The Killer Instinct

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Autore: Peter Podbrežnik

Artista: Black Star Riders
Etichetta: Nuclear Blast
Uscita: 2015
Durata: 46:00
Voto: 4/5

Gli hard rocker americani Black Star Riders hanno iniziato il loro cammino come la tappa evolutiva successiva dei Thin Lizzy, dopo che l’ultima incarnazione della band aveva deciso di non usare il nome leggendario degli irlandesi per il nuovo album in studio. Il debutto dei Black Star Riders, »All Hell Breaks Loose« (2013), è stato un colpo di una qualità sorprendente, che per gran parte  dei pezzi ricordava i ‘vecchi, cari’ Thin Lizzy dell’era classica di Phil Lynott. I Black Star Riders sono riusciti a convincere tutti i nostalgici del rock classico e, in certi momenti ben scelti, quel primo disco aveva anche la giusta dose di sfumature hard rock moderne e di frasi di chitarra retro, tanto che non gli si poteva rimproverare di riciclare troppo. Per questo non è sembrato solo il prodotto abile di una tribute band dei Thin Lizzy di altissimo livello, guidata dal maestro della chitarra Scott Gorham, unico membro dei Black Star Riders che da giovane ha fatto sanguinare le corde accanto al leggendario Phil Lynott, ma il seguito logico di un’eredità magnifica.

Durante le registrazioni del successore di »All Hell Breaks Loose«, intitolato »The Killer Instinct«, i Black Star Riders hanno vissuto due cambiamenti importanti, che però non hanno inciso più di tanto sul sound del disco. Prima è arrivato un nuovo bassista, perché Robbie Crane (ex-Ratt, Lynch Mob) ha preso il posto di Marco Mendoza, poi un nuovo produttore, Nick Raskulinecz al posto di Kevin Shirley. Quest’ultimo, esattamente come il suo predecessore, altrettanto stimato, ha fatto un lavoro eccellente su »The Killer Instinct« con una produzione un po’ retro, così nel loro ultimo lavoro i Black Star Riders suonano al tempo stesso come una band hard rock moderna e come gli eredi spirituali della possente dinastia Thin Lizzy.

La maggior parte dei pezzi l’hanno scritta il cantante/chitarrista nordirlandese Ricky Warwick, che dal punto di vista vocale è una buona approssimazione di Phil Lynott, e il chitarrista Damon Johnson. Su tre brani li ha aiutati anche Gorham, e non è certo una sorpresa che siano proprio quelli che per stile somigliano di più ai Thin Lizzy classici. Il contributo di Warwick alla scrittura ha fatto sì che parecchi brani dell’album siano pervasi da un caratteristico respiro celtico, mentre i due veterani della chitarra si sono occupati delle inconfondibili armonie chitarristiche dell’indimenticabile lascito dei Thin Lizzy.

Tra i momenti più suggestivi di »The Killer Instinct« c’è senza dubbio la title track, uscita anche come primo singolo dell’album: con il suo approccio nonchalant e il ritornello melodico è sicuramente almeno in parte ispirata al motivo portante di »The Boys Are Back In Town«. Il fiuto della band per gli arrangiamenti nostalgici si conferma su »Finest Hour«, secondo singolo del disco, che è un mix perfetto di slancio sbruffone e ribelle e di pathos poetico, tipico della maggior parte dei classici dei Thin Lizzy. Gli amanti delle armonie a tre voci si godranno in particolare l’ascolto di »Soldiertown«, che contiene anche frasi di chitarra audaci, mentre i cori scanditi nel mezzo suonano un po’ dozzinali.

»Charlie I Gotta Go« è un altro esempio lampante di come Warwick riesca in modo splendido a rievocare il timbro di Lynott (qualcuno direbbe che è un falso davvero ben fatto), mentre il ritornello malinconico e le sottili parti di chitarra attingono ancora una volta al tesoro della band di cui Gorham fa parte da una vita. Con la ballata »Blindsided«, dove oltre alla chitarra acustica si sente, in dosi modeste, anche il melotron, i Black Star Riders sono riusciti in un esperimento interessante tra folk rock e rock classico, facendo rivivere un’autentica atmosfera celtica/irlandese. Non sarebbe male se in futuro si buttassero su altre imprese pastorali come questa, mostrando così anche il loro lato più sottile e meno appariscente.

Anche con »The Killer Instinct« i Black Star Riders portano avanti con successo la nuova fase dell’evoluzione dei Thin Lizzy, restando sempre fedeli alla formula vincente di scrittura e arrangiamento che ha fatto degli irlandesi delle leggende. A differenza del debutto, un po’ più esplosivo, stavolta Gorham e soci hanno messo in conto qualche momento più contemplativo, ed è questa la differenza sostanziale tra i due album. In futuro però servirà un po’ più di elasticità e di inventiva, perché si fa presto a cominciare a ripetersi, riciclando idee di arrangiamento già logore, e questo può portare in fretta a un ascolto noioso.

Formazione

Ricky Warwick – voce, chitarra
Scott Gorham – chitarra solista, chitarra ritmica
Damon Johnson – chitarra solista, chitarra ritmica, lap steel su “Finest Hour” e “The Reckoning Day”
Robbie Crane – basso
Jimmy DeGrasso – batteria, percussioni

MUSICISTA OSPITE:
Nick Raskulinecz – melotron e pedali Taurus su “Blindsided” e “You Little Liar”

Produzione

Nick Raskulinecz

Tracklist

1. The Killer Instinct
2. Bullet Blues
3. Finest Hour
4. Soldierstown
5. Charlie I Gotta Go
6. Blindsided
7. Through The Motions
8. Sex, Guns & Gasoline
9. Turn In Your Arms
10. You Little Liar

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