Under the Blade
Autore: Urban Bolta
Artista: Twisted Sister
Etichetta: Secret Records
Uscita: 1982
Durata: 40:01
Voto: 3.5/5
Con gli esordi dei Twisted Sister si potrebbero identificare parecchie band, e non solo quelle di fine anni Settanta, ma anche di oggi. La storia dei Twisted Sister comincia a scriversi sul serio nel 1976, con l’arrivo del cantante Dee Snider, che prende presto in mano le redini della band e con il suo carisma porta il nome Twisted Sister a una certa notorietà a New York e dintorni. Nonostante gli EP usciti e una vena creativa che aveva prodotto un bel po’ di pezzi originali, le Sorelle, per via dell’look sopra le righe e dello stile a dir poco bizzarro che si portavano dietro, in patria non trovarono nessuna etichetta. Così, anche sull’onda delle recensioni positive di influenti riviste britanniche, decisero di trasferirsi direttamente oltremanica, dove trovarono l’intesa con la Secret Records, un’etichetta di impronta piuttosto punk.
Fin da subito va chiarito che l’album Under the Blade che trovi in negozio, o che ti procuri in altri modi, anche non proprio legali, è una versione rielaborata dell’originale, uscito per la Atlantic Records nel 1985. La Secret Records, l’etichetta con cui l’album era uscito in origine, fallì presto, e la fama che investì le Sorelle a metà anni Ottanta richiese un nuovo trattamento dei brani, registrati in origine in una versione molto grezza. Per la sua edizione di Under the Blade la Atlantic Records aggiunse anche “I’ll Never Grow Up, Now!”, un pezzo scritto da Snider già alla fine degli anni Settanta, che però l’originale non conteneva.
Anche se nell’immagine dei Twisted Sister si possono trovare influenze di Slade, Alice Cooper o Kiss, la loro musica nasceva sotto il forte influsso della New Wave of British Heavy Metal, che allora stava esplodendo: il ritmo veloce e la cruda energia chitarristica hanno tirato le Sorelle fuori dall’etichetta di ennesima band glam metal, quelle che a inizio anni Ottanta spuntavano come funghi. L’album si apre con “What You Don’t Know”: un riff di chitarra a scatti e le sinistre parole “Good evening, ha ha ha, welcome to our show” mandano l’ascoltatore dritto sui binari di una locomotiva che sbuffa nella nebbia! Le Sorelle si presentano subito come dei cattivi ragazzi, definizione che poi viene ribadita ancora più a fondo da “Bad Boys (Of Rock ‘n’ Roll)” e “Run for Your Life”. Il mostruoso Sin After Sin (no, non è una cover dei Judas Priest!) e “Tear It Loose” sono marce heavy metal con un tocco di speed metal, e come potrebbe essere altrimenti, visto che in quest’ultima ha suonato Eddie “Fast” Clark (Motörhead). “Destroyer”, con il suo tempo estremamente lento, sa di Sabbath, ma con la musica festaiola delle Sorelle è impossibile appiccicarle l’etichetta “doom”.
I pezzi di Under the Blade sono estremamente melodici, merito delle due linee di chitarra e dei cori nei ritornelli. La sezione ritmica si appoggia fin troppo ai riff di chitarra ed è, a conti fatti, un manifesto della mediocrità: sempre lo stesso accompagnamento dietro l’insieme fantasioso della loro musica, tanto che la batteria non si alza mai, nemmeno per un attimo, al livello della grandezza del brano stesso. L’intesa tra i due chitarristi, Ojeda e French, è altalenante: in certi arrangiamenti la collaborazione è eccellente (per esempio in “Under the Blade”), altre volte invece sembra che la forza d’urto delle due chitarre si potesse sfruttare molto meglio. Su tutto vigila Dee Snider, e per un cantante è un po’ insolito che sia proprio lui l’autore di tutti i pezzi della band. La sua voce roca, dal timbro inconfondibile, si adatta alla perfezione a una base tipica dell’heavy metal d’inizio anni Ottanta, con un suono difficilmente più industriale di così che proprio su Under the Blade. Nei ritornelli le altre Sorelle si uniscono spesso a Snider e sostengono le sue idee folli su questa o quella marachella, a cui i ritornelli d’impatto buttano volentieri benzina sul fuoco.
Già l’album d’esordio Under the Blade è l’incarnazione dell’immagine stereotipata dei Twisted Sister come banda di ribelli, con inni che cantano la voglia di una vita rock’n’roll senza i doveri di tutti i giorni. Con questo disco i Twisted Sister hanno posato le fondamenta per la crescita successiva del gruppo e si sono dati le linee guida che avrebbero seguito per tutta la carriera. Più della complessità delle canzoni conta il messaggio, insieme all’autoparodia. Under the Blade è in assoluto il disco più duro dei Twisted Sister, perché non c’era ancora spazio per il sound pop metal a cui si sarebbero aggrappati più tardi e che alla fine li ha portati alla fama mondiale. Già all’uscita l’album ha raccolto recensioni positive, ma data la grottesca natura della band non sono mancati, ovviamente, nemmeno i detrattori. Famosa la storia del Reading Festival, dove le Sorelle, appena salite sul palco, si sono beccate un violento attacco di bottiglie volanti dal pubblico. Questo non le ha ammorbidite: hanno attaccato con un’esibizione piena di energia, e il premio è arrivato nelle persone di Pete Way (UFO) e dello stesso Lemmy Kilmister (Motörhead), che sono saliti sul palco con le Sorelle e le hanno difese. I due signori sapevano bene quello che facevano…
Formazione
Dee Snider – voce
Eddie “Fingers” Ojeda – chitarra solista
Jay Jay French – chitarra ritmica, cori
Mark “The Animal” Mendoza – basso, cori
A. J. Pero – batteria
Ospite:
Eddie “Fast” Clark (chitarra in Tear It Loose)
Produzione
Pete Way
Tracklist
1. What You Don’t Know (Sure Can Hurt You)
2. Bad Boys (Of Rock ‘n’ Roll)
3. Run for Your Life
4. Sin After Sin
5. Shoot ‘Em Down
6. Destroyer
7. Under the Blade
8. Tear It Loose
9. I’ll never Grow Up, Now!
10. Day of the Rocker