Cirkus

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Autore: Aleš Podbrežnik

Artista: Sara
Etichetta: Celinka
Uscita: year
Durata: 44:18
Voto: 4.5/5

Enos Kugler è uno dei musicisti dal profilo ben definito e con parecchia esperienza, con una bella dose di chilometri di attività musicale alle spalle in Slovenia. In passato ha collaborato, o continua a collaborare, con una marea di nomi affermati della scena musicale di casa nostra, che si tratti del »grande« Vlado Kreslin o dei »un po’ meno grandi« Smaal Tokk e di tanti altri nel mezzo. In queste collaborazioni Enos ha dimostrato di sapersela cavare con una disinvoltura rara in generi musicali diversissimi, e anche nel calderone artistico in cui questi generi si fondono. Stavolta il musicista stimato, polistrumentista e prima di tutto batterista e percussionista ha messo in piedi una sua band, battezzata Sara. Ci ha chiamato dentro la cantante e tastierista Ana Šimenc, il chitarrista Peter Jan e il bassista Dejan Jerončič.

Kugler si è incamminato verso una nuova storia musicale. Ovvero verso un nuovo progetto. Stavolta è una sua “creatura”, perché Enos si mette nei panni del visionario che dà l’idea di base e del motore creativo che spinge tutto: per il materiale del debutto della band, intitolato »Cirkus«, ha scritto da solo, dalla prima all’ultima nota, sia la musica sia i testi. Considerando quanto detto sopra sulla versatilità di Enos Kugler, era facile immaginare già in anticipo che Sara sarebbe stata una fisarmonica musicale interessante, anche in termini di fusione, o meglio collisione, tra generi.

In effetti l’album sorprende fin dall’inizio: dopo l’opener Grem si apre ancora di più, e fino a quasi il terzo minuto della seconda traccia, Kapsula sanj, resta in una veste completamente acustica. Uno comincia piano piano a tamburellare con le dita sul tavolo e a pensare: “Ahhhh, uffa, ma non di nuovo….” E poi, all’improvviso, entrano insieme un pianoforte e un riff di chitarra elettrica bello »sporco« e grasso, che da lì in poi, in questo dialogo di fraseggi condivisi, tornano regolarmente fino alla fine del disco come approccio elementare per abbellire gli arrangiamenti. I Sara hanno una dose enorme di musicalità e la sviluppano, nelle soluzioni con cui cercano valore musicale, con grande acutezza, in modo insolito, il che vuol dire che all’ascoltatore piace essere sorpreso così, piacevolmente. L’album è straordinariamente ritmico. I ritmi sono semplici ma robusti e spesso contrastati in modo massiccio, soprattutto quando la chitarra si »nasconde« in un fraseggio acustico. La ritmica invita spesso a muovere i piedi, mentre le mosse compositive seguono l’assioma meno è meglio. Un album di tocchi leggeri, brevi e asciutti, che però raggiunge allo stesso tempo un alto rendimento musicale in termini di melodia. Quattro strumenti e una voce, in una comunicazione estremamente contemplativa, che sviluppa lo svolgersi caldo, vivo e dinamico di una sonorità organica, come se fosse un concerto suonato dal vivo in studio. I contrasti tra i mattoni del paesaggio sonoro sono ben dosati e messi in risalto, e la voce, che occupa la posizione di primo piano, snocciola un’esposizione di espressione emotiva e appassionata.

»Cirkus«  è in realtà un album art rock. Ha una miscela particolare di generi fusi insieme, dove si danno la mano l’indie rock (alla moda), una raffinata cornice pop di grande melodicità, ereditata dai The Beatles, lievi sfumature di una retorica blues appena percettibile, perfino atteggiamenti rock alternativi (Črno belo). Le sfumature da chanson da cabaret sono stavolta »soffocate« benissimo, cioè nascoste, e nel disco si può cogliere anche qualche civetteria con la world music. Per questo il modo più facile per riassumere una varietà così marcata, ma allo stesso tempo insolitamente pittoresca, è l’etichetta art pop rock.  La chitarra, ogni tanto, in distorsione tira fuori una somiglianza incredibile con il suono retrò della prima metà dei Settanta e regala quella sensazione d’altri tempi, di quando il rock’n’roll era ancora giovanissimo.

