Par les fils de Mandrin

0 5

Autore: Peter Podbrežnik

Artista: Ange
Etichetta: Philips Records
Uscita: 1976
Durata: 41:19
Voto: 4/5

Gli Ange sono stati (e sono ancora) la band prog rock francese più importante e celebre, fondata nel 1969 da due fratelli, Christian e Francis Decamps. Entrambi hanno trovato ispirazione nella scena prog britannica, soprattutto in Genesis e King Crimson, a cui gli Ange somigliano più che a chiunque altro, anche se dentro ci trovi pure elementi tutti loro, presi dal folk francese, dal teatro, dal cabaret, dallo chanson e dal burlesque, senza farsi mancare testi intelligenti e quel tipico umorismo francese. Al cantante, ogni tanto pianista e fisarmonicista Christian e al fratello Francis alle tastiere, nei classici album degli Ange della prima metà dei Settanta davano una mano anche il chitarrista Jean Michel Brezovar e il bassista Daniel Haas, mentre il batterista Jean Pierre Guichard si è unito a loro nel 1976. Era questa la formazione che ha registrato l’album »Par les fils de Mandrin«.

La cosa curiosa degli Ange è che il suono del mellotron lo simulavano spesso manipolando gli effetti su uno speciale tipo di organo, mentre il mellotron vero lo usavano piuttosto di rado, soprattutto su »Guet-Apens« (1978). »Par les fils de Mandrin« è stato il loro quinto album in studio, uscito dopo il capolavoro concettuale »Émile Jacotey« (1975). Su »Par les fils de Mandrin« gli Ange hanno proseguito sulla loro riconoscibile strada sinfonica, senza dimenticare gli inserti narrativi con cui danno forma alle singole storie dei testi. Il famoso umorismo francese con le incursioni cabarettistiche può risultare parecchio ostico per molti, soprattutto per chi il francese non lo capisce, ma tutto si smussa grazie a una base musicale magnifica, dove non mancano magnificenza sinfonica, passaggi di chitarra strabilianti, ornamenti folk pastorali e imprese vocali teatrali.

Il carismatico Christian Decamps, oggi unico membro originale rimasto, è sempre stato un cantante straordinariamente appassionato: col suo approccio vocale inconfondibile e smaccatamente teatrale si è spesso calato nei panni dei vari personaggi dei testi, attingendo di sicuro anche a Peter Gabriel (Genesis). L’uso saltuario della fisarmonica garantiva la presenza di elementi folk francesi, mentre la musica degli Ange era spesso caratterizzata da un fascino ambientale romanzo, lo stesso che si coglie anche nella scena prog italiana e che è parecchio diverso dallo sguardo anglosassone, celtico, teutonico o scandinavo sul prog rock.

La title track si apre con il canto di un cuculo e il fruscio della carta di giornale, poi tra il cinguettio degli uccelli entra un arrangiamento sinfonico a strati. Con un riff di chitarra ruvido la band prepara piano piano il terreno alle manifestazioni vocali di Christian, condite di teatralità. Le trame di tastiera di Francis contengono una serie di effetti spiritosi, mentre non mancano né una breve sezione burlesca né un’improvvisazione chitarristica battagliera di Brezovar. »Au café de Colibri« parte con i rumori da bar dei beoni del posto, a cui segue un motivo scanzonato e spassosissimo, con un uso beffardo delle percussioni e un riff di chitarra sfuggente. Il motore dell’atmosfera vivacissima è il canto incredibilmente immedesimato di Christian: ascoltandolo non è difficile immaginarsi un pomeriggio assonnato sulla Senna, con i vecchietti sbronzi che giocano a bocce contenti dietro il bar lì vicino.

»Ainsi s’en ira la pluie« ha un ritmo lento e un’atmosfera un po’ cupa, costruita dalla voce semi-narrativa di Christian accompagnata da eleganti tendaggi di mellotron e improvvisazioni di chitarra sparse qua e là. Nel prosieguo del pezzo gli Ange, grazie alla fisarmonica, portano dentro anche un po’ di fascino folk francese, mentre l’assolo di chitarra annuncia il passaggio a una sezione martellante, dove la voce di Christian, sui suoni del sintetizzatore ARP, sembra quasi ‘esplodere di rabbia’. »Autour du feu«, salato di folk rock, si apre con il suono di pesci fritti che sfrigolano, poi sulla chitarra acustica prende il comando una melodia romantica, mediterranea fino al midollo. L’armonica a bocca, le percussioni dinamiche e il canto pacato di Christian fanno salire bene un’atmosfera sottilissima, che si chiude con un passaggio selvaggio sulla chitarra acustica.

