Sammy Hagar & Friends
Autore: Aleš Podbrežnik
Artista: Hagar, Sammy
Etichetta: Frontiers Records
Uscita: 2013
Durata: 37:31
Voto: 3/5
Sammy Hagar è considerato uno dei migliori uomini d’affari del music business. Se vendi il marchio del tuo whisky a Campari, davvero non hai bisogno di controllare il portafoglio per arrivare a fine mese. »Sammy Hagar & Friends« è innanzitutto un album di prestigio, che non può permettersi chiunque. Difficile parlare di un vero disco in studio a sé stante. Prima di tutto, a Sammy è tornata la voglia di una bella festa in studio e di incontri ravvicinati con i suoi colleghi musicisti. La penetrazione autoriale passa quindi in secondo piano.
»Sammy Hagar & Friends« è un album molto gradito, che regala uno sguardo sul modo in cui Sammy Hagar percepisce la musica. Una specie di spaccato. Sammy è un rocker. Il »Red Rocker«. Un rocker dalla gola rossa, della vecchia scuola. Ex prima ugola dei Montrose. Vecchia scoreggia. Ha tutto chiaro e niente gli sfugge. E strilla ancora come un »animale«. Anche con 63 primavere sulle spalle non risparmia energia, e anche l’album »Sammy Hagar & Friends« ne vomita a profusione. Il disco è interessante per i tanti ponti tra generi, che fonde in un unico corpo musicale, e questo in fondo incarna Sammy come musicista.
Sammy Hagar, che in quattro decenni di attività musicale ha attraversato il paradiso e l’inferno del rock n’ roll, è un vincitore di Grammy, è entrato nella hall of fame del rock n’ roll ed è un tipo che le cose non le fa a metà. La sua fama va ben oltre il fatto di aver cantato nei Van Halen! Per questo disco Sammy è quindi riuscito a radunare attorno a sé una variegata schiera di maestri del mestiere. Maestri! Oltre al bestiale Sammy, l’album lascia spazio a tanti altri ruoli, che Sammy ha distribuito tra i seguenti nomi: Kid Rock, Nancy Wilson (Heart), Toby Keith, Taj Mahal, Ronnie Dunn (Brooks & Dunn), Michael Anthony (ex-Van Halen, Chickenfoot), Neal Schon (Journey), Chad Smith & Joe Satriani (Chickenfoot), Bill Church & Denny Carmassi (Montrose), Mikey Hart (Greatful Dead), The Wabos, e l’elenco non finisce qui.
Il progetto in cui Hagar si è buttato con questo disco ricorda la sua avventura del 1983-1984 chiamata HSAS. Sentire la chitarra nella cover del classico dei Depeche Mode Personal Jesus per mano del grande Neal Schon (Journey, ex-Santana), peraltro ex compagno di HSAS di Hagar, è un’esperienza impagabile. Ci sono i nuovi pezzi d’autore Winding Down, All We Need Is An Island e Father Sun, poi Not Going Down, scritta per Hagar da Jay Bouchanan (Rival Sons), o brani nati per questo disco dalla collaborazione di più nomi (Knockdown Dragout, Bad On Fords and Chevrolets). L’intero repertorio di »Sammy Hagar & Friends« porta dalle caratteristiche d’origine dell’hard rock, a un carico più o meno pesante di rock ‘n’ roll tirato (Bad On Fords And Chevrolets), a un’abbondante immersione nel delta blues (Winding Down), nel country (Father Son), fino al pop (All We Need Is An Island). Quando arrivi alla conclusiva Going Down, ti scontri con nomi quasi identici a quelli della super band rock Chickenfoot. Solo che al posto di Satriani, su questo pezzo, a tirare fuori la chitarra è Neal Schon. La sezione ritmica la tengono Michael Anthony (ex-Van Halen) e Chad Smith (Red Hot Chilli Peppers), tandem dei Chickenfoot. E a proposito del grande »Satch«, Hagar non si è affatto dimenticato di lui. Anche Satriani aggiunge i suoi celebri strati di chitarra al disco. Puoi stare tranquillo.
