At Wild End
Autore: Peter Podbrežnik
Artista: Bass, Colin
Etichetta: Wild End Records
Uscita: year
Durata: 56:42
Voto: 3/5
Il bassista e cantante britannico Colin Bass è conosciuto dagli appassionati di rock progressivo soprattutto come membro della leggendaria band Camel, in cui suona dal 1979: questo significa la seconda anzianità più lunga del gruppo, subito dopo il fondatore e boss Andy Latimer, se non si conta il breve stop del 1982, quando fu sostituito per un po’ da David Paton (ex-Pilot, The Alan Parsons Project). La carriera solista di Bass va avanti dal 1988, mentre con il progetto 3 Mustaphas 3 esplora da anni la world music, che accanto al rock progressivo è il suo primo amore musicale. Alcuni dischi, pensati apposta per il mercato indonesiano, dove ha avuto perfino un certo successo, Bass li ha registrati con il nome Sabah Habas Mustapha, a dimostrazione eloquente della sua fascinazione per la musica del Vicino e dell’Estremo Oriente.
»At Wild End« è il suo ultimo album solista, uscito nello stesso anno in cui con i Camel ha portato a termine un’ottima tournée europea. Ci suona come ospite anche Andy Latimer, alla chitarra e alle tastiere, quindi è un motivo in più per i fan dei Camel per dargli un ascolto, anche se nel complesso il disco lascia impressioni piuttosto contrastanti. Dal punto di vista strumentale e degli arrangiamenti è un lavoro molto curato, ma in tutto l’album domina un tempo lento, con tanta chitarra acustica e un’atmosfera più o meno malinconica, quindi »At Wild End« non è certo adatto a ogni occasione, soprattutto se l’ascoltatore si trova per caso in uno stato depressivo. L’atmosfera ‘luttuosa’ che avvolge tutto il disco si sente già nell’opener »Return to Earth«, dedicata al tastierista dei Camel scomparso da poco, Guy LeBlanc. Uno dei rari momenti più vivaci è »In Another Time« con il suo battito blues, dove non si possono non riconoscere le inconfondibili variazioni chitarristiche di Latimer. Anche i singoli elementi di world music negli strumentali »Szegereli Eternal« e »Bubuka Bridge« non sono una sorpresa
Bass è anche ben consapevole dei suoi limiti vocali e, con l’aiuto frequente dei cori, si tiene su tempi pacati, senza ‘tirare troppo la corda’, mentre le parti di chitarra di Latimer, che nel disco non sono molte, si riconoscono al volo. Il pezzo migliore è la title track, piazzata proprio in chiusura e anche l’unica che, soprattutto grazie all’assolo di chitarra di Latimer e alle splendide armonie vocali, è abbastanza valida da far venir voglia alla maggior parte dei fan dei Camel di rimetterla su più di una volta.
Colin Bass con »At Wild End« non farà impazzire quasi nessun fan dei Camel, anche se dal punto di vista di arrangiamenti, testi e strumentazione è un risultato più che dignitoso, con cui ha detto esattamente quello che voleva dire. Un po’ più di vivacità ed eclettismo a »At Wild End« non avrebbero fatto male. Avrebbero sicuramente avvicinato il disco al pubblico di riferimento di Colin, cioè i fan del prog, perché il tutto, nonostante qualche lampo e alcune idee interessanti, finisce presto per annoiare.
Formazione
Colin Bass (Camel) – basso, chitarra, voce, tastiere
MUSICISTI OSPITI:
Andrew Latimer (Camel) – chitarra, organo, tastiere
Kim Burton – piano, pianoforte, accordion, kaval, cifteteli
Dave Stewart – batteria
Sian James – arpa gallese
Ben Mandelson – chitarra, arpa, scacciapensieri ungherese
Alan Prosser – chitarra
Jenn Williams – fischietto
Lisa Jen Brown – cori
John Lawrence – cori
Nigel Watson – cori, percussioni
Produzione
Colin Bass
Tracklist
1. Return to Earth (4:30)
2. We Are One (5:55)
3. Walking to Santiago [6:46]
4. Waiting for Someone (4:10)
5. In Another Time (1:48)
6. Szegereli Eternal (4:53)
7. Darkness on Leather Lake (5:03)
8. Bubuka Bridge (1:54)
9. If I Could Stay (5:59)
10. Girl From the Northwest Country (4:35)
11. Up at Sheep’s Bleat (2:51)
12. At Wild End (8:12)