What About Now
Autore: Aleš Podbrežnik
Artista: Bon Jovi
Etichetta: Island Records
Uscita: 2013
Durata: 51:36
Voto: 1.5/5
Ogni tanto ti chiedi a chi o a cosa devi dire grazie per l’onore particolarmente beato che ti è capitato. In questo caso, l’onore di scrivere un pezzo o due sul nuovo album dei Bon Jovi.
“What About Now” è (di nuovo, e solo) un album paragonabile a quelli usciti dopo »These Days«. Benvenuti, insomma, nella storia dei Bon Jovi del nuovo millennio. Niente di nuovo sul fronte occidentale, si potrebbe dire. I brani di “What About Now” starebbero benissimo su qualsiasi album intitolato »The Circle«, »Crush«, »Bounce«, »Have a Nice Day«. Chi si aspetta un disco dei tempi luminosi degli anni Ottanta e dell’inizio dei Novanta, o comunque qualunque cosa i Bon Jovi vogliano ancora dare, dopo averlo ascoltato ribattezzerà in un attimo »What About Now« in »What About No!«.
I Bon Jovi tornano a tenere in piedi un suono a misura di MTV, che serve un’immagine da rock morbido, la quale ammicca senza mezzi termini a una specie di retorica da heartland rock che i The Killers coltivano molto, molto meglio. Proprio la title track è un’incredibile via di mezzo tra The Killers e Bruce Springsteen. That’s What The Water Made Me punta di nuovo dritta al centro di questo paragone. Se uno cercasse il pezzo del nuovo album in cui i Bon Jovi »copiano« spudoratamente da Springsteen, per una cosa del genere proclamerebbe subito la tifoseria country a medio tempo What’s Left Of Me, che in uno dei passaggi, con una combinazione di note semplice, studiata, accattivante e allo stesso tempo estremamente banale – Do maggiore–La minore-Sol maggiore-Fa maggiore – ricorda persino la linea di base di With Or Without You degli U2. E poi, per il gran finale, c’è Army Of Love, dove i Bon Jovi, sul modello di gruppi tipo One Republic, vogliono suonare tipicamente alla moda, da alter pop rocker. Poi arriva anche la ballad Thick As Thieves. Attenzione. Solo piano e il falsetto da nuova era di Jon (privato di ogni emozione convincente) nella prima metà del pezzo. Vuoi un indizio su cosa ti ricorda? Coldplay.
Chi non si porta dietro il peso di quello che i Bon Jovi combinano nel nuovo millennio, col nuovo album sarà soddisfatto. Se non conosci la storia dei Bon Jovi, è chiaro che »What About Now« è un disco rock più che decente, che vuole solo sopravvivere in modo commercialmente ricco. Suonare amichevole per MTV e per la radio. Quindi »What About Now« continua a sforzarsi di comprarsi »col cuore« (o aziendalmente – giudicate voi) stadi e arene in giro per il mondo. Jon non convince. Non senti il vero fuoco nella voce. Non c’è più quella carica, quella potenza e quella capacità di creare emozioni con cui un tempo, molto, molto tempo fa, si era guadagnato un posto nella lega dei cantanti hard rock più attraenti, quelli con le palle. Quando ti imbatti nella ballad Amen o più tardi, verso la fine, in The Fighter, di nuovo (purtroppo, e non richiesta) spicca la sua voce “seccata”, privata nel timbro di ogni passione e carica.
Anche un chitarrista del calibro di Richie Sambora fa pena allo stesso modo, condannato alla nuda postura di semplici accordi nella combinazione ripetitiva Sol maggiore Do maggiore Re maggiore di un pezzo tipo Pictures Of You, per poi in un passaggio arrivare persino a chiedere in prestito Mi minore – davvero un duro sforzo artistico. Nemmeno i suoi assoli riescono (o non gli è permesso?) a brillare con quel midollo e quell’intensità della mandria hard rock a pieno sangue dei giorni d’oro dei Bon Jovi. Sambora è un chitarrista blues rock perfetto. Solo che l’album »What About Now« non ha legami di parentela col blues, a differenza dei classici album in studio dei Bon Jovi. Quindi è chiaro che Sambora resta nella band solo per il fruscio dei bigliettoni verdi. Il suo genio chitarristico rimane infatti completamente inutilizzato.
»What About Now« mantiene dunque il collaudato profilo dell’arena rock a misura di stadio! Del rock morbido di cui la band ha bisogno per un nuovo mastodontico tour mondiale, con cui far saltare di nuovo in aria le folle da migliaia di teste del pianeta. Da questo punto di vista okay, ma sul fronte dell’originalità sorge la domanda: »Perché insistete, ragazzi?«. Suonate quanto vi pare, salite sul palco quanto vi pare, ma di nuovi album in studio non avete più bisogno. Sul lato europeo del pianeta, a forza di esperimenti per mantenere la »musica amichevole« per MTV a colpi di album in studio, ha svenduto in modo simile la propria dignità artistica la band dei Def Leppard. Per fortuna loro non riescono a riempire le arene, perché Joe Elliot non è uno stallone scolpito come Jon. Oh, questi ragazzi allegri e spensierati. Ditemi un po’, gli manca qualcosa nella vita? Ragazzi un tempo “d’oro”, rosi dalla comodità.
Formazione
Jon Bon Jovi – voce, chitarra
Richie Sambora – chitarra, cori
Hugh McDonald – basso, cori
Tico Torres – batteria
David Bryan – tastiere, cori
Produzione
John Shanks, Jon Bon Jovi & Richie Sambora
Tracklist
1. Because We Can
2. I’m With You
3. What About Now
4. Pictures of You
5. Amen
6. That’s What the Water Made Me
7. What’s Left of Me
8. Army of One
9. Thick as Thieves
10. Beautiful World
11. Room at the End of the World
12. The Fighter