Questo è un disco che offre una sacca di divertimento senza fondo ed è in pratica la proiezione dell'”amarezza” della carta d’identità del carattere indomabile di Hagar. Non bisogna essere troppo severi con lui. La squadra di musicisti, nel concepirlo, ha puntato tutto sul puro piacere, quindi non si è preoccupata più di tanto della profondità dell’originalità d’autore. I professionisti, col mignolo della mano sinistra e sotto la vigile direzione della bacchetta magica di Hagar, hanno consegnato un’interpretazione infallibile di 11 brani, esaltati dal carattere unico del mix tra la percezione musicale di Hagar e ospiti di altissimo calibro. Meno originalità d’autore, ma molto più divertimento frizzante e passioni ed emozioni suonate con autenticità.
Nonostante le lodi prevalenti, in questa recensione il disco si prende tre punti. Per l’interpretazione vocale su Knockdown Dragout, cantata sotto il livello. Proprio orribile. Scusa Sammy, vecchio mascalzone. Ma lì un punto se ne va subito!
Formazione
1. Winding Down::
Sammy Hagar- voce, chitarra
Taj Mahal – voce
Dave Zirbel – chitarra, dobro
John Cuniberti – percussioni
Mona Gnader – cori
Vic Johnson – cori
2. Not Going Down
Sammy Hagar – voce, chitarra
Vic Johnson – chitarra
Bill Church – basso
Dave Zirbel – Lap Steel
Denny Carmass – batteria
Claytoven Richardson – cori
Sandy Griffith – cori
Omega Rae – cori
3. Personal Jesus:
Sammy Hagar – voce
Neal Schon – chitarra
Michael Anthony – basso
Chad Smith – batteria
Claytoven Richardson – cori
Sandy Griffith – cori
Omega Rae – cori
4. Father Sun:
Sammy Hagar – voce, chitarra, Lap Steel, cori
Vic Johnson – chitarra
Mona Gnader – basso
Andre Thiery – fisarmonica
James DePrato – mandolino
Denny Carmassi – batteria, percussioni
Aaron Hagar – cori
John Cuniberti – cori
Erica Cuniberti – cori
5. Knockdown Dragout:
Sammy Hagar – voce, chitarra, cori
Kid Rock – voce, cori
Vic Johnson – chitarra, cori
Joe Satriani – assolo di chitarra, cori
Denny Carmassi – batteria, cori
Mona Gnader – basso, cori
John Cuniberti – percussioni, cori
6. Ramblin’ Gamblin’ Man written by Bob Seger
Sammy Hagar – voce, chitarra, assolo di chitarra
Vic Johnson – chitarra, cori
David Lauser – batteria
Mona Gnader – basso, cori
Susie Davis – organo
John Cuniberti – percussioni
Claytoven Richardson – cori
Sandy Griffith – cori
Omega Rae- cori
7. Bad On Fords and Chevrolets
Sammy Hagar – voce, chitarra
Vic Johnson – chitarra, cori
Dave Zirbel – Lap Steel
David Lauser – batteria
Mona Gnader – basso, cori
Audie Delone – pianoforte
8. Margaritaville:
Sammy Hagar – voce
Toby Keith – voce
Karl Perazza – percussioni
Ruth Davies – basso
Paul Revelli – batteria
William Kirchen – chitarra
Austin de Lone – pianoforte, armonica
Mona Gnader – cori
Caroline de Lone – cori
9. All We Need Is An Islandr
Sammy Hagar – voce, chitarra
Nancy Wilson – voce
Dave Zirbel – pedal steel, ukulele tahitiano
Mickey Hart – batteria
10. Going Down (Live in Studio-Take 1):
Sammy Hagar – voce
Neal Schon – chitarra
Michael Anthony – basso
Chad Smith – batteria
Produzione
Sammy Hagar & John Cuniberti
Tracklist
1. Winding Down
2. Not Going Down
3. Personal Jesus
4. Father Sun
5. Knockdown Dragout
6. Ramblin’ Gamblin’ Man
7. Bad On Fords An Chevrolets
8. Margaritaville
9. All We Need Is An Island
10. Going Down (Live In Studio-Take 1)