Questo è un album che sviluppa per tutta la durata anche un momento fortissimo di mistero e struggimento. Soprattutto grazie all’ottima voce di Ana, che accarezza l’ascoltatore e gli parla spesso in un’aria di segretezza.  Una voce dolce, delicata, morbida, che da una parte è contrastata e rafforzata da una ritmica solida, e dall’altra da un contrappeso fatto del dialogo marcato tra il fraseggio comune di chitarra elettrica e pianoforte.

Il momento pop è catturato con particolare successo nel brano Cirkus, che chiede a gran voce di finire in rotazione sulle frequenze radio. Un grande potenziale ce l’ha anche il brano Obrazi, che attraverso la strofa e il motivo d’apertura si sviluppa in modo straordinariamente seducente e mistico, per poi essere tagliato a sorpresa e trasportato in tutt’altro stato d’animo: un ritornello calmo e misterioso. Il secondo candidato che deve assolutamente trovare la strada verso le frequenze radio è l’ottima Kruha in iger e, terzo, immancabile, anche Črno belo, con un crescendo atmosferico, una volta di più eccellente, nel ritornello contagioso (questo brano è sostenuto da una dose maggiore di decibel distorti).

Un enorme punto di forza della band è anche una poesia molto flessibile, acuta e intelligente, che in modo raffinato serve pure una buona dose di critica sociale.  Ana dà vita a questi messaggi dentro i versi in modo eccellente, perché come interprete si cala completamente nella parte quando si avvicina ai testi. I Sara sono poi maestri nel ribaltare di colpo l’atmosfera all’interno dei brani. Il pezzo che nel disco regala all’ascoltatore una vera piccola terapia d’urto, in questo senso, è Čisto tiho. Parte dolce, delicata e malinconica, ma nella strofa viene tagliata all’improvviso da un ritornello agghiacciante, dondolante in modo cupo. Una “piccola musica notturna”, che si potrebbe concettualizzare anche ispirandosi a una qualche novella di Edgar Allan Poe.

Insomma. L’album »Cirkus« è uno dei prodotti più interessanti usciti quest’anno sulla scena musicale slovena. Mette insieme quello che portano pochissimi dischi di retorica pop in Slovenia. Una musicalità eccezionale, che si sviluppa attraverso mosse compositive leggere, rilassate e dosate in modo asciutto. Mosse che non sopportano complicazioni. Allo stesso tempo, però, le soluzioni melodiche, così come i cambi d’atmosfera improvvisi che ogni tanto arrivano (tra strofa e ritornello), sono musicalmente insolite. Anzi, di più. I testi hanno a tratti anche una bizzarria voluta. Tutto questo, a braccetto, regala al disco un carisma art rock inequivocabile, e ai Sara un prezioso marchio di carattere fatto di unicità e di una spiccata particolarità musicale. »Cirkus« è, in questo senso, uno dei traguardi più belli e interessanti nel campo di una musica che punta alle simpatie delle radio in onde medie, senza però mai rinnegare il paradigma autoriale, ben marcato, di un artismo genuino e fatto in casa. 

Sara – Cirkus (video ufficiale):

Formazione

Ana Šimenc – voce, tastiere, cori
Peter Jan – chitarra, cori
Dejan Jerončič – basso, cori
Enos Kugler – batteria

Produzione

Enos Kugler

Tracklist

1. Grem
2. Kapsula sanj
3. Cirkus
4. Na drugi strani
5. Obrazi
6. Čisto tiho
7. 34
8. Kruha in iger
9. sem že nazaj
10. Brezkončna
11. Črno belo
12. Koliko

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