The River Sessions
Autore: Peter Podbrežnik
Artista: Magnum
Etichetta: River Records
Uscita: 2004
Durata: 78:00
Voto: 5/5
Nel 1985, dopo anni di gavetta massacrante, due cambi di etichetta e una sfilza di lavori in studio ottimi ma passati inosservati, i Magnum con il capolavoro »On a Storyteller’s Night« hanno finalmente ottenuto il successo che si meritavano da tempo, entrando tra i grandissimi del settore. Il quintetto di cuore, formato dal chitarrista, compositore e paroliere dal talento versatile Tony Clarkin, dal cantante carismatico e tenace Bob Catley, dal biondo mago delle tastiere Mark Stanway, dal bassista Colin ‘Wally’ Love e dal batterista Mickey Barker, che prima dell’inizio della parte britannica del tour aveva sostituito Jim Simpson, ha finalmente conquistato le vette dell’Olimpo del melodic rock ed è diventato una delle principali attrazioni musicali degli anni Ottanta. Il tour a supporto di quel gioiello in studio, che ha gettato ponti sonori tra fantasia, sogni e realtà, è stato davvero grandioso, e la band era in una forma strepitosa, come testimoniano con chiarezza i documenti live ufficiali di quel periodo, peraltro rarissimi.
Tra questi merita un posto speciale »The Rivers Sessions«, un documento live storico di qualità sonora eccellente, guidato da una scaletta da sogno e registrato durante il tour di »On a Storyteller’s Night« a Glasgow, la città più grande della Scozia. I Magnum, a parte »Steal Your Heart«, suonano »On a Storyteller’s Night« praticamente per intero e, come se non bastasse, ci aggiungono un bel po’ di classici dei lavori in studio precedenti. Boby Catley, uno dei migliori cantanti AOR britannici di tutti i tempi, canta i vari evergreen con la stessa sicurezza dei dischi in studio, mentre Tony Clarkin e Mark Stanway sono, come al solito, un matrimonio di straordinaria intesa tecnica, virtuosismo e coerenza d’atmosfera. La sezione ritmica, nonostante il ricordo ancora fresco dello storico batterista Kex Gorin e poi di Jim Simpson, che aveva già fatto le valigie prima dell’inizio del tour britannico, è sorprendentemente affiatata: il vecchio lupo e membro originale Wally Love, con le sue linee di basso dinamiche, dà un ottimo sostegno alle raffiche di batteria massicce di Barker e ai suoi passaggi astutamente cronometrati.
»Before First Light« è un’apertura energica scelta alla perfezione, che fin dall’inizio del concerto permette di sentire chiaramente la partecipazione e l’entusiasmo del pubblico, mentre »The Spirit«, classico di »Chase the Dragon« (1982) che non ha mai nascosto i suoi elementi NWOBHM, porta l’atmosfera del concerto quasi al delirio. L’attrazione principale di questa registrazione sono, come da copione, i classici di »On a Storyteller’s Night«, a cominciare dall’iperdrammatica »How Far Jerusalem«, la title track in versione epica, l’indimenticabile power ballad e singolo lato B »Two Hearts«, l’opera pacifista »Les Mort Dansant« e il singolo di successo »Just Like An Arrow«. Quest’ultimo viene annunciato con un ringraziamento al pubblico scozzese e una grossa dose di orgoglio. I Magnum, dopo una breve crisi che prima dell’uscita della »notte del cantastorie« li aveva quasi seppelliti, avevano infatti portato per la prima volta una maggiore popolarità anche dall’altra parte dell’Atlantico.
A rappresentare con successo le opere più vecchie ci sono l’ottima versione del classico »The Prize« da »The Eleventh Hour« (1983), il pezzo di heavy metal »Chase the Dragon« dall’omonimo album, l’evergreen »Changes« da »Magnum II (1979)« e l’immancabile prelibatezza prog rock »Kingdom of Madness«, che arriva dallo storico omonimo esordio del 1978 e che non può mancare in nessun concerto. Il momento da »star« di Mark Stanway arriva ovviamente con l’indimenticabile epica »Sacred Hour«, in cui ai sintetizzatori cura le magiche multi-armonie che sono il marchio di fabbrica di questo evergreen leggendario. A chiudere il concerto, e quindi la registrazione, come bis c’è l’ottima power ballad »The Last Dance«, dove Catley, accompagnato da un sottile pianoforte, ha un’altra splendida occasione per mostrare, in modo da spezzare il cuore, la dimensione contemplativa della sua voce eccezionale.
»The River Sessions« è una prelibatezza live di prima categoria, che coglie i Magnum nel pieno del loro massimo splendore artistico, quando non c’era dubbio su quale band britannica fosse in grado di sfidare per il trono dell’AOR i più grandi giganti del melodic rock americano dell’epoca. Insieme ai live »Marauder« (1980), »Invasion Live« (1989), »The Early Years Live« (1990) e »The Spirit« (1991) è il candidato principale a miglior album dal vivo ufficiale della band e un acquisto obbligato per tutti gli amanti dell’era d’oro dei Magnum, quando questa leggendaria band cresceva e ‘maturava’ alla grande da un album all’altro.
Formazione
Tony Clarkin – chitarra
Bob Catley – voce
Mark Stanway – tastiere
Wally Love – basso
Mickey Barker – batteria
Produzione
Tony Clarkin
Tracklist
1. Before First Light
2. The Spirit
3. All England’s Eyes
4. The Lights Burned Out
5. Endless Love
6. How Far Jerusalem
7. On a Storyteller’s Night
8. The Prize
9. Les Mort Dansant
10. Just Like An Arrow
11. Two Hearts
12. Soldier of the Line
13. Changes
14. Kingdom of Madness
15. Sacred Hour
16. The Last Dance