrano il senso di Frank per la costruzione di pezzi compatti, quasi pop rock, poggiati su frasi di chitarra melodiche e per lo più hard rock. Naturalmente non mancano nemmeno le abbondanti, dilatate cavalcate chitarristiche, con il culmine in “Now You See It-Now You Don’t”, dove spiccano le capacità virtuosistiche da mozzare il fiato dei signori Zappa, Vai e Cuccurullo. “The Blue Light” è un altro numero satirico, in cui l’accompagnamento strumentale serve solo a fare da collante a uno sketch parlato su un altro spaccato delle abitudini sociali idiote degli americani. La title track è una satira mezza riuscita sul punk, con un mix sardonico di stili diversi, dall’hard rock al cabaret, dalla jazz fusion a una forma di punk pungente e beffarda. Frank, d’altronde, non ha mai avuto lo stomaco per i ribelli piagnucolosi e senza motivo.
A chiudere l’album in modo il più possibile maestoso ci pensa “Peaches IIII”, un’ottima rielaborazione del classico strumentale “Peaches En Regalia”. Anche qui le satire non mancano, con il culmine nel finale, quando Vai comincia a cambiare stile di assolo e a imitare altri chitarristi noti, come il suo compare Warren Cuccurullo, ma anche Al Di Meola e Alvin Lee. Frank è stato probabilmente l’unico musicista e compositore che poteva permettersi senza conseguenze simili satire sulle spalle dei suoi colleghi “di categoria”, complice anche il fatto che lo faceva in modo divertente e mai offensivo, e spesso sapeva scherzare anche su se stesso.
“Tinseltown Rebellion” è uno dei migliori documenti dal vivo di Frank: restituisce in modo vivido l’energia sconfinata, l’irriverenza indomabile e il perfezionismo tecnico che caratterizzavano le sue formazioni live tra il 1979 e il 1980. L’album, che tra le altre cose ha presentato con successo al mondo il giovane e smanioso di farsi valere Steve Vai, sta in cima alle migliori uscite live della prima metà degli anni Ottanta, e dovrebbe quindi stare anche nella collezione di chi per Frank non è l’alfa e l’omega della scena musicale della seconda metà del XX secolo. Che questo documento dal vivo d’oro puro sia ancora oggi una fonte inesauribile di ispirazione per tanti giovani chitarristi in tutto il mondo, poi, non c’è nemmeno bisogno di sprecare parole.
Formazione
Frank Zappa – chitarra solista, voce, arrangiamenti, produzione
Arthur Barrow – basso, cori
Vinnie Colaiuta – batteria
Warren Cuccurullo – chitarra ritmica, cori
Bob Harris – tastiere, tromba, cori
David Logeman – batteria su “Fine Girl” e nella prima metà di “Easy Meat”
Ed Mann – percussioni
Tommy Mars – tastiere, cori
Thomas Nordegg – everything remote
Patrick O’Hearn – basso su “Dance Contest”
Steve Vai – chitarra ritmica, cori
Denny Walley – chitarra slide, cori
Ray White – chitarra ritmica, cori
Ike Willis – chitarra ritmica, voce, cori
Peter Wolf – tastiere
Produzione
Frank Zappa
Tracklist
1. Fine Girl
2. Easy Meat
3. For The Young Sophisticate
4. Love Of My Life
5. I Ain’t Got No Heart
6. Panty Rap
7. Tell Me You Love Me
8. Now You See It Now You Don’t
9. Dance Contest
10. Blue Light
11. Tinsel Town Rebellion
12. Pick Me I’m Clean
13. Bamboozled By Love
14. Brown Shoes Don’t Make It
15. Peaches III