Ylem

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Autore: Rok Klemše

Artista: Dark Fortress
Etichetta: Century Media
Uscita: 2009
Durata: 70:16
Voto: 4/5

La band black metal tedesca Dark Fortress torna a due anni da Eidolon con un nuovo concept album, Ylem. “Ylem” è la sostanza primordiale nata subito dopo il Big Bang, quella da cui ha preso forma tutto il creato. E alla fine di tutto ci sarà ancora lo ylem, circondato da un vuoto così assoluto da non contenere nemmeno la qualità dell’esistenza.

I tedeschi toccano così i temi nichilisti classici del black metal, ma a modo loro, in maniera unica e senza cliché. Ed è esattamente così anche la loro musica, che ormai non si può più nemmeno etichettare come black metal in senso stretto. Già con un approccio lirico diverso, più descrittivo, i Dark Fortress si staccano dalla maggior parte delle band black metal classiche, e sono diversi anche dal punto di vista musicale, perché su Ylem mescolano elementi dei generi metal più estremi come black, death e doom. In linea con il titolo e il tema del disco, anche l’apertura è quanto di più azzeccato: la title track, piena di riff blasfemi e voci brutali, è una possente esplosione, il Big Bang. Anche l’accessibilità dell’album è una specie di esplosione, perché Ylem non è di certo un disco da assimilare al primo ascolto: la miccia è lunga e ci mette un po’ ad arrivare fino a orecchie e cervello, ma quando arriva l’onda d’urto, picchia forte. A tratti i Dark Fortress su Ylem suonano come qualcosa che ti aspetteresti da Emperor o Dimmu Borgir, ma il loro approccio alla musica, melodico e allo stesso tempo atmosferico, è fresco e piuttosto unico. In poco più di settanta minuti i Dark Fortress mettono in fila un black metal pieno di texture diverse, ricco di parti “groove”, ma anche di tonnellate di passaggi doom pesanti, lenti e rotolanti, oltre all’immancabile blast beat black metal e al tremolo picking a velocità ultrasonica. Ma i tedeschi si spingono oltre, perché offrono un black tecnicamente preparatissimo. Questa tecnicità, che ogni tanto sfiora quasi l’elemento progressive, si sente nel drumming di Seraph, che mostra la sua maestria sia con un blast beat aggressivo sia con transizioni più lente, mosse e groovy. A entusiasmare di più è però senz’altro il chitarrista V. Santura, che porta sì il tipico tremolo picking, ma offre anche una bella selezione di riff dinamici e ragionati, e costruisce l’atmosfera in modo particolarmente efficace con assoli atemporali e ultraterreni, che risuonano come nel nulla dello spazio (se, ovviamente, nello spazio si potesse sentire qualcosa, ma così a tratti Ylem suona come un ottimo accompagnamento alla quiete serena dell’Odissea di Kubrick). Un marchio indelebile su Ylem lo lascia poi il cantante Morean. Quando il precedente cantante Azathoth ha lasciato i Dark Fortress era difficile credere che i tedeschi avrebbero trovato un sostituto all’altezza, ma Morean, con le ultime tre uscite insieme alla band, ha dimostrato di essere molto più che all’altezza. Su Ylem Morean mostra un intero spettro di tecniche vocali e arricchisce in modo sorprendente il black metal suonato dai Dark Fotress. Nel disco c’è così spazio per tutto, dallo scream demoniaco black metal al growl aggressivo da death metal, fino a parti pulite cantate alla grande. È difficile credere che un bonus track possa chiudere il filo tematico dell’album così bene come riesce a fare Sycamore Trees, che nell’originale abbiamo sentito nell’esecuzione di Angelo Badalamenti nel cult Twin Peaks, mentre i Dark Fortress, con un’ottima cover, ci scaraventano dritti in uno spazio tra le dimensioni, tra sogno e realtà, dove andiamo alla deriva sulle onde della voce sofferente e gutturale di Morean e della mistica atmosfera della chitarra di V. Santura.

Anche se con i suoi settanta minuti Ylem è un boccone bello grosso, i Dark Fortress hanno dimostrato di essere tutt’altro che da buttare, e con Ylem hanno eretto un testamento possente e un monito: alla fine ci aspetta il Nulla… ma al tempo stesso il Tutto. Ylem.

Formazione

Morean – voce
Asvargyr – chitarra
V. Santura – chitarra
Draug – basso
Paymon – tastiere
Seraph – batteria

Produzione

V. Santura

Tracklist

1.Ylem
2.As The World Keels Over
3.Osiris
4.Silence
5.Evenfall
6.Redivider
7.Satan Bled
8.Hirudineans
9.Nemesis
10.The Valley
11.Wraith

BONUS TRACK:
12. Sycamore Trees

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