On Stage

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Autore: Peter Podbrežnik

Artista: Rainbow
Etichetta: Polydor Records
Uscita: 1977
Durata: 64:11
Voto: 4/5

Nel 1977 i campioni dell’hard rock britannico Rainbow, che sotto l’ala del leggendario guitar hero Ritchie Blackmore avevano fissato nuovi standard del rock pesante con il capolavoro in studio »Rising« (1976), erano al loro apice artistico. La magia creativa tra Blackmore e il leggendario cantante americano Ronnie James Dio era al massimo, e a chi non conosceva i loro caratteri sembrava che i Rainbow avrebbero regnato ancora a lungo sul trono dell’hard rock. »On Stage«, registrato nei locali tedeschi e giapponesi durante il tour di »Rising«, fu il loro primo album dal vivo ufficiale. Alla produzione c’era il produttore di culto Martin Birch (noto soprattutto per il lavoro con i Deep Purple e più tardi con gli Iron Maiden) che, contro ogni aspettativa, stavolta non ha fatto proprio il lavoro migliore: in diversi punti la produzione di »On Stage« suona un po’ ‘piatta’ e non cattura quella straordinaria energia live che i Rainbow classici con Dio sprigionavano. In più, nella scaletta mancano alcuni dei favoriti di sempre, a cominciare da »Stargazer«, »Temple of the King« e »Tarot Woman«. Insomma, si sentono soprattutto le assenze dei pezzi di »Rising«, mentre l’esordio dei Rainbow del 1975 è rappresentato piuttosto bene su »On Stage«.

D’altro canto, in questa registrazione ci sono ancora abbastanza leccornie da restituire almeno in parte l’essenza live della band leggendaria che, oltre a Blackmore e Dio, schierava allora il mitico batterista Cozy Powell, il bassista Jimmy Bain e il tastierista Tony Carey. Questi ultimi due erano caduti in disgrazia agli occhi di Blackmore già a metà del tour di »Rising« e all’uscita di »On Stage« non facevano più parte dei Rainbow. La combriccola dell’umorale ‘uomo in nero’ apriva sempre i concerti con il tema musicale »Over the Rainbow« e il grido entusiasta di Dorothy dal film di culto Il mago di Oz, per poi buttarsi con astuzia nel catalizzatore energetico proto-metal »Kill the King«. Quest’ultimo, sulle ali d’acciaio dei fraseggi di chitarra di Blackmore e del tuono vocale di Dio, portava subito il pubblico ‘oltre l’arcobaleno’. Particolarmente interessante è che questo classico venisse suonato ancora prima della sua uscita ufficiale in studio sull’album »Long Live Rock ‘n’ Roll« (1978).

Segue un medley furbo e piuttosto ingegnoso che mette insieme il classico »Man On the Silver Mountain«, un’improvvisazione blues dal titolo semplicissimo »Blues« e lo standard di »Rising« »Starstruck«. Il carisma vocale di Dio, con quelle corde vocali di una potenza incredibile, ancora oggi suscita un rispetto enorme tra gli appassionati di rock classico, mentre il grande innovatore della chitarra Blackmore è sempre stato un caso a parte, soprattutto sui palchi, come aveva già dimostrato ai tempi dei Deep Purple. Carey conquista con gli strati scintillanti dell’organo Hammond, mentre Powell era uno dei batteristi più devastanti, se non il più devastante, dell’epoca (fine anni Settanta) e un fattore decisivo nel fatto che tantissime band heavy metal abbiano preso i Rainbow a modello. Nonostante Blackmore avesse cacciato dalla band già nel gennaio 1977 il bassista Bain, il cui basso gli sembrava troppo debole per le future imprese in studio, nelle registrazioni di »On Stage« se la cava più che dignitosamente e contribuisce in modo importante alle sfumature ritmiche potenti che accompagnano la maggior parte dei pezzi. Uno dei vertici di »On Stage« è senza dubbio la versione di oltre 15 minuti dell’epopea romantica »Catch the Rainbow«, che si avvicina molto alla magia atmosferica dell’indimenticabile originale, da cui si distingue soprattutto per le molte più improvvisazioni di chitarra.

La più grande sorpresa dell’intero album, però, è l’esecuzione del classico dei Deep Purple Mark III »Mistreated«, in cui Dio si è trovato davanti a un compito ingrato: sostituire David Coverdale (Whitesnake, ex-Deep Purple), il cantante originale di questo evergreen. Dio ha portato a casa l’impresa in modo molto solido, anche se »Mistreated« è una vera ‘creatura’ di Coverdale e a questa interpretazione manca un bel po’ dell’originario fascino erotico. Dio, uno dei migliori cantanti rock di tutti i tempi, poteva cantare qualsiasi cosa, ma è sempre stato molto più convincente quando cantava di battaglie epiche tra bene e male, di terre fantastiche e dei mali di una tecnologia avanzata fuori controllo, che non di pene di cuore spezzato. Il che vuol dire che »Mistreated« vive davvero solo nella versione di Coverdale, nonostante questa indimenticabile confessione di un cuore a pezzi, oltre a un cantante bravo come Dio, abbia provato a rilanciarla, a modo suo, anche il non meno grande vocalist Glenn Hughes (ex-Deep Purple, Black Sabbath, Trapeze).

Nell’epico hard rock »Sixteenth Century Greensleeves«, dove nel testo si stendono verdi pianure con castelli medievali, rivive la classica romantica dei Rainbow dell’epoca d’oro dell’asse Blackmore-Dio, il che ne fa sotto ogni aspetto uno dei punti più alti di tutto »On Stage«. Anche la versione di 11 minuti dello strumentale di culto »Still I’m Sad«, in cui l’uomo in nero tira fuori un sacco pieno di improvvisazioni chitarristiche saporitissime mentre Dio si concede un meritato riposo, offre un ottimo colpo d’occhio su quale macchina da hard rock formidabile fossero i Rainbow all’apice delle loro forze artistiche.

Il primo documento live ufficiale degli indimenticabili Rainbow non riesce a catturare del tutto la celebre magia dal vivo sprigionata dalla formazione probabilmente più amata di questa band leggendaria, ma offre comunque un’ottima approssimazione di come suonassero sul palco i maestri dell’hard rock ai tempi dell’epoca ‘d’oro’ di Dio. Anche se »On Stage« non è il documento live più rappresentativo (da questo punto di vista lo supera, per esempio, »Live in Germany«, 1991), ancora oggi regala un sacco di godimento a tutti i devoti di questi pionieri dell’hard rock, che dopo la prematura dipartita di Dio da questo mondo di affanni occhio umano non vedrà mai più su un palco.

Formazione

Ritchie Blackmore – chitarra
Ronnie James Dio – voce
Tony Carey – tastiere, orchestrazioni
Jimmy Bain – basso
Cozy Powell – batteria

Produzione

Martin Birch

Tracklist

1. Kill the King
2. Medley: Man on the Silver Mountain/Blues/Starstruck
3. Catch the Rainbow
4. Mistreated
5. Sixteenth Century Greensleeves
6. Still I’m Sad

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