Solidarity – Live in Konin
Autore: Peter Podbrežnik
Artista: Galahad
Etichetta: Oskar
Uscita: 2015
Durata: 93:25
Voto: 4.5/5
Nel 2015 i neoprogster Galahad hanno festeggiato trent’anni di carriera, tra le altre cose con un doppio album dal vivo, »Solidarity – Live in Konin«. Il disco è stato registrato nella città polacca di Konin, e non è un caso: i polacchi sono tra i fan più scatenati e rumorosi di questi cult del neoprog britannico. Quella sera i Galahad erano in forma smagliante, e il merito va soprattutto al carismatico cantante Stuart Nicholson, unica costante della band dal 1985, se non si conta il chitarrista Roy Keyworth. Quest’ultimo nel 1998 salutò la band per pochi mesi appena e già l’anno dopo era di nuovo a bordo.
I due membri originali hanno ancora un ruolo chiave nel costruire il tipico suono Galahad, mentre il tastierista Dean Baker ha il merito di aver svecchiato in modo decisivo il sound della band nel XXI secolo, quando nei dischi più recenti sono arrivati anche elementi di musica elettronica e pattern trance, fusi con sorprendente successo con un approccio più incisivo al rock progressivo. Così il loro suono è diventato molto più riconoscibile rispetto a quello delle band affini. Per tutta la durata della registrazione l’intera band ‘passeggia’ con grande sicurezza tra i vari capitoli della sua carriera, regalando qua e là sorprese improvvisate e inattese, come la parte centrale di »Empires Never Last«, dove infilano un breve inserto jazz.
Uno dei picchi di questa registrazione è senza dubbio la suite di 13 minuti »Sleepers«, che con i suoi arrangiamenti sinfonici grandiosi, i cambi di tempo folli e i passaggi di chitarra metal è forse addirittura il lavoro artisticamente più compiuto di tutta la loro produzione finora, e che dovevano suonare per forza, se volevano accontentare i matti scatenati del pubblico polacco. Il canto di Nicholson, a cui gli anni sul palco praticamente non si sentono, è eccezionale dall’inizio alla fine e merita una menzione speciale, soprattutto per l’interpretazione incredibilmente sentita di »This Life Could Be My Last«.
Questo doppio live farà impazzire tutti gli appassionati di neoprog, perché abbraccia con grande efficacia tutti i capitoli chiave della storia dei Galahad, e passando da un brano all’altro si sente chiaramente come il loro suono si sia evoluto negli anni. Mentre »Painted Lady« è una dimostrazione del neoprog primordiale degli anni Ottanta, alcune esecuzioni dei pezzi più recenti, soprattutto dall’album »Empires Never Last« (2007), rappresentano il periodo in cui i Galahad hanno iniziato a flirtare col metal progressivo e la loro musica è diventata molto più incisiva e cupa. Per chiudere in bellezza il concerto, i Galahad suonano il loro brano più amato, »Seize The Day«, che è anche la dimostrazione perfetta dello stile moderno, intrecciato ai pattern trance.
»Solidarity – Live in Konin« è un acquisto obbligato per ogni fan dei Galahad: un live splendido che ritrae la band com’è e com’è stata, e che celebra come si deve i trent’anni di carriera. Qualcuno magari sentirà la mancanza di più pezzi del periodo iniziale, come »Richelieu’s Prayer«, ma i brani scelti sono suonati così bene che della ‘preistoria’ dei Galahad non si sente proprio il bisogno.
Formazione
Stuart Nicholson – voce
Roy Keyworth – chitarra
Spencer Luckman – batteria
Mark Spencer – basso
Dean Baker – tastiere
Produzione
Karl Groom
Tracklist
CD1
1. Salvation I – Overture
2. Salvation II – Judgement Day
3. Guardian Angel
4. Empires Never Last
5. Secret Kingdoms..
6. ..And Secret Worlds
7. Singularity
CD2
1. Beyond the Barbed Wire
2. This Life Could Be My Last
3. Sleepers
4. Guardian Angel – Reprise
5. Painted Lady
6. Seize the Day
DVD
1. Salvation I – Overture
2. Salvation II – Judgement Day
3. Guardian Angel
4. Empires Never Last
5. Secret Kingdoms..
6. ..And Secret Worlds
7. Singularity
8. Beyond the Barbed Wire
9. This Life Could Be My Last
10. Sleepers
11. Guardian Angel – Reprise
12. Painted Lady
13. Seize the Day