Dance Me This

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Autore: Peter Podbrežnik

Artista: Zappa, Frank
Etichetta: Zappa Records
Uscita: 2015
Durata: 48:20
Voto: 4.5/5

Ogni saga, per quanto sterminata, prima o poi finisce. Il progetto postumo »Dance Me This« è l’ultimo album in studio del grande Frank Zappa e contiene musica d’autore finora inedita, registrata quando questo indimenticabile artista e satirico della società era ancora in vita. Dopo le tante uscite postume in studio, arrivate per un bel pezzo dopo il suo addio, fa uno strano effetto pensare che l’incredibilmente ricca libreria di album in studio inediti di Frank si sia finalmente svuotata.

La vedova di Frank, Gail Zappa, e il suo The Zappa Family Trust continuano a far sì che il ricordo delle imprese del marito viva anche nel XXI secolo, tenendo così in vita in modo splendido il suo spirito musicale immortale: in futuro usciranno di sicuro ancora live e compilation di ogni tipo. A differenza della maggior parte degli altri artisti, dove gli album in studio postumi sono una specie di compilation rattoppate con roba ‘raccattata un po’ ovunque’, Frank – come se avesse già previsto la sua morte prematura – ha registrato in vita tutti questi dischi in studio, usciti addirittura per ventidue anni dopo il suo addio, affidandone la pubblicazione ai familiari.

Zappa ha registrato »Dance Me This« nel suo Utility Muffin Research Kitchen poco prima di morire, nel 1993, quando le sue capacità motorie cominciavano già a venire meno: per questo al synclavier lo ha aiutato Todd Yvega, con l’uso approvato dell’algoritmo ritmico desiderato. Proprio in quel periodo, nel bel mezzo di un tour americano, si trovavano in zona dei cantanti della repubblica di Tuva (Siberia meridionale, Russia), e Zappa ha usato volentieri i loro insoliti talenti vocali in alcuni brani di »Dance Me This«. Il tutto, come la maggior parte delle sue idee stravaganti, è venuto fuori benissimo. Difficile da credere, visto che si tratta di uno dei suoi traguardi più complessi e impegnativi da ascoltare in assoluto, ma Zappa aveva concepito »Dance Me This« come un moderno album dance, anche se la sua struttura musicale, le sfumature ritmiche e l’atmosfera onirica si addicono di più alla definizione che lui stesso ha dato più tardi del brano »Calculus«: ‘musica da scassinatori’.

Se qualcuno ha pensato che Frank per il gran finale avesse preparato al synclavier una specie di parodia sonora delle dance band moderne dei primi anni Novanta, si sbaglia di grosso: sono composizioni strumentali su cui non si riuscirebbe a ballare nemmeno in sogno, piene di ritmi spezzati e dissonanti, effetti sonori grotteschi e, ‘di conseguenza’, anche una breve ma importante improvvisazione di chitarra, mentre le voci di accompagnamento dei tre ospiti russi suonano come se qualcuno, ogni tanto, si mettesse a suonare il didgeridoo.

»Dance Me This« entrerà negli annali dei dischi più importanti di Zappa anche per un altro motivo: secondo le parole di suo figlio Dweezil, contiene l’ultima volta in cui Frank ha suonato la chitarra prima di morire. Questo assolo brevissimo, che dura solo pochi secondi, si trova nella title track, che è anche il brano d’apertura e, di tutto il materiale dell’album, quello che più si avvicina a quello che si potrebbe chiamare un pezzo rock.

L’album, praticamente di minuto in minuto, diventa sempre più avanguardistico e imprevedibile: il brano »Pachuco Gavotte«, intriso di atmosfere comiche, è solo il riscaldamento prima dell’esplosione di strani suoni ambientali. Il fulcro del disco è la suite »Wolf Harbor«, ‘fatta a pezzi’ in sei brani collegati tra loro, che per impostazione ricorda le conquiste del grande modello di Frank, il compositore d’avanguardia Edgar Varese, ovviamente usando tecnologia e produzione di prima classe, modernissime. In »Goat Polo«, pieno di una giocosità ritmica irresistibile, in primo piano ci sono gli eccentrici cantanti siberiani, mentre »Rykoniki« ricorda qualche brano dimenticato di »Jazz From Hell« (1986). In »Piano« Frank ha basato il synclavier sulla simulazione sonora di un pianoforte e ha suonato il tutto in modo velocissimo, ma allo stesso tempo sottile e ben ponderato. Il bellissimo brano di chiusura »Calculus« è condito da insoliti intervalli ritmici, con un algoritmo speciale usato con l’assistenza di Yvega, mentre al trionfale finale pensano gli ospiti vocali della Siberia.

»Dance Me This« è il centesimo disco uscito per Zappa Records, ma di certo non l’ultimo. D’ora in poi l’etichetta pubblicherà ‘solo’ live e compilation varie, il che significa che con questo album finisce definitivamente la serie delle uscite postume dei dischi in studio ancora inediti di Frank. Per tutti quelli che in qualche video hanno visto l’enorme archivio di registrazioni in studio di un uomo dai mille talenti, che ha respirato musica per tutta la vita, la lista del materiale inedito sembrava praticamente infinita, e qualcosa di inedito si troverà senz’altro ancora, ma per i dischi in studio purtroppo è davvero finita.

»Dance me This« è pieno di emozioni straordinarie, passioni di ogni tipo e classiche imprevedibilità sonore alla Zappa, oltre che di splendidi momenti ambient, ma di sicuro non è per tutti. Il suo contenuto musicale d’avanguardia, come nella maggior parte delle imprese di Frank, suona innovativo, se non visionario, cosa che apprezzeranno soprattutto i fan di lunga data, mentre per i ‘non iniziati’ al ‘mondo Zappa’ sarà un osso piuttosto duro: rientra tra i suoi esperimenti più ‘spaziali’ e come stile è ancora il più vicino al primo album postumo, »Civilization Phaze III« (1994).

Formazione

Frank Zappa – synclavier, chitarra
Todd Yvega – algoritmo e assistenza al synclavier
Anatolii Kuular – voce
Kaigl-Ool Khovalyg – voce
Kongar-Ool Ondar – voce

Produzione

Frank Zappa

Tracklist

1. Dance Me This (2:01)
2. Pachuco Gavotte (3:27)
3. Wolf Harbor (8:02)
4. Wolf Harbor II (6:53)
5. Wolf Harbor III (6:09)
6. Wolf Harbor IV (3:38)
7. Wolf Harbor V (3:09)
8. Goat Polo (3:04)
9. Rykoniki (1:59)
10. Piano (7:09)
11. Calculus (2:49)

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