Anche il pastorale »Saltimbanques« contiene elementi di folk francese e vanta un’atmosfera solenne, che sembra quella di una band finita in mezzo a un carnevale di paese con le maschere. »Des yeux couleur d’enfants« si apre con una sezione strumentale incisiva, grazie a una frase di chitarra tagliente e a ondate ampie, tinte di mellotron, che insieme evocano un ambiente epico-rustico. Christian si conferma ancora una volta con una prova vocale immedesimata e variopinta, dove non mancano rovesciamenti emotivi infuocati. Qui le influenze dei King Crimson classici, soprattutto per le dense onde di mellotron e le sezioni ambientali cupe, sono le più evidenti di tutto »Par les fils de Mandrin«, anche se Brezovar ha un approccio chitarristico completamente diverso da quello di Robert Fripp.

»Atlantis« è l’unico pezzo dell’album per cui anche chi non capisce una parola di francese può intuire dal titolo più o meno di cosa parla il testo. L’ascesa e la caduta della civiltà atlantidea ‘raccontate’ dalla voce teatrale e camaleontica di Christian sono accompagnate da suoni di gocce d’acqua e da arrangiamenti sinfonici sottilissimi. Con il possente assolo di chitarra che arriva negli ultimi respiri del brano, si leccheranno i baffi ancora oggi tutti gli amanti dei finali trionfali.

»Hymne à la Vie«, quasi dieci minuti, è, come dice già il titolo, un inno epico nel vero senso dell’espressione. Allo stesso tempo è la composizione più complessa dell’album, che si apre in modo pacato, con una sezione decisamente positivista, dove la voce di Christian sta su un registro un po’ più alto, accompagnata da accordi pastorali di chitarra acustica e da trame di sintetizzatore a strati. Nel seguito, dove per un attimo entra anche la fisarmonica, la voce assume dimensioni ancora più passionali del solito, mentre tutta la band prepara il terreno per un finale trionfale, in mezzo al quale dominano arrangiamenti epici. Questi creano l’atmosfera festosa di una tipica celebrazione francese, con tanto di passeggiata obbligata sotto l’Arco di Trionfo di Napoleone.

»Par les fils de Mandrin« si colloca nel giusto mezzo dei classici album degli Ange, il che significa che la band ha mantenuto la solidità sonora dei traguardi passati e ha creato alcune delle sue composizioni migliori. In Francia, soprattutto negli anni Settanta, gli Ange erano parecchio popolari, mentre non sono mai riusciti a conquistare il mercato britannico, dove volevano sfondare a tutti i costi. Il motivo principale del flop stava nei testi in francese, e non li ha aiutati nemmeno il fatto che, eccezionalmente, »Par les fils de Mandrin« l’abbiano registrato anche in versione inglese. Chissà, forse il risultato sarebbe stato migliore se si fossero decisi a fare questa mossa fin dall’inizio della carriera. Questa versione inglese di »Par les fils de Mandrin«, intitolata »By the Sons of Mandrin«, registrata esclusivamente per il mercato britannico, è oggi una grande rarità. Gli Ange l’hanno pubblicata su CD solo nel 2003.

Formazione

Christian Decamps – voce, piano, percussioni, fisarmonica
Francis Decamps – organo, sintetizzatore A.R.P., mellotron, cori
Jean Michel Brezovar – chitarra elettrica, chitarra acustica, cori
Daniel Haas – basso, chitarra acustica
Jean Pierre Guichard – batteria, percussioni, armonica a bocca, cori

Produzione

Philips Records e Claude Bibonne

Tracklist

1.Par les fils de Mandrin (4:48)
2. Au café du Colibri (4:02)
3. Ainsi s’en ira la pluie (6:08)
4. Autour du feu (3:06)
5. Saltimbanques (3:36)
6. Des yeux couleur d’enfants (4:20)
7. Atlantis – Les Géants de la 3ème lune (5:05)
8. Hymne à la Vie (9:44)
a. Cantique (4:16)
b. Procession (3:52)
c. Hymne (1:37)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito utilizza i cookie per offrire il servizio web, i sistemi pubblicitari e le funzionalità che senza cookie non potremmo fornire. Visitando e utilizzando il sito, accetti l’uso dei cookie. Accetta Leggi tutto

Privacy e cookie