Primo atto del tour dell’orgoglio targato Zlatorog degli Šank Rock (2015)!

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Foto: Aleš Podbrežnik

Luogo: Lubiana / Križanke / Slovenia
Data del concerto: 05.05.2015
Pubblico: 2000
Prezzo del biglietto: 16,00€ (in prevendita) / 27,00€ (il giorno del concerto)

Alla fine ci siamo arrivati. Dopo il clamoroso ritorno degli Šank Rock con il concerto esclusivo a Laško l’anno scorso, era solo questione di tempo prima che la carovana degli Šank Rock si mettesse in marcia per un vero tour. Già all’inizio del 2015 gli Šank Rock avevano tastato il terreno con qualche concerto, e martedì alle Križanke hanno posato la prima pietra del tour dell’orgoglio targato Zlatorog, che nei prossimi due anni li porterà in giro per la Slovenia.

Qualche minuto dopo le otto e mezza di sera, davanti a una platea delle Križanke piuttosto piena, sono saliti sul palco i San Di Ego. Il quartetto di ottimi musicisti è già bello noto a chi frequenta i concerti da noi, visto che dall’uscita del debutto l’anno scorso bazzica parecchi palchi. Solo poche settimane fa li abbiamo visti anche all’Ortofest, dove hanno presentato per la prima volta dal vivo la nuova versione della struggente Julija di Mežek. I San Di Ego non si sono lasciati smontare per niente dalla marea di pubblico che saliva a gradoni sopra il palco – come sempre hanno portato a casa la loro parte con un sacco di professionalità e precisione, stavolta un po’ più breve rispetto ai concerti da soli, ma non per questo meno d’impatto. I loro pezzi originali hanno occupato, con nostro plauso, già quasi metà della scaletta. Il pubblico maschile ha potuto riposare gli occhi sulle belle ballerine che durante Domina hanno fatto compagnia al quartetto sul palco, ma la vera sorpresa è arrivata quando Aleksander Mežek è salito con la chitarra acustica, ha suonato e ha cantato la prima strofa della sua Julija. Poi i San Di Ego hanno proseguito da soli con la loro versione più tosta. Sergej Škofljanec stavolta non si è mostrato solo come cantante e chitarrista eccezionale, ma anche come pianista di talento. Dietro le sue tastiere è rimasto anche durante il medley di successi dei Queen con cui i San Di Ego hanno chiuso il set. Il pubblico li ha premiati con un caldo applauso, a dimostrazione che il nome San Di Ego sta facendo bella presa su chi va ai concerti in Slovenia.

Poi è arrivata la pausa, che in tanti hanno sfruttato per fare un salto al bancone, perché nella zona concerti delle Križanke era vietato portare dentro da bere. Dovevi comunque buttare giù in fretta un bicchiere di Laško, se non volevi perderti il seguito.

Il concerto degli Šank Rock si è annunciato con la già nota intro, durante la quale i membri della band salivano sul palco uno dopo l’altro salutando il pubblico. L’intro era accompagnata da un ricco ammiccare di fari e dal cambio di immagini sui tre grandi schermi dietro il palco. Lo spettacolo di immagini sui grandi schermi è andato avanti per tutto il concerto. Per cominciare gli Šank Rock hanno sparato Restart, il brano che annuncia la reunion e la ripartenza del cammino musicale della band. A giudicare da come cantava il pubblico, il pezzo ha già fatto presa sui fan. Nei primi pezzi il suono alle Križanke non era ancora ideale, poi i fonici hanno bilanciato i volumi degli strumenti sul palco e il pubblico ha potuto godersi fino alla fine un’acustica perfetta, che tra i grandi locali da concerto qui da noi si trova solo alle Križanke.

Dopo qualche vecchio successo gli Šank Rock hanno presentato per la prima volta dal vivo anche il nuovo singolo Ni sreče brez Rock’n’Rolla. I vecchi hit li hanno attraversati con mestiere e senza intoppi, ma la vera bravura gli strumentisti sul palco l’hanno mostrata nei loro assoli. Il primo a mettersi in mostra è stato Bor, che con le sue dita agili, insieme ai giochi di luce, scorreva le corde come un lampo durante You Smear  My Innocent Name sulla sua Ibanez. Il pubblico guardava il palco incantato e alla fine ha premiato Bor con un applauso fragoroso.

