Grimspound

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Autore: Peter Podbrežnik

Artista: Big Big Train
Etichetta: English Electric
Uscita: 2017
Durata: 67:52
Voto: 5/5

I maestri inglesi del prog rock Big Big Train sono tornati con »Grimspound«, il loro decimo album in studio, che è al tempo stesso il seguito musicale, concettuale e atmosferico del precedente successo »Folklore« (2016). »Grimspound« è nato in realtà un po’ per caso: l’ottetto internazionale dei Big Big Train voleva inizialmente registrare un EP intitolato »Skylon«, con del materiale inedito ‘rielaborato’ risalente ai tempi delle session di »Folklore«. Mentre lavoravano all’EP, però, si sono accorti all’improvviso di avere accumulato più che abbastanza materiale nuovo per un album in studio vero e proprio, ed è nato così »Grimspound«, sotto ogni aspetto il perfetto seguito del capolavoro »Folklore«, uno dei migliori album prog rock del 2016. Fa fatica a crederci, ma i Big Big Train sono riusciti a mettere a segno un altro capolavoro, che prosegue e completa alla grande »Folklore« pescando a piene mani dalla tradizione folkloristica inglese nei testi, mentre sul piano musicale, oltre al prog rock sinfonico ed eclettico ‘tradizionale’ e al jazz rock fusion, c’è più varietà di elementi folk che mai.  Il collage sonoro dei Big Big Train è tipicamente inglese e ricorda un po’ il suono di certi esponenti della cosiddetta scena di Canterbury, ma ovviamente con un tocco di produzione moderna.

L’ottetto, formato da musicisti straordinari uno e tutti e guidato dai membri fondatori Andy Poole (chitarra/tastiere) e Greg Spawton (basso/tastiere), si è superato ancora una volta e ha creato un album che sarà un piacere tutto speciale per tutti i romantici del prog e a cui torneranno più e più volte. L’accento cade di nuovo sui meravigliosi arrangiamenti d’archi che creano un’atmosfera pastorale, mentre le opere d’arte chitarristiche dell’ex chitarrista degli XTC Dave Gregory, che ogni tanto viene aiutato da Poole e dallo svedese ‘tuttofare’ Rikard Sjöblom dei Beardish, sciolti da poco, sono un vero balsamo per gli amanti dei virtuosi della chitarra a tutto tondo. Da quando dietro le pelli dei Big Big Train siede l’ex batterista e cantante degli Spock’s Beard Nick D’Virgilio, che anche stavolta entusiasma con le sue acrobazie, la band è praticamente inarrestabile. Un fattore speciale è anche la voce di David Longdon, che negli anni si è affermato come uno dei migliori cantanti del prog contemporaneo e garantisce alla musica dei Big Big Train un mix estremamente sensibile di profondità, maturità e romanticismo. Ormai non c’è nemmeno bisogno di sottolineare che, oltre a Longdon, che si occupa anche del flauto, quasi tutti i membri della band, oltre alle straordinarie doti strumentali, hanno anche un talento vocale non trascurabile, in particolare D’Virgilio e Sjöblom.

L’opener di quasi tredici minuti »Brave Captain« è stipata di drammatiche trame di mellotron e di imponenti arrangiamenti d’archi, mentre la band, tra i numerosi cambi di tempo, intreccia con abilità elementi di prog sinfonico, folk e jazz fusion senza sacrificare nemmeno per un secondo la struttura melodica, sorretta dalla brillante prova vocale di Longdon. A questo possente brano d’apertura segue lo strumentale »On the Racing Line«, non meno entusiasmante e complesso, intriso di un’atmosfera misteriosa e nostalgica in cui, sui suoni eterei degli archi, ti si disegnano facilmente davanti agli occhi le verdi pianure inglesi e i resti di castelli un tempo imponenti. Le scintillanti parti di chitarra, che serpeggiano tra i complessi meandri ritmici, garantiscono poi quella lucidità prog, il cosiddetto fattore sorpresa, che trasforma una buona composizione in un capolavoro.

