Tales from the Twilight World
Autore: Peter Podbrežnik
Artista: Blind Guardian
Etichetta: Virgin Records
Uscita: 1990
Durata: 40:45
Voto: 4.5/5
»Tales from the Twilight World«, terzo album in studio dei campioni power/prog metal di Amburgo Blind Guardian, è stato senza dubbio il traguardo più importante della loro carriera variopinta: qui hanno messo un freno netto alle influenze speed e thrash che dominavano i primi due dischi e, allo stesso tempo, hanno rifinito a dovere il loro stile inconfondibile. Quello stile, all’inizio dei Novanta, era ancora più vicino a un power metal epico; più avanti, soprattutto per la maggiore presenza di arrangiamenti sinfonici, ha iniziato ad assumere anche tante sfumature prog, ma le influenze speed sono rimaste in giro ancora per anni, soprattutto nella base ritmica. Si può dire che proprio con questo disco, ponte tra lo stile degli esordi e le imprese successive, i Blind Guardian abbiano trovato in qualche modo il loro ‘terreno solido’ e una visione sonora tutta loro, che poi hanno spinto sempre più avanti da un album all’altro. Con »Tales from the Twilight World«, pieno di classici Blind Guardian indimenticabili che sono diventati un punto fisso dei loro concerti, si sono finalmente guadagnati rispetto e considerazione anche fuori dalla Germania, soprattutto in Europa centrale e in Giappone.
Anche stavolta, sui classici »Lost In The Twilight Hall« e »The Last Candle«, i quattro Blind Guardian hanno avuto una mano da un ospite d’eccezione: il loro ‘mentore’ del power metal Kai Hansen (Gamma Ray, ex-Helloween), che stavolta si è portato dietro il suo vecchio compare Piet Sielck. Hansen e Sielck avrebbero poi unito le forze con lo storico batterista dei Blind Guardian Thomas Stauch nella formazione originale degli Iron Savior. »Tales from the Twilight World« nel complesso mostra un salto di stile e di maturità gigantesco, quello fatto dai Blind Guardian in meno di tre anni dall’uscita del loro esordio, dal colore smaccatamente speed metal. Hansi Kürsch in questo periodo ha migliorato a fondo la tecnica vocale e ha cominciato a imporsi come uno dei migliori cantanti metal anche a livello mondiale, mentre i due chitarristi hanno limato ancora la propria tecnica e hanno portato le tradizionali, ricchissime armonie corali, con una chiara influenza dei Queen.
Oltre alle classiche cataclismi ritmici speed metal e alle armonie di chitarra epiche, su »Tales from the Twilight World« la band ha iniziato a puntare sempre di più anche su arrangiamenti acustici e sinfonici, suonati con una sottigliezza fuori dal comune, tanto che ascoltando i singoli pezzi ti sembra davvero di viaggiare tra mondi fantasy e di fantascienza. I testi in gran parte fantasy e le influenze dei classici della letteratura sono diventati ancora più importanti nella loro musica, e proprio su questo disco hanno creato uno dei più bei omaggi musicali al capolavoro senza tempo ‘Il Signore degli Anelli’, uscito dalla penna del leggendario scrittore inglese J.R.R. Tolkien. Le opere di Tolkien sarebbero rimaste anche in futuro un’influenza importante, se non proprio fondamentale, sulla loro musica.
I Blind Guardian sono famosi ancora oggi per le aperture micidiali, tra cui spicca anche la carica energetica iniziale »Traveller In Time«. Il testo del brano si ispira a ‘Dune’, classico della fantascienza di Frank Herbert, già affrontato nel 1983 dagli Iron Maiden in »To Tame a Land«, dall’album »Piece of Mind«, e più avanti, per lo più con meno fortuna, da tante altre band metal. All’introduzione drammatica segue un passaggio possente verso la sezione epica, il cui sviluppo è dettato da armonie di chitarra eccellenti, dai potenti fill di batteria di Stauch e dall’approccio vocale epico di Hansi, con il picco in un ritornello fantastico. L’equilibrio tra la foga speed metal e l’epica power metal in questo capolavoro è praticamente perfetto ed è diventato in qualche modo il metro di paragone anche per le loro imprese successive. Anche »Welcome to Dying«, ispirata al romanzo fantasy di Peter Straub ‘Floating Dragon’, con i suoi cambi di ritmo senza compromessi e la sua atmosfera misteriosa si è presto imposta come classico amatissimo dal vivo. Il suo apice è un ritornello maestoso, con armonie vocali regali e un cataclisma di batteria a fargli da contorno, mentre le armonie di chitarra doppie sono una vera leccornia per tutti gli amanti del romanticismo metal della vecchia scuola. Segue il breve ma eccellente strumentale »Weird Dreams«, bella occasione per il grande chitarrista solista dei Blind Guardian Andre Olbrich per mettersi in mostra, con un assolo epico e colorato, come uno dei maestri assoluti del suo strumento nella scena metal europea.
