Space Police – Defenders of the Crown
Autore: Aleš Podbrežnik
Artista: Edguy
Etichetta: Nuclear Blast
Uscita: 2014
Durata: 54:29
Voto: 4/5
Gli incorreggibili burloni del power metal tedesco, gli Edguy, tornano sulla scena con il decimo album in studio. Il disco ha cominciato a prendere forma subito dopo la fine del tour del progetto di Sammet, Avantasia. Il tipo è tornato dalla tournée con un surplus di energia e ha iniziato a buttare giù materiale nuovo già a metà della scorsa estate. Per fortuna, stavolta la sua visione era al posto giusto. Rispetto al fin troppo stravolto »The Age Of Joker« (2011), in cui quella proverbiale vena pungente e lucida che accompagna gli Edguy, in varie forme, da buona parte della loro carriera aveva passato il limite del buon gusto, e che come qualità dei contenuti oscilla e si sfalda, »Space Police – Defenders of the Crown« è un ritorno ai vecchi lavori, i più riconoscibili della band. Quelli per cui i fan li apprezzano in modo particolare. Prendi »Mandrake« (2001): la seconda traccia, Space Police, ci starebbe alla grande proprio lì dentro. Il nuovo album è pieno di riff di chitarra freschi e ruggenti, pieno di pompa servita con gusto e di anthemicità. Insomma, le caratteristiche tipiche della musica degli Edguy. I pezzi sono intessuti in modo compatto, con il classico marchio Edguy: un ottimo equilibrio a metà strada tra la botta power metal e la cantabilità ultramelodica.
Dopo che »Age of the Joker« aveva dato l’impressione che la band stesse perdendo freschezza creativa, anzi, che stesse perdendo la bussola della propria visione musicale, »Space Police – Defenders of the Crown« è l’album di cui gli Edguy avevano semplicemente bisogno. Per ridare loro credibilità in mezzo ai nomi più forti del power metal di oggi. Stavolta i pezzi raggiungono una consistenza eccezionale e, come composizioni, si equivalgono tra loro (in termini di idee e arrangiamenti). Di sicuro, con il nuovo album gli Edguy sono tornati al loro vero suono e al loro vero stile. È quel loro marchio di fabbrica che da un lato può rimandare a nomi importanti del power metal tedesco, per lo più i Gamma Ray (Defenders of the Crown, The Realms Of Baba Yaga, Shadow Eaters), mentre dall’altro, soprattutto per i riff scelti (Love Tyger) ma anche per le soluzioni sonore nell’integrazione delle tastiere (e dei loop programmati) sullo sfondo, può tirare verso il rock melodico (Do Me Like A Caveman – uno dei titoli più »geniali« nella storia della band).
L’album ha senza dubbio un tocco lucido e beffardo, cosa che si capiva già alla fine del paragrafo precedente. Basta dare un’occhiata ai titoli dei pezzi, al titolo dell’album, alla copertina, e tutto diventa chiaro in un attimo. Ma stavolta quella punta di ironia è aggiunta come spezia gradita e non per forza obbligatoria, proprio come gli Edguy hanno sempre saputo confezionarla in modo magistrale già nei lavori in studio del passato. Uno dei momenti più divertenti del disco è anche la cover di Rock Me Amadeus di Falco, cantata in tedesco (come l’originale). L’album perde un po’ di carica verso la fine, soprattutto per la tutt’altro che interessante Alone In Myself, e non basta a rimediare del tutto nemmeno la mini suite epica The Eternal Wayfarer in chiusura, che al primo ascolto tira verso l’inno dei Sabaton Cliffs Of Gallipoli, per poi svoltare, sul piano atmosferico e stilistico, attraverso un’integrazione di »arabeschi« fino a un ritornello »alla HammerFall«. Una deviazione decisa dell’album, che però non riesce a rubare l’attenzione agli altri brani. Ma finché gli Edguy continueranno a mettere in fila composizioni eccellenti come l’opener, un asso pigliatutto pieno di bombast, Sabre & Torch, non c’è da temere che in futuro alla band possa mancare il vero dinamite creativo!
Questi ragazzi esperti non scoprono la rivoluzione musicale con il nuovo album. Hanno tirato fuori un disco di musica che gli suona nel cuore, ed è per questo un prodotto molto più genuino degli ultimi due album, che con la loro sperimentazione sul suono hanno finito per minare la credibilità della band sul lungo periodo più che portarle benefici, anche se in classifica hanno raggiunto piazzamenti invidiabili, se non addirittura i più alti della carriera della band fino a oggi. L’album »Space Police – Defenders of the Crown« è di nuovo, nei contenuti, un lavoro della band in carne e ossa, tangibile e di qualità compatta, in cui gli elementi tipici della musica degli Edguy, ironia sbruffona compresa, si mostrano finalmente nella resa giusta. Di questo, ovviamente, saranno felicissimi soprattutto i fan della band. Proprio la consistenza tra i brani dà perfino la sensazione (soprattutto per Sabre & Torch, Defenders of the Crown, The Realms Of Baba Yaga, Shadow Eaters) che si tratti, se non del miglior album della carriera degli Edguy, di sicuro di uno dei migliori.
Formazione
Tobias Sammet – voce
Jens Ludwig – chitarra, dobro
Dirk Sauer – chitarra
Tobias “Eggi” Exxel – basso
Felix Bohnke – batteria
Produzione
Sascha Paeth
Tracklist
01. Sabre & Torch
02. Space Police
03. Defenders Of The Crown
04. Love Tyger
05. The Realms Of Baba Yaga
06. Rock Me Amadeus
07. Do Me Like A Caveman
08. Shadow Eaters
09. Alone In Myself
10. The Eternal Wayfarer