Arrive Alive

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Avtor: Peter Podbrežnik

Izvajalec: Pallas
Založba: Inside Out Records
Izid: 1981
Trajanje: 73:10
Ocena: 3.5/5

»Arrive Alive« è il titolo di quella che con ogni probabilità è la canzone più famosa dei Pallas in assoluto, ma anche del loro esordio dal vivo, che fu al tempo stesso il loro primo album pubblicato in assoluto, visto che il debutto in studio, »The Sentinel«, uscì solo nel 1984. »Arrive Alive«, uscito nel 1981, è considerato una delle prime uscite in assoluto della nuova ondata del rock progressivo, tanto che i Marillion, per dire, hanno sfornato il loro esordio, un classico del movimento appena citato, due anni dopo. Capita molto raramente che una band apra la carriera con un live (qualcosa di simile l’hanno fatto, per esempio, i Twelfth Night), ma i neo prog scozzesi Pallas, fin dalla nascita nel 1980, potevano contare su musicisti eccezionali, anche se l’inizio non era stato proprio dei più promettenti. Dopo aver cominciato come Rainbow, hanno dovuto cambiare nome in fretta e furia, perché hanno scoperto che esisteva già una band con lo stesso nome, guidata dal leggendario Ritchie Blackmore (ex-Deep Purple). All’epoca in cui i Pallas hanno iniziato a suonare in locali come il Marquee (il cuore della rinascita neo prog di allora), il rock progressivo era un genere estremamente impopolare, ma questo non li ha fermati nemmeno per un attimo nel seguire la propria visione musicale.

»Arrive Alive« è uscito originariamente su una cassetta di bassa qualità e su LP è comparso solo nel 1983, quando la band aveva già firmato con la prestigiosa EMI. La registrazione dal vivo, che ha una (auto)produzione piuttosto debole, ed è proprio questo il suo principale tallone d’Achille, si apre con »Arrive Alive«, il primo singolo e amatissimo classico dei Pallas, che già nei primi concerti si era imposto come il loro pezzo-simbolo. Non c’è da stupirsi che questo standard, in cui si sente che i Pallas già allora si distinguevano nettamente dai loro coetanei, soprattutto per la ricca offerta di frasi di chitarra hard rock firmate Niall Mathewson, sia finito più tardi sul capolavoro concettuale »The Sentinel«. Il cantante originale Euan Lowson, che sulla scia del leggendario Peter Gabriel (ex-Genesis) e di Fish (ex-Marillion) si calava spesso nei personaggi dei testi, con il suo approccio vocale carismatico era senza dubbio la star di questa incarnazione della band, e ha contribuito in modo decisivo ad affollare i loro concerti.

»5 to 4«, con cui i Pallas dimostrano la loro capacità di creare epopee melodrammatiche dalla profondità concettuale, funziona benissimo anche questa, soprattutto considerando la (auto)produzione relativamente modesta. »Queen of the Deep«, un’altra epica leccornia dalla storia drammatica e uno dei punti più alti di questo live, riflette una furba fusione di rock progressivo sinfonico e passaggi di chitarra incisivi, con ampie cannonate d’organo che richiamano i tempi d’oro dell’inizio degli anni Ottanta di un genere estremamente impopolare. In »Flashpoint«, il cui inizio è segnato dalle linee di basso corpose del bassista Graeme Murray, si sente di nuovo la propensione della band per le escursioni chitarristiche hard rock, mentre Lowson sceglie ancora una volta un approccio vocale a dir poco teatrale, nella migliore tradizione dei grandi della teatralità prog come Peter Gabriel e Peter Hammill (Van Der Graaf Generator).

