Songs From The North I,II & III

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Autore: Primož Novak

Artista: Swallow The Sun
Etichetta: Century Media
Uscita: year_month
Durata: CD 1: 59:16, CD 2: 42:33, CD 3: 51:57
Voto: 4/5

Stavolta i finlandesi Swallow the Sun, band doom/death metal, hanno voluto fare un vero salto evolutivo nella loro carriera. L’annuncio di un triplo album è senza dubbio un tentativo audace. I tripli album sono pochissimi, e anche in quei casi di solito si tratta di documenti live o di compilation. Una roba del genere viene in mente solo a chi ha qualche idea di troppo o semplicemente non sa fare selezione. Come esempio si può citare Frank Zappa, che ha diviso l’album Joe’s Garage in tre parti. Ma di casi simili non ce ne sono molti, soprattutto nel mondo del metal.

Con questo triplo album gli Swallow the Sun mettono al centro oscurità, bellezza e disperazione. La loro ricetta qui è proposta nella versione più dilatata di sempre. Il chitarrista Juha Ravio, principale autore delle musiche, racconta che oggi la musica si è trasformata in un’industria del fast food. Tutto si basa sul »loadare« un singolo brano, con cui la gente si fa un’idea dell’album, e così il concetto stesso di formato album si è perso, cosa che in effetti è vera. La musica si consuma come un hamburgerino del McDonald’s o un caffettino di Starbucks. Visto lo stato attuale del formato album, bisogna riconoscere che gli Swallow the Sun con questo lavoro hanno ottenuto parecchio. Tra l’altro sono anche riusciti a convincere un’etichetta come la Century Media a pubblicare tutto questo mastodonte in un colpo solo.

L’album è quindi diviso in tre parti sensate, che sono legate tra loro solo fino a un certo punto:

Oscurità

La prima parte di Songs From The North ci presenta la band così come la conosciamo meglio. Il tutto ricorda parecchio i dischi usciti dopo Hope (2007), quello che ha tirato la band fuori dall’underground e le ha dato una maggiore riconoscibilità. Si tratta di un sound dai toni più melodici, che si affida a soluzioni doom/death metal e ogni tanto anche a qualche tocco black metal. Le voci sono dinamiche, i cantati melodici non suonano malinconici per tutto il tempo. Per esempio nel ritornello di Rooms and Shadows la voce è piacevole, anche se l’intero album è avvolto da un’aura un po’ più malinconica. Ogni tanto si infilano anche delle voci femminili, e così la varietà vocale diventa ancora più convincente. Questo rafforza l’atmosfera, che per buona parte è definita dalle tastiere. Anche il tempo non è tipicamente rallentato, anzi c’è parecchio mid-tempo, che dà l’impressione di una varietà ancora maggiore. La prima parte di sicuro piacerà a chi conosceva già la band, ma può conquistare anche qualche nuovo ascoltatore. Probabilmente non serve nemmeno sottolinearlo: la prima parte è la più convincente di tutto l’album e sarà quella che ti ritroverai a rimettere su più spesso.

 

Bellezza

Con la seconda parte di questo monumentale album gli Swallow the Sun mostrano il loro lato delicato, che prima non era mai stato presente fin dall’inizio. Qui il disco vira su toni più acustici. In precedenza la band aveva mostrato calma e dolcezza solo con qualche brano, come This Cut Is the Deepest nel predecessore Emerald Forest and the Blackbird del 2012. La seconda parte dimostra che la band ha senza dubbio allargato i propri orizzonti, come prima di loro hanno fatto gli Opeth con Damnation, i Borknagar con Origin e altri. Insomma, la seconda parte di Song From The North è soprattutto piacevole all’ascolto, anche se ha tanti momenti malinconici. I pezzi sono più brevi e anche più semplici. La voce è decisamente più melodica, ogni tanto si sente anche una voce femminile aggiuntiva che dà un tocco ancora più emotivo, risultato ottenuto anche grazie alle tastiere. La seconda parte è senza dubbio una piacevole tregua dopo la prima, più incisiva, e al tempo stesso una preparazione alla parte più morbosa dell’album.


Disperazione

La terza parte di questo monumentale album è senza dubbio piuttosto faticosa. Tutto è rallentato. Il chitarrista Juha Ravio ha detto che come modello possiamo prendere il brano Doomed to Walk the Earth dall’album Hope (2007). La morbosità tocca il culmine con ritmi lenti e pesanti e riff ripetitivi, tipici del funeral doom metal. Le tastiere hanno un carattere inquietante, mentre la voce è un ringhio più profondo che nella prima parte. La band dichiara che si tratta del lavoro più estremo della sua carriera, e su questo davvero non avremmo nulla da obiettare. Fino a un certo punto la terza parte di Songs From The North è accettabile, ma verso la fine si capisce che il tutto è un po’ troppo lungo e tirato per le lunghe senza necessità: qualche pezzo si sarebbe anche potuto lasciare fuori. Qui si sente anche solo l’esagerazione e l’ossessione della band di fare un lavoro davvero speciale, ma è difficile parlare di vette particolari, anche se l’idea è senza dubbio interessante.

Il disco più monumentale degli Swallow the Sun, che dura più di due ore e mezza, non si consuma come un hamburger del McDonald’s, ma piuttosto come un lauto pranzo della domenica. L’album, con tutte e tre le parti, mostra che la band ha rischiato molto e ha dimostrato di non avere limiti. Allo stesso tempo mostra anche l’ampiezza del doom metal, che è spesso oggetto di stereotipi. Se ne sia valsa la pena, è invece una questione di tempo. Certi album hanno bisogno di parecchio tempo per lasciare il segno sul pubblico.  

Formazione

Mikko Kotamäki – voce
Juha Raivio – chitarra
Markus Jämsen – chitarra
Aleksi Munter – tastiere
Matti Honkonen – basso
Juuso Raatikainen – batteria

Tracklist

CD 1:

1. With You Came the Whole of the World’s Tears
2. 10 Silver Bullets
3. Rooms and Shadows
4. Heartstrings Shattering
5. Silhouettes
6. The Memory of Light
7. Lost & Catatonic
8. From Happiness to Dust

CD 2:

1. The Womb of Winter
2. The Heart of a Cold White Land
3. Away
4. Pray for the Winds to Come
5. Songs from the North
6. 66°50´N,28°40´E
7. Autumn Fire
8. Before the Summer Dies

CD 3:

1. The Gathering of Black Moths
2. 7 Hours Late
3. Empires of Loneliness
4. Abandoned by the Light
5. The Clouds Prepare for Battle

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