Hot Club Piran
Autore: Aleš Podbrežnik
Artista: Teo Collori & Momento Cigano
Etichetta: Celinka
Uscita: 2015
Durata: 38:17
Voto: 4/5
L’album »Hot Club Piran« apre un nuovo capitolo nella carriera di Teo Collori, stimato chitarista del Litorale con una solida formazione jazz. Sul talento musicale e sul modo stratificato in cui questo musicista sente la musica non ci sono dubbi. Dopo una decade di esperienza accumulata in formazioni diverse, il veterano si è guadagnato un posto nella band di supporto di Magnifica, collabora con gli alter-rocker Eskobars e non molto tempo fa ha pubblicato con Metod Banko un disco davvero interessante, »Pesem o morju«. Con il nuovo progetto, dove lo affianca una squadra di musicisti eccellenti, il nostro mette finalmente sul tavolo le sue doti jazz e si butta a capofitto nel »gypsy swing«.
L’album »Hot Club Piran« è, come detto, interamente dedicato a una cavalcata nel solco del »gypsy swing«, e Collori e compagni affrontano nove brani, tutti originali, restando fedeli all’assioma »meno è meglio«: la sostanza viene servita con misura, non in modo esibizionista. Insomma, qui non c’è spazio per ficcare escursioni sosoliste negli arrangiamenti, cosa che potrebbe portare a un caos musicale. No. La band è concisa, ponderata in ogni mossa. Piuttosto avara di momenti solisti, invece di lanciarsi senza freni nelle improvvisazioni. Il nome di Jean “Django” Reinhardt aleggia sensatamente su ogni istante del disco, anche se bisogna fare i complimenti a Collori per essere riuscito a costruire un album senza una sola, singola cover, cosa che oggi, nei dischi simili che bazzicano il gypsy swing, è più l’eccezione che la regola.
L’album »Hot Club Piran« è un prodotto di ascolto facilissimo, che era poi l’intento di base di Teo Collori: consegnare un documento musicale che arrivi a tutti. Al pubblico profano come agli intenditori più esigenti. L’intreccio di violini, chitarra, clarinetto e sassofono è compatto, flessibile, calibrato nell’equilibrio delle improvvisazioni, e allo stesso tempo vivacemente dinamico e di carattere leggero e rilassato. I brani sono per lo più suonati a velocità media, ma c’è spazio anche per momenti di ballata più sottili e per qualche valzer. Nessuno dei musicisti »esplode« sul proprio strumento, cosa che sarebbe invece un tratto obbligato dell’approccio di un Vasko Atanasovski, perché stavolta è »vietato«. I pezzi sono costruiti in modo da non reggere il delirio solista. L’esibizionismo da corsa dei virtuosi, su questo disco, è decisamente andato in bancarotta.
»Hot Club Piran« ha un richiamo storico, catturato nel soffio giocoso e nelle folate della brezza di Pirano di oggi. Ha un fascino riconoscibile, un carattere, un suo dossier musicale. La produzione è calda, senza pretese, piacevole, naturalmente armoniosa. La band ha registrato l’album in un colpo solo, sul modello di un’esibizione dal vivo in studio, il che regala al suono catturato la giusta finezza e un tocco di autenticità totale. I brani portano un sentimento malinconico e, insieme, una dose di serenità solista piena di momenti scherzosi, che tengono in un equilibrio seducente gli umori catturati dal disco. Un risultato bellissimo e privo di pesi, che puoi mettere su quando vuoi, in qualunque faccenda di giornata!
Formazione
Matej Kužel – clarinetto
Matija Krečič – violino
Mauro Freschi – chitarra
Nicola Burbon – contrabbasso
Teo Collori – chitarra
MUSICISTI OSPITI:
Lenart Krečič – sax soprano nei brani n. 4 e 9
Klemen Bračko – viola nel brano n. 6
Tilen Artač – violoncello nel brano n. 6
Produzione
Sašo Fajon
Tracklist
1. Chase
2. Tony Mitraglia
3. Earnie
4. One moon no sun
5. Luna
6. Cara negri theme
7. Pierrot
8. Zheton
9. Leonardo Molto Cigano