Tsar

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Autore: Aleš Podbrežnik

Artista: Almanac
Etichetta: Nuclear Blast
Uscita: 2016
Durata: 52:22
Voto: 3.5/5

Victor Smolski è oggi considerato nel mondo del metal uno dei nomi più stimati quanto a capacità di scrittura e, senza dubbio, a virtuosismo chitarristico. Musicista dalle mille sfaccettature, che padroneggia un sacco di strumenti, l’anno scorso ha lasciato a sorpresa i power metaller tedeschi Rage, con cui aveva passato gli ultimi 16 anni di carriera. In un comunicato ufficiale Smolski ha scritto semplicemente che negli ultimi anni lui e il capo dei Rage, Peter Peavy Wagner, si erano allontanati così tanto sia sulla visione musicale sia sul piano personale che non era più possibile trovare un linguaggio comune per continuare a lavorare insieme.

Il mitragliatore bielorusso della chitarra, nonché compositore, ha così avviato un nuovo progetto e una nuova band, battezzata Almanac. Il debutto in studio »Tsar« è nato in un lampo. Velocissimo, proprio. Smolski si è circondato di una squadra di musicisti eccezionali, che in passato si sono già fatti valere nei rispettivi campi, e tra loro spiccano soprattutto i cantanti Andy B. Franck (Brainstorm) e David Readman (Voodoo Circle, Pink Cream 69 ).

Visto che Smolski è un musicista formato a tutto tondo, diciamo pure più elegantemente "colto", e che il suo percorso musicale fin dai primi passi è indissolubilmente legato e intrecciato alla musica classica, »Tsar« porta con sé, com’era prevedibile, una specie di opera metal cucita addosso a tutti gli incalliti powermetallari che puntano tutto su pomposità epica e sinfonismo incrociati con la botta heavy metal, il tutto condito, a mo’ di spezia, da elementi folkloristici della musica tradizionale bielorussa.

A dirla tutta, con l’album »Tsar« Smolski non »scopre l’acqua calda«. Ha messo insieme un gruppo di brani che, nella costruzione dei fraseggi chitarristici, partono da ciò che Smolski ci aveva già mostrato al suo arrivo nei Rage e nei primi passi compiuti come compositore con quella band. Si può dire che »Tsar« sia innanzitutto un disco molto ponderato e prudente, con cui Smolski vuole tenersi buone le folle power metal che si è conquistato con la gavetta passata nei Rage. Ad essere onesti, con le sue idee ha co-creato l’era più fertile e creativa della carriera di questa leggendaria formazione di Amburgo, che Peavy con la nuova squadra farà fatica a superare in futuro.

Insomma, con il debutto »Tsar« e il progetto Almanac Smolski offre una formula musicale collaudata e non sorprende in nulla. Per questo il disco suona spesso da cliché e richiama di continuo progetti simili impostati come opera metal, mentre i fraseggi di chitarra, come detto, sono costantemente imparentati con i lavori che Victor ha co-creato con i Rage. La base ideale da cui far partire Almanac, in termini di visione musicale, va cercata nell’ultima collaborazione di Smolski con la Lingua Mortis Orchestra di Praga, per cui ha composto interamente la musica dell’album »LMO«, dove i Rage compaiono più o meno solo nel ruolo di comparse.

Di sicuro Almanac è una storia nuova, credibile in tutto, per autorialità e idee. I tre cantanti principali sono distribuiti in modo equilibrato tra i ruoli che ricoprono, e la chimica tra orchestra sinfonica e missione del metal ancora una volta convince. Allo stesso tempo è interessante che Smolski non si sia avventurato verso acque sperimentali, ma abbia preferito tenersi stretto il dossier 100% power metal del nuovo progetto, cioè quello per cui è stimato e riconosciuto nell’universo metal. Per questo con »Tsar« terrà di sicuro incollato a sé il pubblico, quello che l’ha conosciuto e accolto in pieno grazie al lavoro svolto con i Rage. D’altra parte uno si ritrova a chiedersi di nuovo: »Ma che ti prende, Viktor? Con tutto il talento che hai, è un peccato sprecarti in un metal da cliché«. C’è il jazz, ci sono campi inesplorati di sperimentazione musicale d’avanguardia. Vabbè, comunque. Al ragazzo questa posizione evidentemente piace, ed è giusto che la segua e che ci resti.  Il prezzo da pagare è ovviamente una marea di cliché consumati e di frasi già sentite, che ogni tanto si prendono la scena, disturbando e scuotendo la credibilità del prodotto stesso. È evidente che Smolski scrive musica nuova troppo in fretta e che per ora la conoscenza della musica classica lo limita, mentre lui si sente comodissimo e al sicuro, spaparanzato sul divano dei cliché power metal.

E chi è lo “Tsar”? Ivan il Terribile, ovviamente. 

Almanac – Self Blinded Eyes (video):

 

Formazione

Victor Smolski – chitarra, tastiere
Andy B. Franck – voce
David Readman – voce 
Jeanette Marchewka – voce 
Enric Garcia – tastiere
Michael Kolar – batteria
Armin Alic – basso

Produzione

Victor Smolski

Tracklist

1. Tsar (7:48)
2. Self-Blinded Eyes (6:00)
3. Darkness (1:17)
4. Hands Are Tied (5:48)
5. Children Of The Future (5:19)
6. No More Shadows (8:19)
7. Nevermore (4:40)
8. Reign Of Madness (6:31)
9. Flames Of Hate (6:35)

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