Target Earth
Autore: Rok Klemše
Artista: Voivod
Etichetta: Century Media
Uscita: year_month
Durata: 56:42
Voto: 4.5/5
I thrasher canadesi un po’ svitati Voivod erano completamente a sé fin dal giorno della loro nascita, un unicum assoluto. Diversi dal thrash tedesco più grezzo e dal thrash metal americano della Bay Area, ispirati soprattutto da punk/hardcore, Motörhead e rock progressivo, e prima di tutto grazie a uno dei chitarristi più originali della sua generazione, Denis »Piggy« D’Amour, sono un gioiello unico del metal progressivo/thrash. E lo sono ancora oggi. Nonostante la morte decisamente troppo precoce di Piggy, volato tra le stelle nell’agosto 2005, ha lasciato un’eredità indimenticabile e, cosa ancora più importante, così tanto materiale che i membri rimasti dei Voivod (con l’aiuto di Jason »Jasonic« Newsted, buon amico di Piggy) hanno potuto pubblicare ben due album in studio, Katorz (2006) e Infini (2009), partendo dalle registrazioni trovate sul suo computer.
Il futuro dei Voivod senza Piggy era un grosso punto interrogativo, in molti sostenevano che con lui fossero morti anche i Voivod, ma per fortuna non è andata così. Gli originali Away e Snake hanno accolto il chitarrista Daniel »Chewy« Mongrain (ex-Martyr), scelta più che azzeccata, visto che era stato per anni l’»apprendista« di Piggy. A far felici ancora di più i fan dei Voivod ci ha pensato il ritorno del bassista originale, quello dalle linee di basso a bomba, Blacky (Jean-Yves Theriault aveva lasciato la band dopo l’album Angel Rat). Il quartetto ha messo in fila una serie di ottimi concerti del ritorno, ma la grande domanda era se sarebbero riusciti a mantenere la buona forma anche su un nuovo album in studio, il primo senza l’inconfondibile contributo di Piggy. Il nuovo pezzo, Kaleidos, che i ragazzi suonano dal vivo da un anno o due, prometteva parecchio, ma non bastava per farsi un’idea più ampia del nuovo materiale e il tarlo del dubbio ha continuato a rosicchiare fino alle prime note dell’intro della title track Target Earth.
Ogni dubbio viene stroncato sul nascere dall’attacco di batteria di Blacky con il celebre suono »blower bass«! Ok, tutti i meriti a Newsted per aver tenuto in vita i Voivod dopo la morte di Piggy, ma accidenti, quanto ci è mancato l’indimenticabile basso di Blacky, che ha sempre fuso la follia dei Voivod in un unico, possente blocco. Il basso si intreccia di nuovo in modo geniale con le linee di chitarra, scritte da Mongrain con grande rispetto. Se non sapessi che Piggy non c’è più, giureresti che quelle linee siano le sue. Lo spirito di D’Amour vive così bene attraverso Chewy! Ma Chewy dimostra di non essere in formazione solo per imitare: la genialità di Piggy la incanala soprattutto in riff spezzati e futuristici, cambi di tempo insoliti e accordi atonali, mentre con le sue linee di chitarra suona molto più tecnico e rifinito di Piggy. Lo dimostra soprattutto con i suoi assoli personalissimi, che hanno la potenza, la velocità e l’esplosività del decollo di uno Space Shuttle.
In realtà i Voivod non suonavano così bene dai tempi di The Outer Limits, forse addirittura da Angel Rat, e Target Earth, con la sua struttura complessa e fortemente progressiva, è un album che troverebbe facilmente posto accanto al trittico brillante Killing Technology-Dimension Hatröss-Nothingface. Sì, Mongrain si trova davvero a meraviglia nell’universo Voivod, e l’incastro perfetto viene fuori ancora di più nella »lotta« furiosa tra basso e chitarra, che si rimbalzano le linee come in una partita a Pong. Blacky e Chewy hanno intrecciato il loro legame come un possente sistema di radici, mentre Away, con il suo rombo di doppia cassa e i suoi passaggi semplici ed efficaci, è come l’ossigeno per la crescita sfrenata di un albero. Un albero la cui chioma è la nostalgica prova vocale di Snake. Solo Snake riesce a essere così fastidioso col suo cantato e a farsi amare comunque! Con la sua voce sporca, approssimativa e »sgangherata« Snake ricorda le prove vocali dei dischi d’oro, a partire da Killing Technology, e la sua voce unica tiene testa senza mai calare a una musica altrettanto unica. Peccato solo che stavolta la parte vocale sia stata spinta un po’ troppo in profondità, spesso gli strumenti la sovrastano e così i testi folli restano in parte incomprensibili e passano inosservati. Anche per il resto la produzione dell’album è piuttosto superficiale, gli strumenti non sono amalgamati benissimo tra loro e sarebbe stato molto meglio che i Voivod avessero lasciato la produzione a un produttore più esperto.
Ma nonostante questo »difetto«, Target Earth è un album che non macchierà in alcun modo l’eredità dei Voivod, anzi, semmai la arricchirà. Non solo: con la sua velocità incontrollata, la complessità progressiva e la follia thrash, Target Earth richiama i momenti migliori della band e li impacchetta in una veste moderna, che continua ad arricchirsi della personalità di una delle formazioni metal più audaci e uniche di tutti i tempi. E Piggy, ovunque sia, è sicuramente fiero dei suoi compagni: ascoltando Target Earth sorride soddisfatto e si spezza il collo a furia di headbanging sui Voivod, che rispettano la sua ricca eredità ma vanno avanti con coraggio. Voivod Lives!
Formazione
Snake – voce
Away – batteria
Blacky – basso
Chewy – chitarre
Produzione
Voivod
Tracklist
1. Target Earth
2. Kluskap O’Kom
3. Empathy For the Enemy
4. Mechanical Mind
5. Warchaich
6. Resistance
7. Kaleidos
8. Corps Etranger
9. Artefact
10. Defiance