Mirage

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Artista: Elf Project
Etichetta: Beyond Levitation Music
Uscita: 2009
Durata: 42:14
Voto: 4.2/5

Il debutto della band newyorkese Elf Project, costruita attorno al polistrumentista Carl Schultz, è senza dubbio una delle cose più interessanti in cui mi sia imbattuto quest’anno. Già al primo ascolto ogni tentativo di incasellarlo in un genere va a farsi benedire. Se proprio devo provarci: è un hard pop-rock ambient-progressivo nello stile della psichedelia degli anni Sessanta. Carl, con una sfilza di musicisti ospiti, riesce a creare un suono pazzesco che accompagna il disco dall’inizio alla fine. La musica è un mix di Sessanta e Novanta, ma nasce interamente sotto la bacchetta di Schultz, che canta, suona la chitarra, le tastiere, il basso e probabilmente qualcos’altro ancora.

L’album è praticamente diviso in tre parti: i primi pezzi sono psichedelico-hard rock, poi arrivano quelli di ispirazione acustica, e per chiudere un rock ambient strumentale di dieci minuti. La prima parte, tutta adrenalina, ti serve una vera esplosione di stili musicali, a partire dalla pazzesca “Lessons”, probabilmente il pezzo più conosciuto degli Elf Project. Un colpo del genere, per la scena musicale di oggi, è sicuramente un ottimo modo di partire. La voce di Schultz si incastra alla perfezione in un impasto strumentale come quello che fanno gli Elf Project. Il testo è classicamente esistenzialista, di vita vissuta, e si sposa alla grande con la musica che ha dietro. La voce, leggermente modificata in modo elettronico, aggiunge ancora più psichedelia al brano. La prima parte prosegue con “The Road Of Change”. Con l’intro tranquilla i musicisti non hanno certo intenzione di cambiare la loro solfa, e infatti ben presto passano a un ritmo più veloce. Il brano si sviluppa con una mossa simile a quello precedente, ma è ancora un po’ più incisivo, meno psichedelico e più rock. Ancora una volta gli Elf Project dimostrano di avere un senso pazzesco per la pienezza del suono: non c’è un solo momento che suoni vuoto o noioso. Con la terza canzone, “Serene”, i musicisti scelgono un approccio ancora più duro. La musica è decorata da una chitarra distorta e da una batteria pesante, restano solo le tastiere psichedeliche a tenere il filo rosso strumentale tra un pezzo e l’altro. Hard rock anche il brano successivo, più breve, “Jackhammer”. Il pezzo è interamente strumentale e i musicisti si sfogano a più non posso sui loro strumenti. “The Go Between”, quinta traccia dell’album, è costruita con la stessa formula che i trovatori newyorkesi hanno usato con successo nei pezzi precedenti: continuano infatti a fondere con efficacia la psichedelia e la melodia dell’hard rock, con tanti elementi progressive. Mostrano un passaggio ancora migliore tra il rock più duro e la psichedelia del progressive rock, mentre Schultz resta il re dell’incastro tra voce e base strumentale. La sorpresa più grossa è l’assolo psichedelico “spacy” di Schultz alle tastiere nel mezzo. “Witchcraft” è l’atto conclusivo di questa prima parte dell’album. Stavolta Schultz calma le acque e prepara il terreno per la seconda parte, quella acustica; “Witchcraft” è quindi un pezzo più o meno progressive rock, con più che abbastanza influenze della musica psichedelica degli anni Sessanta. È anche il secondo brano del disco completamente strumentale; il primo era “Jackhammer”.

La seconda parte si apre con una “cover” della leggendaria “Norwegian Wood” dei ancora più leggendari The Beatles. Schultz centra alla perfezione l’atmosfera dell’originale, sia nel suono che nella voce. La parte acustica prosegue con la medievaleggiante “Carolan’s Welcome”. Un’ottima composizione di Schultz che dimostra che non è solo un grande musicista e autore di testi, ma anche un compositore eccezionale. La seconda parte si chiude con un brano non proprio acustico, che però io conto lo stesso in questa sezione, perché nonostante gli altri strumenti la chitarra resta acustica. “Shine A Light” è infatti un pezzo pop-rock leggero, impostato in modo un po’ più commerciale, probabilmente con l’idea di finire in radio. Contiene comunque abbastanza elementi da risultare interessante, anche se rispetto alle sue predecessore è solo nella media.

Per questo gli Elf Project tengono l’arma migliore, “Whisper The Memory Of Old”, per il gran finale. Il brano, che in qualche modo sta a metà tra roba new age e progressive rock (per quanto assurdo possa sembrare), è un centro perfetto. Dieci minuti di rilassamento che portano avanti la pazzesca pienezza dell’album e allo stesso tempo chiudono il filo rosso che Schultz tira lungo tutto il disco. Difficile immaginare un finale migliore per questo disco davvero ottimo.

Con il loro debutto gli Elf Project sfoggiano tutta la loro ricca fantasia musicale e una libertà di genere incredibile. Qualsiasi appunto sarebbe inutile, così come mettersi a filosofeggiare sulla loro musica, perché è difficile trovare paragoni per la musica del “progetto degli elfi”. Nonostante la loro bravura, gli Elf Project restano un fenomeno underground, cosa che magari gli sta pure meglio, nonostante l’intento chiaro di “Shine A Light”; comunque i fan delle band della scena underground sono quelli giusti, ma figurati se riusciranno a sfondare presto sul mercato europeo più ampio e a farcela anche lì.

Formazione

Carl Schultz – voce, basso, tastiere, chitarre varie
Michael Mumblo – batteria, percussioni
Mike Cappadozy – chitarra elettrica

Musicisti ospiti:
Jared Kalman – batteria “”Jackhammer” e “Witchcraft”)
Jack Nemier – chitarra (“Jackhammer” e “Witchcraft”
Israel Stark – chitarre varie (“Lessons”, “Serene”, “Carolan’s Welcome” e “Whisper the Memory of Old”), voci di accompagnamento (“Norwegian Wood”)
Bill Schwartz – voci di accompagnamento (“Shine a Light”), tamburello (“The Go Between”)
Dan McAssey – chitarra (“Lessons”)
Dave Wetra – mellotron (“Jackhammer”)
Darcy Morrison – flauto (“Shine a Light”)

Produzione

Carl Schultz

Tracklist

1. Lessons
2. The Road Of Change
3. Serene
4. Jackhammer
5. The Go Between
6. Witchcraft
7. Norwegian Wood
8. Carolan’s Welcome
9. Shine A Light
10. Whisper The Memory Of Old

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