Periphery III: Select Difficulty

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Autore: Primož Novak

Artista: Periphery
Etichetta: Sumerian Records
Uscita: year_month
Durata: 64:06
Voto: 4/5

I Periphery, band di Washington oggi considerata la principale portabandiera del movimento djent, sono tornati alla carica circa un anno e mezzo dopo il corposo doppio album Juggernaut (la recensione la trovi QUI). Il mastermind Misha Mansoor ha annunciato di aver messo insieme il successore in circa quattro mesi e che era tutto pronto per entrare in studio. Insomma, sembrava proprio che il gruppo corresse troppo, soprattutto dopo un doppio album. Come se non bastasse, per aggiungere un po’ di confusione la band ha intitolato il suo quarto disco Periphery III, riprendendo la serie dei primi due album, mentre Juggernaut resta a sé.

Una cosa di cui non devi preoccuparti è il suono. Quasi tutti i membri dei Periphery sono noti come produttori o fonici. Ogni disco dei Periphery vanta una produzione e un trattamento sonoro di tutto rispetto, e si sente subito fin dalle prime battute dell’opener The Price Is Wrong. Con la sua botta e la sua velocità, il pezzo farà impazzire chi preferisce il lato più aggressivo della band. Con la leggermente più lenta Motormouth i Periphery tengono ancora alta la potenza, ma con un po’ più di groove. Con la canzone Motormouth, però, mostrano il loro lato dolce. Il cantante Spencer Soltero comincia a usare molto di più la voce melodica, le chitarre si fanno più melodiche, il ritmo meno complesso. Con questo pezzo fanno capire che potrebbero scrivere una canzone pop senza alcun problema, ma le ambizioni della band sono ben più grandi e vanno oltre i tre minuti. I Periphery hanno una chiara tendenza a voler far suonare la loro musica epica, quindi non mancano tastiere extra, sample e orchestrazioni. Soprattutto le orchestrazioni stanno assumendo un peso sempre maggiore.

Il problema del disco si vede in alcuni brani che non riescono a emergere davvero e che, si sente, sono stati scritti di fretta. In parecchie canzoni ci sono allungamenti inutili che fanno perdere il filo al pezzo. L’album ha i suoi alti e qualche piccolo calo, cosa ormai tutt’altro che insolita visto con che velocità si sfornano i dischi oggi. I Periphery, comunque, riescono ancora a distinguersi dalla massa. Restano fedeli al proprio stile, ma cercano di ottenere qualcosa in più. Si fa notare bene Absolomb, che parte mostrando la forza del basso, cresce di continuo e chiude con le orchestrazioni che le regalano un tocco epico. Anche se il disco ha qualche pezzo dove a spiccare è il ritornello, i Periphery non hanno messo da parte l’imprevedibilità. Un esempio è Habitual Line-Stepper, che con elementi diversi (orchestrazioni, sample, breakdown) colpisce nel segno e conferma l’anima progressive.   

Con la traccia di chiusura Lune i Periphery mettono da parte la complessità e puntano tutto sull’emozione. Lune vanta un ritornello fortemente emotivo, rafforzato dalle orchestrazioni, che accompagnano alla grande il disco fino alla fine e dimostrano che la band ha ancora un sacco di margine per i prossimi album.

A livello strumentale i Periphery non sono cambiati granché. Le chitarre sono senza dubbio in primo piano, la sezione ritmica resta potente e mossa, mentre la voce ha di nuovo i suoi momenti sdolcinati, che ancora oggi allontanano quel pubblico che permetterebbe alla band di esibirsi nei grandi palazzetti. Ma nel complesso i Periphery suonano sicuri. Dal punto di vista della produzione il disco è ricco e curato.

Tirando le somme, il quarto album dei Periphery, scritto in appena quattro mesi, è un’impresa notevole. Qualche difetto c’è, perché non tutte le canzoni convincono. Ma la band prova di sicuro qualcosa di nuovo, senza tradire i propri principi originari. Le prospettive per il futuro restano buone, ma forse la prossima volta dovranno prendersi qualche mese in più per creare. 

Formazione

Misha Mansoor – chitarra

Jake Bowen – chitarra

Marc Holcomb – chitarra

Spencer Soltelo – voce

Matt Halpern – batteria

Adam “Nolly” Getgood – basso

Produzione

Misha Mansoor, Adam Getgood

Tracklist

  1. The Price Is Wrong [3:56]
  2. Motormouth [4:50]
  3. Marigold [7:19]
  4. The Way the News Goes… [5:03]
  5. Remain Indoors [6:10]
  6. Habitual Line-Stepper [6:52]
  7. Flatline [5:50]
  8. Absolomb [7:43]
  9. Catch Fire [3:43]
  10. Prayer Position [4:36]
  11. Lune [7:47]
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