Punk Rock Holiday Warm-Up: sempre verde sull’Isonzo
Luogo: Tolmin
Data del concerto: 04.08.2014
Da 4 anni il Punk Rock Holiday si prende con orgoglio il suo posto tra i festival punk rock più grossi dell’Europa orientale. Ogni anno lo frequenta un’umanità variopinta: teenager ossessionati da ogni trend possibile, fan locali sfegatati e personaggi che di solito trovi solo nei racconti da paese. Due palchi, uno vicino alla confluenza tra la Tolminka e l’Isonzo, l’altro nascosto nel campeggio, offrono un’ampia scelta tra nomi affermati e talenti meno conosciuti.
E non è ancora tutto: il campeggio sta abbracciato a Tolmin, accanto al gelido Isonzo, che garantisce una rapida riabilitazione dopo una notte (o una mattina) di stage diving. Se nemmeno quello ti basta, prova la fortuna alle bancarelle di cibo vegano fresco. Dopo la rigenerazione culinaria, preparati a una notte di follia sotto un palco senza transenne: il main stage ti lascia buttarti dal palco senza alcun ostacolo. Il Punk Rock Holiday non è un festival proprio normale, ma un mix di musica, entusiasmo collettivo e caos assoluto.
Dopo il tipico protocollo del ritiro del biglietto, giù di corsa a montare la tenda in campeggio e poi una leggerissima doccia di pioggia di Tolmin. I Morning Glory hanno aperto tutto il programma senza troppi fronzoli. Un trio con tante sfumature street punk, ma anche qualche momento più sporco (grazie all’energia delle chitarre), che si è semplicemente attaccato agli strumenti e, senza pensarci due volte, ha sparato i suoi 40 minuti di materiale. Durante il loro set la folla ha guadagnato sempre più teste, anche se la gran parte si concentrava sulle bancarelle vegane accanto al palco. Un set un po’ rigido, ma bravi i ragazzi ad aver cavalcato il palco con energia e grinta.
Un giretto più breve attorno al campeggio ed era già chiaro che la serata stava appena entrando nel vivo. Sempre più creste fluorescenti si dirigevano verso il beach-stage, in quell’attesa elettrica di un bel festone. E i Pigs Parlament hanno servito esattamente quello. Ero appena tornato sul posto e la band punk dei Brda già regnava sul palco con il wine bong. Un bel po’ di peso l’ha messo la loro compagnia di accompagnamento, in un modo o nell’altro: dallo stage diving fino a tracannare vino da un tubo da giardino. Il seguito ha decisamente aiutato, perché presto anche tutti gli altri si sono uniti al caos generale. Con i PP il loro modo particolare di stare sul palco ha infiammato ancora di più il mosh-pit sotto il palco; la versione di Drunken Lullabies con il banjo ha spinto i festeggiamenti ancora più avanti. Nonostante qualche distrazione ogni tanto, i PP hanno messo il beach-stage bello in piedi, preparando ulteriormente il terreno per gli Evergreen Terrace.
La band della Florida ha un sound molto più massiccio e curato, un bel salto rispetto al wine-punk dei Brda. Il pubblico ha reagito subito al loro set completamente scatenato, ornato di riff che ogni tanto sfioravano il doom. La melodia dei cori e degli inserti di chitarra ha ammorbidito un po’ la faccenda, diluendo il lato troppo doom. La comunicazione tra gli Evergreen Terrace e il pubblico faceva venire la pelle d’oca; a ogni colpo, a ogni drop il cerchio di ascoltatori rispondeva con braccia al vento, stage diving, mosh e così via. Insomma, la band giusta per una serata di warm/up sul beach-stage, la cui musica risuona ancora per tutto il campeggio.
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