Away With Words

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Autore: Peter Podbrežnik

Artista: Barre, Martin
Etichetta: Edifying Records
Uscita: 2013
Voto: 4/5

Martin ‘Lancelot’ Barre, uno dei migliori chitarristi nella storia del rock, sa bene cos’è la pazienza. Per più di quarant’anni è stato membro della leggendaria band di rock progressivo Jethro Tull, fino al ‘fatidico’ 2011. Allora lui e l’indiscusso capo dei Tull, Ian Anderson, hanno smesso di collaborare e ognuno se n’è andato per la sua strada musicale da solista. Prima di allora Martin ha dovuto sopportare parecchi capricci di Ian: dal 1969, quando è entrato nei Jethro Tull, si è sempre saputo chi comandava nella band, ma negli ultimi anni i dissapori tra lui e il mitico flautista/cantante erano evidentemente diventati troppo grossi, così è arrivato il momento per il maestro della chitarra di aprire un nuovo capitolo della sua carriera. Martin, che il suo stile chitarristico lo pesca soprattutto dal blues, dal prog rock classico dagli arrangiamenti barocchi e dal folk britannico tradizionale, nella sua carriera solista finora ha pubblicato quattro album.

»Away With Words« è il suo quinto lavoro solista di fila e il primo album dopo lo scioglimento dei Jethro Tull. Evidentemente Martin ha voluto prendere in giro, nemmeno troppo velatamente, il suo ex compagno d’avventure: sulla copertina di »Away With Words« si nota infatti, sul muro sullo sfondo, la testa di pietra del dio greco Pan, che stranamente ricorda Ian Anderson (ai tempi della gioventù). Barre è, a detta loro, uno dei modelli per maestri della chitarra come Joe Bonamassa, Joe Satriani e Steve Vai, mentre Mark Knopfler (Dire Straits) ha definito ‘magiche’ le creazioni di Martin con Anderson, quindi »Aways With Words« è un disco che merita un’attenzione particolare da parte di tutti gli amanti dei virtuosi della chitarra.

Tutti gli appassionati di lunga data dei Jethro Tull sanno bene che Martin non è solo un chitarrista eccellente, ma anche un flautista occasionale e un compositore di talento, anche se il suo album preferito dei Tull è al tempo stesso il più controverso della loro carriera – l’abominio elettronico »Under Wraps« (1984), in cui Barre ha partecipato come compositore a due brani. Le sue cose sosoliste sono state decisamente migliori, soprattutto l’album »Stage Left« (2004), quindi, come c’era da aspettarsi, »Away With Words« è una vera delizia per tutti gli amanti del suo approccio chitarristico così particolare e sottile, di una raffinatezza che nessun altro interprete chitarristico dell’eredità dei Jethro Tull riesce a raggiungere.

In »Away With Words« Martin, in compagnia dell’ex bassista dei Tull Jonathan Noyce e degli altri membri della sua squadra solista, suona perlopiù musica strumentale incentrata sulla chitarra acustica. Brano dopo brano ha mescolato nuove composizioni originali e alcuni dei cavalli di battaglia più amati dell’immenso tesoro dei Jethro Tull. L’apertura sicura di sé e dai colori pastorali, con il pezzo solista »At The First Light«, sfocia in fretta nella delizia celtica »Moths«, dal capolavoro dei Tull »Heavy Horses« (1978), dove all’istante prende il sopravvento l’inconfondibile, incredibilmente sottile modo di Martin di pizzicare gli accordi, che basta e avanza per far fiorire un’atmosfera ‘d’altri tempi’. Segue la più malinconica »It’s My Round«, che poi si fonde con »Requiem«, la perla di chiusura di »Stormwatch« (1979).

Martin mostra il suo senso acuto per le trovate chitarristiche e d’atmosfera anche unendo un altro classico di »Heavy Horses«, »One Brown Mouse«, con il nuovo pezzo »Fatcat«; quando il gatto grasso non è in casa, il topolino marrone balla a ruota libera. Segue l’ambiziosa suite di impronta neoclassica »Air, composta da tre parti: il brano tradizionale »Lament Of the Spalpeen«, il vecchio pezzo solista »Martin’s Jig« e lo standard di »Aqualung« (1971) »Hymn 43«, nel mezzo del quale il cantante Dan Crisp se la cava piuttosto bene nel ruolo di voce. »All Bars Hold« è uno strumentale per chitarra acustica di appena un minuto, mentre poco dopo a Barre riesce anche un’ottima interpretazione acustica dell’evergreen »Pussy Willow«, da »The Broadsword And The Beast« (1982). Il nuovo pezzo »Snapshot« l’ha unito a »Paparazzi«, da »Under Wraps«, che così per la prima volta risulta ascoltabile, addirittura buono, e in più si sentono anche diversi passaggi di chitarra elettrica pieni di passione.

»Long Ago« si aggancia bene, con il suo battito malinconico, allo sereno standard di »Benefit« (1970) »Home«. La festosa »Fire At Midnight«, da »Songs From The Wood« (1977), si sposa altrettanto splendidamente con il nuovo brano di Barre »From The Ashes«. »Protect And Survive«, dall’album »A« (1980), è sempre stata tra i brani dei Tull più amati da Martin. Questo pezzo tradizionalmente tirato risulta interessantissimo anche nella veste acustica. La combinazione di »Spare A Thought« e del classico di »Too Old To Rock’n’Roll: To Young To Die« (1976) intitolato »From A Dead Beat To An Old Greaser« crea insieme un’atmosfera malinconica da non si può dire. Il pezzo solista di chiusura »Sundown« è pieno di accordi sereni che creano un’atmosfera rilassantissima.

In »Away With Words« si sente chiaro e tondo perché per più di quarant’anni la chitarra di Barre è stata un ingrediente insostituibile del sound dei Jethro Tull, e perché è giusto che la storia della leggendaria band sia finita subito dopo la sua uscita. Nonostante i tentativi di Ian di riscrivere il passato, Martin Barre, che al momento è pure in tour da solista e, ironia della sorte, suona i classici di lunga data della sua ex band, resta una parte indimenticabile dell’eredità dei Jethro Tull. Nel frattempo Martin ha già in cantiere un nuovo album dal vivo intitolato »Order of Play«, che dovrebbe uscire a settembre 2014.

Formazione

Martin Barre – chitarra acustica, chitarra elettrica, flauto, bouzouki, basso, clarinetto basso, mandolino
Jonathan Noyce – basso
Dan Crisp – voce
Frank Mead – flauto, armonica blues, fischietto
George Lindsay – batteria e percussioni

Produzione

Martin Barre

Tracklist

1. At First Light/Moths
2. It’s My Round/Requiem
3. One Brown Mouse/Fatcat
4. Air: Lament Of the Spalpeen/Martin’s Jig/Hymn 43
5. All Bars Hold
6. Pussy Willow
7. Snapshot/Paparazzi
8. Long Ago/Home
9. Fire At Midnight/From The Ashes
10. Protect And Survive
11. Spare a Thought/From a Dead Beat to An Old Greaser
12. Sundown

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