La ballata power romantica »Lord of the Rings« è uno dei pezzi più conosciuti e amati della storia dei Blind Guardian. La cosa più insolita di questo capolavoro a trazione acustica e orchestrale è la durata: poco più di tre minuti, non proprio una caratteristica da saga epica, eppure, nonostante la brevità, riesce a creare la giusta magia d’atmosfera in cui la ‘Terra di Mezzo’ di Tolkien prende vita senza fatica. Allo stesso tempo rende bene il messaggio oscuro del signore delle tenebre Sauron e del suo ‘Anello’, raccontato nel testo dal punto di vista del portatore dell’anello, cioè l’hobbit Frodo Baggins. Complimenti speciali stavolta al chitarrista ritmico Marcus Siepen, autore di una serie di arrangiamenti acustici sottilissimi, e a Hansi, che si cala totalmente nella parte; vale la pena citare anche il contributo lodevole dell’ospite alle tastiere Mathias Wiesner, che con i suoi arrangiamenti orchestrali epici ha spianato la strada alle future imprese più complesse dei Blind Guardian nel far convivere power metal e musica orchestrale.
Un po’ più cupa e senza compromessi, »Goodbye My Friend«, un altro classico dei Blind Guardian, nel testo tocca il calvario dell’amatissimo alieno del cinema E.T., mentre le armonie vocali del ritornello sono di nuovo costruite in modo entusiasmante. »Lost in the Twilight Hall«, il cui testo segue la trasformazione di Gandalf in mago bianco dopo il suo scontro fatale con il Balrog e la sua rinascita, si può tranquillamente dichiarare uno dei vertici di questo ottimo album. Kai si unisce a Hansi con la sua voce contrastante, ‘graffiante’, proprio nel momento chiave del pezzo, poco prima del ritornello principale. Quel ritornello, grazie alle armonie imponenti che lo accompagnano, si può definire una vera delizia epica e uno dei migliori refrain della storia dei campioni metal di Amburgo. Poi arrivano due brani collegati tra loro, »Tommyknockers ed »Altair 4«, simili nello stile e, per quanto riguarda i testi, ispirati al romanzo di fantascienza-horror di Stephen King ‘The Tommyknockers’. Di conseguenza in entrambe le composizioni domina un’atmosfera cupa, e gli elementi speed metal sono di nuovo un po’ più marcati che nella maggior parte degli altri pezzi.
Il ritorno trionfale della tipica epica dei Blind Guardian, che in futuro porteranno alla perfezione, arriva con il pezzo di chiusura, »The Last Candle«, che insieme a »Lost in the Twilight Hall« è candidato a miglior momento del disco e a creazione che già offre una bella anticipazione, a livello di stile, del loro album in studio successivo. Il testo stavolta si ispira a una saga fantasy poco conosciuta da noi, ‘Dragonlance’. Dopo una breve introduzione che suona come un piccolo omaggio alla creazione precedente intitolata »Guardian of the Blind«, entrano le armonie di chitarra doppie, una vera gioia per le orecchie, mentre rendono ancora meglio le polifonie drammatiche che formano lo sfondo perfetto per l’approccio vocale epico di Hansi, al centro del quale, tra i frequenti cambi di tempo, prendono vita i personaggi dell’opera letteraria citata. Nelle prime versioni in CD di »Tales From the Twilight World« c’era una bonus track piuttosto inutile, se non proprio fuori luogo: la versione live di »Run For the Night«, classico di »Battalions of Fear« (1988). Già solo per la differenza di stile, non era certo un’aggiunta riuscitissima.
»Tales from the Twilight World« ha catapultato i Blind Guardian tra i nomi più eccitanti e intelligenti del power metal teutonico: in quella fase della carriera era già chiaro che il quartetto aveva trovato un approccio stilistico tutto suo, su cui avrebbe costruito anche in futuro, soprattutto ora che lo speed metal, a fine anni Ottanta, iniziava piano piano a rimanere senza fiato. L’evoluzione sonora dei Blind Guardian con questo album ha preso una bella accelerata e, quando hanno pubblicato il quarto album in studio, il capolavoro »Somewhere Far Beyond« (1992), i fan potevano ormai dichiararli a cuor leggero ‘bardi’ del metal e campioni del metal ‘tolkieniano’.
Blind Guardian – Tales from the Twilight World (album completo):
Formazione
Hansi Kürrsch – voce, basso
Andre Olbrich – chitarra solista, cori
Marcus Siepen – chitarra ritmica, cori
Thomas “Thomen” Stauch – batteria
MUSICISTI OSPITI:
Kai Hansen – cori su “Lost in the Twilight Hall”, assolo di chitarra su “The Last Candle”
Piet Sielck – cori ed effetti
Mathias Wiesner – tastiere ed effetti
Rolf Köhler – cori
Hacky Hackmann – cori
Kalle Trapp – cori
Produzione
Kalle Trapp
Tracklist
1. Traveller In Time (5:59)
2. Welcome To Dying (4:47)
3. Weird Dreams (1:19)
4. Lord Of The Rings (3:14)
5. Goodbye My Friend (5:33)
6. Lost In The Twilight Hall (5:58)
7. Tommyknockers (5:09)
8. Altair 4 (2:26)
9. The Last Candle (5:59)
10. Run For The Night (live) (3:38)