Il suono perfetto però non l’ha creato solo Bor: ci hanno contribuito tutti quelli sul palco. Dopo Počasi… je lepo di Matjaž e Lahka dama è toccato a Cveto Polak, che col suo basso non voleva restare indietro rispetto al collega. Anche le sue dita passeggiavano agili tra le corde grosse, su cui ha picchiato pure con la bacchetta da batterista. Il pubblico ha avuto anche un intermezzo acustico di Bor e Matjaž con Želim, da si tu, che i due hanno fuso con Jaz in ti. Entrambe le canzoni hanno aggiunto al concerto un pizzico di dolcezza e di sensibilità commovente, che con i suoni della chitarra acustica e la splendida melodia delle voci si è trasformata in una vera bomba emotiva. La voce di Matjaž Jelen era limpida come una lacrima e non ha battuto ciglio nemmeno per un attimo, per quanto sforzo servisse per sovrastare la sala che cantava a squarciagola. Poche voci reggono più di due ore di esibizione impeccabile e quella di Matjaž Jelen è decisamente una di quelle a cui non costa nessuna fatica.  

I ragazzi dominavano senza problemi il grande palco e la folla da duemila teste lì sotto. Ogni tanto qualcuno si perdeva un po’ tra le note sullo strumento, altre volte tra le parole di una canzone, ma ogni »variazione sul tema« di questo tipo la band l’ha rimessa in carreggiata con grande professionalità. Dopo un breve assolo di batteria di Roman hanno cominciato ad arrivare anche i primi ospiti. Durante la ormai quasi proverbiale Metulj a Matjaž si è unita al microfono Tinkara Kovač, durante Daj bolj na glas i 6 Pack Čukur, mentre Natalija Verboten ha cantato con Matjaž Hočeš nočeš. I ragazzi poi, con l’aiuto del pubblico che saltava come un matto, hanno cantato da soli Delam, kar paše mi e già durante il pezzo sul palco si vedevano i preparativi per un chitarrista in più. Presto lo abbiamo anche sentito, perché durante Jaz nimam noč za spanje alla chitarra si è unito agli altri il primo chitarrista della formazione, Zvone Hranjec, che ha suonato con gli Šank Rock tra il 1982 e il 1991. Dopo la mistica intro di Saša a Pravljica o mavričnih ljudeh è arrivata l’ultima sorpresa della serata, non prevista nemmeno dai membri della band – a Matjaž si è unita al microfono la nostra attuale sciatrice di gran lunga più forte, Tina Maze. Tina ha dimostrato che una buona preparazione mentale dello sportivo si riflette anche nella scioltezza sul palco, salendo con totale sicurezza davanti a una folla enorme con il microfono in mano. Con l’invito alla festa gli Šank Rock hanno chiuso la favola delle Križanke.

Dal concerto esclusivo degli Šank Rock a Laško è passato quasi un anno intero e possiamo essere contenti che non sia rimasto un incontro unico ed esclusivo. Se non hai ancora avuto occasione di vedere dal vivo le leggende slovene tornate in attività dopo la reunion, ce l’hai già martedì a Maribor, dove il tour prosegue – di nuovo in compagnia dei San Di Ego. 

Scaletta

SAN DI EGO:
1. Zadnji cent
2. To je to (za ta denar)
3. More Than A Feeling
4. Sonce je tam, kjer si ti
5. Stayin’ Alive
6. Domina
7. Julija
8. Queen mix

ŠANK ROCK:
1. Restart
2. Rockerji
3. Vzemi ali pusti
4. Puščava sna
5. Ni sreče brez Rock’n’Rolla
6. Maček
7. Tih’ bod’ in igraj
8. Ker te ljubim
9. TV
10. You Smear My Innocent Name
11. Hitro drugam
12. Počasi…je lepo
13. Lahka dama
14. Dobro in zlo
15. Želim, da si tu
16. Jaz in ti
17. Hvala za vse
18. Le 17
19. Laški pir
20. Metulj
21. Dej bolj na glas
22. Hočeš nočeš
—bis—
23. Delam, kar paše mi
24. Jaz nimam noč za spanje
25. Pravljica o mavričnih ljudeh
26. Pridite na žur

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