Weight Of Coronation
Autore: Sandi Sadar Šoba
Artista: Horn Of The Rhino
Etichetta: Doomentia Records
Uscita: 2010
Durata: 68:31
Voto: 4.2/5
Prima di tutto, un avvertimento: questa non è musica per chi cerca divertimento istantaneo, staccare il cervello e cazzeggiare pigramente sotto begli arcobaleni in compagnia di Bambi, unicorni e naïveté elfica. Horn Of The Rhino sono molto più vicini all’immaginario di gnomi dei troll, mostri di palude e baldorie necrofile! È solo una raccolta di otto brani, ma tutti e otto sono una pila massiccia di ritmi mammutici, chitarre energiche e suoni che ti sistemeranno come un incontro ravvicinato con un tir. Il terzo disco del trio spagnolo ti carica sulle spalle un fardello davvero monolitico di chitarre sporche, distorsioni pesanti e l’illusione che sopra la tua testa strisci un battaglione di elefanti e non solo tre minimalisti che da giovani hanno evidentemente ascoltato con zelo i consigli dei Black Sabbath e portato il ciclo catartico del rinvigorimento a un altro livello con l’intera discografia dei Neurosis. Per lo shock iniziale ci pensa già la copertina, dove la scioccante messa in scena dell’immagine del cadavere di una donna incinta, evidentemente ben ammollato nelle acque di palude, è opera, anche stavolta come nel loro album precedente Dead Throne Monarch, del noto pittore spagnolo Rafa Garrés, che rafforza ancora di più l’effetto dell’ascolto. Weight Of Coronation è un album che si descrive più facilmente con una sola parola: infernale. Gli Horn Of Rhino hanno spostato lo spettro sonoro verso un basso totale, hanno abolito le alte frequenze e si sono arrampicati solo ogni tanto nel territorio delle medie frequenze pesantemente distorte. Il risultato è una sensazione mostruosamente lenta ma assuefacente di gravità cataclismatica, dolore e felicità per aver ricevuto una musica di una raffinatezza incredibile. Nel disco non c’è un attimo di cedimento o di mancanza di idee, anche se l’intera trama emotiva si sviluppa a giri minimi. La maestosità emerge al meglio nel brano Sovereign, dove in una massiccia texture di voci davvero incredibilmente belle alla Cornell si innestano con discrezione anche gli organi, che evocano un desiderio infinito di averne ancora, per sempre. Ex membro di From the cross e Left Hand Riders e uno dei tre padri della band Rhino, il cantante e chitarrista Javier Gálvez dipinge una scenografia megalomane di bellezza oscura insieme al bassista Sergio ‘Rambo’ Robles, ex membro di Wave, TK Project e Mr. Sandman, mentre l’effetto narcotico e la ciliegina su questo geyser moderno di emozioni condensate li mettono i colpi solidi e spietati sui tamburi di Julen Gil, ex distruttore di pelli in Subliminal e Positiva. Un ascolto lungo ed estenuante ma appagante, che compone i frammenti di un puzzle di granito in cui i ragazzi hanno rinunciato alle voci brutali alla Mastodon. Le coordinate in cui ti ritroverai dopo l’ascolto del disco sono …
https://www.youtube.com/watch?v=G7W25Nawzkw
Se sei un fan della sporca violenza del sound sludge primordiale, delle voci melodiche, delle pesanti nubi di nebbie narcotiche e di una sincera inclinazione all’oscurità, allora Horn Of the Rhino è un nome che devi assolutamente ricordarti, e Weight Of Coronation la materia con cui riempire per bene i laghi prosciugati e gli abissi del distacco mentale totale. Quando pensavi che il terremoto grunge fosse morto del tutto, per fortuna ti arriva una bella scossa di assestamento, che ti farà almeno un po’ inumidire gli occhi, e questo dischetto lo rimetterai su garantito nei prossimi giorni, se non subito!
La recensione è nata in collaborazione tra Rock Hard Slovenija e RockLine.
Formazione
Sergio Robles – basso
Julen Gil – batteria, cori
Javier Galvez – chitarra, voce, cori
musicisti ospiti:
Ignatius Johnny – organo Hammond nel brano Sovereign
Produzione
Xanpe & Horn Of The Rhino
Tracklist
1. Speaking In Tongues
2. Mass Burial Punishment
3. Sovereign
4. Throats In Blood
5. Weight Of Coronation
6. Southern Beast
7. Brimstone Breath
8. Crushed And Dragged To The Swamp