La suite di dieci minuti »Experimental Gentlemen«, che si apre con il suono drammatico di mellotron, pianoforte e chitarra, è un’altra leccornia per tutti i buongustai del prog, mentre l’approccio vocale di Longdon, stavolta sostenuto in abbondanza da ottime armonie vocali, porta nel pezzo un tocco vittoriano. Nella parte strumentale finale, davvero bellissima, il brano cambia quasi completamente natura. L’acustico »Meadowland« contiene elementi di musica folk irlandese, e la sua natura melodica, portata sulle ali di chitarra acustica e pianoforte, viene ulteriormente valorizzata da un’altra eccellente prova canora di Longdon. La title track, che ha sezioni strumentali fantastiche in cui succede sempre qualcosa, mentre tra i membri dell’ottetto regna un’armonia eccezionale, è pervasa da un’atmosfera di indicibile nostalgia grazie ai malinconici arrangiamenti d’archi curati dalla violinista Rachel Hall (ex-Stackridge), che si è messa in luce anche come voce solista nel brano conclusivo »As the Crow Flies«. Quest’ultimo chiude l’album a un livello altissimo: dopo un inizio relativamente semplice, va via via guadagnando in complessità ritmica e di arrangiamento e in drammaticità, e il culmine è lo scambio della voce principale tra Longdon e la Hall.

Ospite speciale sulla ballata di impronta folk rock »The Ivy Gate« è la cantante Judy Dyble, che gli appassionati di folk rock conoscono come membro fondatore dei leggendari Fairport Convention, mentre è meno noto che per un breve periodo, insieme all’allora fidanzato, il polistrumentista Ian McDonald, fece parte dei Giles, Giles & Fripp, poco prima che si trasformassero in King Crimson. Le sue registrazioni con i Giles, Giles & Fripp sono uscite nel 2001 sulla compilation »The Brondesbury Tapes«. Dopo una breve avventura con i folk rocker psichedelici Trader Horne nel 1970 si è tolta per parecchio tempo dalla scena musicale, per poi iniziare la carriera solista all’inizio di questo secolo. L’interazione e lo scambio vocale tra Longdon e la Dyble sono eccezionali, mentre sullo sfondo li accompagnano arrangiamenti di taglio celtico, per non parlare dello straordinario assolo di mini moog.

Il complesso capolavoro symphoprog/folkprog »A Mead Hall in the Winter«, uno dei tre epic dell’album, è una delle creazioni più interessanti di tutta la produzione dei Big Big Train finora, perché qui hanno sperimentato in parte anche con elementi di new wave, e il riff portante è particolarmente intrigante. L’interazione tra tutti e tre i chitarristi è fantastica, mentre alla voce di David non si finirebbe mai di fare complimenti. Ogni tanto si fanno sentire bene anche le influenze compositive di Sjöblom e un po’ di quell’approccio scandinavo al prog che si è portato dietro dai Beardfish.

»Grimspound« è sotto ogni aspetto un degno erede del precedente capolavoro »Folklore« e un album di cui gli ‘amanti del prog’ discuteranno ancora a lungo nel 2017. In ogni brano si sente che i musicisti ci hanno messo cuore e anima con tutte le energie a disposizione, cioè proprio quello che nei progressivi di oggi si fa spesso fatica a trovare. Nonostante una certa affinità di arrangiamento e di concept tra »Grimspound« e »Folklore«, confrontando le singole composizioni i due album sono abbastanza diversi da non poter parlare di copia di una ricetta collaudata, come succede fin troppo spesso a certi colleghi dei Big Big Train. Un orecchio attento sentirà qua e là le influenze di alcuni giganti del prog, soprattutto dei Genesis, merito soprattutto del timbro di Longdon, che ricorda un po’ Peter Gabriel, eppure i Big Big Train negli anni sono riusciti a sviluppare uno stile del tutto riconoscibile, ed è uno dei motivi principali per cui oggi sono una delle band prog rock contemporanee più amate e rispettate.

Formazione

David Longdon – voce principale, cori, flauto, melodica, chitarra elettrica e acustica, banjo, pianoforte, celesta, sintetizzatore, mandolino, liuto, percussioni
Dave Gregory – chitarra elettrica e a 12 corde
Andy Poole – chitarra acustica, tastiere, cori
Rikard Sjöblom – chitarra, tastiere (8), cori
Danny Manners – tastiere, contrabbasso
Rachel Hall – violino, viola, violoncello, cori, arrangiamenti d’archi
Greg Spawton / basso, pedaliera del basso, cori
Nick D’Virgilio – batteria, percussioni, cori

MUSICISTI OSPITI:
Judy Dyble – voce (6)
Philip Trzebiatowski – violoncello (2)

Produzione

Big Big Train

Tracklist

1. Brave Captain (12:37)
2. On The Racing Line (5:12)
3. Experimental Gentlemen (10:01)
4. Meadowland (3:36)
5. Grimspound (6:56)
6. The Ivy Gate (7:27)
7. A Mead Hall In Winter (15:20)
8. As The Crow Flies (6:44) 

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