Il culmine di »Arrive Alive« è senza dubbio l’epopea di quasi 15 minuti »The Ripper«, che in un certo senso fu così controversa che ai Pallas, per la messa in scena piuttosto esplicita di una scena violenta, minacciarono più volte addirittura il divieto di suonare dal vivo. Lowson, che interpreta la scena dell’omicidio e dello stupro, qui si trasforma nel personaggio dello psicopatico ‘Squartatore’ e si veste con un costume bizzarro e insanguinato, tanto da ricordare allo stesso tempo un vecchio e una donna. Il tutto non sarebbe stato così problematico se il ricordo delle vittime del famigerato ‘Squartatore dello Yorkshire’ non fosse stato ancora così vivo. Una lunga introduzione al mellotron costruisce con successo una drammaticità tesa e getta le basi di una storia da brividi sulle imprese  di un assassino psicopatico, poi entrano intelligenti improvvisazioni di chitarra e passaggi di batteria dai tempi dinamici. La star assoluta dell’intero pezzo, in cui è impossibile non cogliere certe influenze dei leggendari Genesis, è ovviamente Lowson, che si cala talmente bene nel ruolo che è semplicemente impressionante che maestro della teatralità melodrammatica fosse il cantante originale dei Pallas. Qualcuno qui aggiungerebbe probabilmente che non era l’unico con un approccio vocale del genere, visto che anche Fish, Peter Nichols (IQ) e Geoff Mann (Twelfth Night) avevano seguito le orme di Gabriel e Hammill, eppure la sua voce, in un periodo in cui il neo prog stava appena nascendo e sulla scena non c’erano ancora uscite in studio, aveva qualcosa di speciale.

Il tastierista Ronnie Brown era ferrato tanto con mini moog, organo Hammond e mellotron quanto con i sintetizzatori più moderni, e lo si sente bene in »Crown of Thorns«, un altro interessante epos sinfonico in cui i Pallas, già ai primi passi, hanno fissato numerosi standard sonori per lo sviluppo del movimento neo prog. »Paris Is Burning«, un’altra leccornia melodrammatica con un elegante arrangiamento di pianoforte, non è stata registrata dal vivo, ma è uscita in origine come singolo ed è comparsa su »Arrive Alive« solo nella versione in CD. »The Hammer Falls«, in cui si sente di nuovo la forte influenza dei Genesis classici, è anch’essa un pezzo perfettamente rappresentativo dei Pallas, che con la sua atmosfera epica entusiasmerà ancora oggi tutti i fan di questo gruppo scozzese spesso ignorato. In »Stranger (on the Edge of Time)« si sente che la band, nonostante alcuni risultati già piuttosto maturi, si stava ancora temprando: è un brano con un buon potenziale, ma senza una direzione chiara, senza capo né coda.

»Arrive Alive« è lontano dall’essere un live destinato a diventare un classico: nonostante il lavoro di rifinitura sulla versione in CD, la produzione resta debole, e in più la band stava ancora maturando nella ricerca di una direzione sonora chiara. Eppure, solo per il suo valore storico, ogni appassionato di neo prog dovrebbe averlo in collezione. Inoltre, la maggior parte dei brani di »Arrive Alive« non ha mai avuto interpretazioni in studio, e per questo ha un valore ancora maggiore per tutti i collezionisti dell’eredità dei Pallas. È davvero triste che una band che con »The Sentinel« ha creato uno dei migliori album prog degli anni Ottanta oggi sopravviva a stento, vivendo per lo più dei contributi di fan polacchi fanatici, pronti a sostenere qualsiasi cosa sappia anche solo vagamente di neo prog.

Zasedba

Euan Lowson – vokal
Niall Mathewson – kitara
Graeme Murray – bas kitara, bas pedal, spremljevalni vokal
Ronnie Brown – klaviature
Derek Forman – bobni

Produkcija

Pallas

Seznam skladb

1. Arrive Alive (4:17)
2. Five To Four (10:11)
3. Queen Of The Deep (11:27)
4. Flashpoint (7:01)
5. The Ripper (14:42)
6. Crown Of Thorns (9:25)
7. Paris Is Burning (5:12)
8. The Hammer Falls (5:20)
9. Stranger On The Edge Of Time (5:35)

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