Ophiuchus

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Autore: Rok Klemše

Artista: Dark Sphere
Uscita: 2010
Durata: 33:00
Voto: 3.5/5

Le origini dei Dark Sphere, black metal band della regione del Pomurje, risalgono al 2008, quando il gruppo ha mosso i primi passi come trio sulle ceneri dei Temačnost. Nella formazione con Gothmog (chitarra), Jumbo (voce) e Kain (basso) i Dark Sphere hanno suonato qualche concerto e registrato un primo demo, poi si sono sciolti per divergenze di vedute. Nel giro di due anni Gothmog si è costruito intorno una nuova line-up, che si è assestata in fretta e ha registrato il vero esordio in studio, Ophiuchus.

Con questo debutto i Dark Sphere si misurano con una storia concettuale complessa e mistica sulla costellazione di Ophiuchus, più nota come Ofiuco o Serpentario. La costellazione dell’Ofiuco era già nell’elenco di Tolomeo e oggi è ufficialmente tra le 88 costellazioni riconosciute dall’Unione Astronomica Internazionale. Rappresenta un uomo che tiene un serpente, dividendolo in due parti con il proprio corpo. In astrologia l’Ofiuco non è riconosciuto, perché il sole passa in questo tredicesimo segno zodiacale appena 19 giorni. A dargli un’aura ancora più sinistra ci ha pensato Nostradamus, che lo collegò all’apocalisse. E questo concept, nel corso di una buona mezz’ora di disco, prende vita nel modo giusto! L’essenza dei Dark Sphere sta nel black metal melodico, che la ragazza e i ragazzi arricchiscono con parti sinfoniche, a tratti vicine a quello che fanno i Dimmu Borgir; l’atmosfera malinconica e mistica avvicina qua e là i Dark Sphere al gothic metal, mentre le parti di chitarra regalano momenti thrashy all’album. Il concept mistico del 13° segno celeste la band lo porta in musica con successo, perché il suono è senza tempo e ultraterreno, grazie alle maestose e atmosferiche tastiere. Sono proprio le tastiere ad arricchire più di tutto un black metal in fondo semplice, portando nell’insieme un’atmosfera di inquietudine, oscurità e soprattutto un’eterea aura di mistero. Per la ferocia e l’impatto diretto ci pensano invece le frasi di chitarra, per lo più basate sul tremolo picking sui riff, che però offrono uno spettro vario di passaggi chitarristici, mentre Gothmog convince con assoli elaborati e ben ponderati. Insieme alle tastiere creano un quadro splendido di assenza di tempo e suonano come la colonna sonora dello spazio, se solo lassù esistesse il suono. Purtroppo dopo i pro arrivano i contro, che riguardano soprattutto una sezione ritmica piuttosto mediocre e una voce un filo monotona. Gothmog riesce sì a dare aggressività, ferocia e freddezza dietro il microfono, ma gli mancano più personalità, carisma e fiato. In ogni caso l’album si sarebbe meritato un voto più alto se i ragazzi avessero dedicato più attenzione alla produzione. Così invece gli strumenti suonano per lo più sordi e vuoti, con l’eccezione di tastiere e assoli di chitarra.

Ophiuchus è un disco di debutto solido, che mostra chiaramente come i Dark Sphere abbiano un enorme potenziale, ora devono solo sfruttarlo. Mi auguro miglioramenti soprattutto sul fronte della produzione e un’intesa migliore tra la sezione ritmica da una parte e chitarra e tastiere dall’altra.

Formazione

Gothmog – chitarra, voce
Zli – batteria
Crow – tastiere
Butcher – basso

Produzione

Dark Sphere e Kapela

Tracklist

1. Ophiuchus
2. Narrow Gates
3. Temačnost
4. Beyond Horizon
5. Ultimatum Darkness
6. Darkness Enthroned
7. Astral Purification
8. Undead Madness
9. Serpentis

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