Ja kažem mir

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Autore: Aleš Podbrežnik

Artista: Kom3dija
Etichetta: Dallas Records
Uscita: 2011
Durata: 52:14
Voto: 3.5/5

I Kom3dija di Čakovec tornano con il secondo album in studio, che a soli due anni di distanza prende il testimone del debutto »Indijancu je bilo smešno« (2009). Il quartetto, già ai tempi del primo disco bollato come folk punk e, vista la posizione geografica, considerato una sorta di risposta più settentrionale agli istriani Gustafi, con il nuovo lavoro ha fatto crescere talmente la propria proposta che quel paragone ormai non regge più.

Se il debutto suonava ingenuo, ma comunque pieno di buone intenzioni, il successore fa un bel passo avanti nella direzione giusta. Con il nuovo disco la band si è alzata da sola l’asticella, e di parecchio, e »Ja kažem mir« dimostra che coi Kom3dija non si scherza più, che il primo album non era un fuoco di paglia e che d’ora in poi il gruppo va preso molto sul serio.

»Ja kažem mir« mette sul piatto 13 pezzi rifiniti tutti allo stesso modo, senza cali di qualità. Ognuno ha un suo carisma ben riconoscibile e ogni brano convince quando  snocciola il proprio contenuto musicale. Sul nuovo album i Kom3dija hanno allargato il raggio d’azione stilistico. Si è infilata parecchio la »rockabilly« music, ancora più spesso si rifugiano negli elementi »ska«, ma intanto  continuano a mettere bene in vista i motivi folk, mentre sfoggiano l’aspetto di una contagiosa retorica punk pop. Nei testi hanno praticamente eliminato l’uso del loro dialetto: il kajkavo ha lasciato il posto alla lingua croata standard, comprensibile a tutti. È un ulteriore elemento che non nasconde la voglia del gruppo di farsi più popolare e di conquistare le masse. Nei testi la band minaccia con piglio ribelle chi calpesta le libertà del piccolo uomo e ci campa sopra. Sappiamo chi sono. In Slovenia la situazione non è affatto diversa. Per dire, il culmine di questa chiacchiera burlesca e intelligente sul disco è Super Branimir. Burlesca sì, ma in questo marchiare a fuoco da buontemponi c’è anche fin troppa verità. Ed è per questo che tutta la poesia dei Kom3dija funziona alla grande e senza mai essere superficiale. Alla band non è estranea nemmeno la lingua »verde«, come mostra Geja, kneja, sparata in maniera reggae, che denuncia la distruzione irresponsabile degli equilibri naturali degli ecosistemi, di cui la colpa principale è ovviamente dell’avidità smisurata dell’uomo.

I Kom3dija sono anche molto gentili con le onde radio. Vuol dire che non mancano i pezzi con una banalità melodica contagiosa e con potenziale da hit. Uno di questi è già l’opener Instant Love Shop, ma di sicuro anche la scherzosa Lav iz indije, dove il gruppo fonde con gran gusto nel proprio linguaggio musicale i motivi dell’evergreen »Love Is In The Air« (orig. John Paul Young) e di uno dei brani principali della colonna sonora del film d’animazione »Il re leone«. Già che parliamo di motivi presi in prestito, va detto che in Lav iz Indije questo è in realtà l’unico momento del genere sull’album. Nel precedente ce n’erano a bizzeffe, il che rafforzava la sensazione che nessuno prendesse il gruppo abbastanza sul serio e che nessuno gli desse chissà quanta vita davanti.

L’album »Ja kažem mir«, invece, mette la band in una luce completamente nuova. Qui i Kom3dija dimostrano di avere dentro un talento di fine intuito autoriale, che sanno capitalizzare in modo efficacissimo. La produzione è ottima, sonicamente vivace, dinamica e organica! Tutti i pezzi, come già detto, suonano concreti e tangibili. Nonostante ben tredici brani, il disco è abbastanza vario e non c’è un momento che si possa liquidare come »riempitivo« di minutaggio. Con il nuovo album la formazione ha fatto un salto di qualità evidente nello sviluppo della propria immagine artistica. È cresciuta anche sul fronte degli arrangiamenti, visto che nei brani ha inserito con coraggio una tavolozza variegata di strumenti. »ja kažem mir« non inventa svolte rivoluzionarie nel rock! È però un prodotto di qualità, con arrangiamenti e scrittura così centrati che sulla musica di »Ja kažem mir« drizzeranno le orecchie anche i fan del gypsy punk e di gruppi come Gogol Bordelo, Golem, DeVotschKa, Kulture Shock, Motherhead Bug ecc…

Formazione

Igor Bakša – voce, chitarra, pianoforte
Miloš Rok – clarinetto, tastiere
Neven Kolarić – basso, berda, cori
Marinko Marciuš – batteria, djambe

MUSICISTI OSPITI:
MArija Kolo – cori
Kruno Lajman – sassofono
Jošua Kovačevič – sassofono
Marko Lajman – organo Hammond
Bojana Krušec – tromba
Dragan Logožar – tromba
Jelena Škvorc – trombone
Vilko Vukina – djembe
Hristijan Paunkovski – fisarmonica
Vesele Međimurke – coro femminile
Marko Kupper – Super Branimir
Big Bend Čakovec
Čakovški mališani – coro di voci bianche

Tracklist

 

  1. Instant Love Shop
  2. Ništa strašno
  3. The street
  4. Super Branimir
  5. Njihova stvar
  6. De je ljubav
  7. Ja kažem mir
  8. Kaj te briga
  9. Likovi sa reptil mašnom
  10. Lav iz Indije
  11. Sajkobilly
  12. Geja
  13. The First World Peace
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