Internal Waves of Love
Autore: Aleš Podbrežnik
Artista: Zele
Etichetta: Croatia Records
Uscita: year
Voto: 4/5
Anche se questo album è in giro già da più di un anno, è uscito infatti il 09.12.2016, vale la pena dargli una bella occhiata veloce, perché è il lavoro del celebre leader, fondatore e leggendario chitarrista degli hard rocker Divlje jagode, Sead Lipovača, noto a tutti col soprannome »Zele«.
Si tratta del secondo album solista in studio di questo musicista e del primo dopo ventitré anni dal predecessore »Magic Love« del 1993. Ha avuto una lunga gestazione: si è temprato, è cresciuto e ha aspettato il suo momento. Dal punto di vista sonoro e compositivo è infatti curatissimo. Così com’è, regala all’ascoltatore una bellissima introduzione generale alla graduale maturazione artistica di questo musicista, quella che arriva solo con gli anni passati ad accumulare esperienza e a tenere duro nel music business. Il talento e il sapere di Lipovača sono sempre stati fuori discussione, ma il salto di qualità in termini di maturità artistica, a giudicare da ciò che porta in dote »Internal Waves of Love«, è più che evidente.
Zele è sempre stato considerato un grande perfezionista e un artista dalla sensibilità finissima. Si è dedicato a questo album con anima e corpo, senza voler lasciare nulla al caso. Il materiale registrato è stato quindi spedito in Svezia per la lavorazione sonora finale (mix e mastering), dove il tocco finale sul suono del disco l’ha messo Andy LaRocque, chitarrista del sommo King Diamond in persona. L’amicizia tra i due musicisti non è più un segreto, visto che l’ha confermata anche la presenza di LaRocque come ospite speciale al concerto dei Divlje jagode, quando nel maggio 2017 hanno aperto la serata a Zagabria davanti ai Deep Purple. E qui la storia non finisce, perché nel nuovo album di Zele compare un’altra stella, anche lei ospite speciale con i Divlje jagode in quel concerto. Parliamo dell’ex cantante dei Black Sabbath Tony Martin, che ha prestato la voce al brano Missing You.
Se diamo una scorsa veloce al materiale, siamo davanti a un lavoro prevalentemente strumentale, dominato dal linguaggio chitarristico inconfondibile di Zele. In realtà i due pezzi cantati (cioè Missing You, interpretata da Martin, e più avanti nel disco la ballad Come With the Rainbow, cantata dalla cantante di Banja Luka Sonya), se li metti sulla bilancia con il resto dell’album, sembrano quasi superflui, pur essendo composizioni del tutto corrette. Martin lo riconosci al volo, con quel suo splendore vocale vellutato di cui si fregiano anche le ere più recenti dei Black Sabbath, mentre la ballad in questione non lascia nessuna impressione degna di nota. Quello che si prende tutta l’attenzione nel disco sono assolutamente le composizioni strumentali di Zele. Lì si abbandona completamente alle proprie sensazioni, che traduce per l’ascoltatore nel modo più sincero possibile. Nel dare forma a ogni singola nota e a ogni tono è finissimo, si avvicina con grande cura e con una dose straordinaria di morbidezza e feeling. Ogni nota che sfiora le corde sembra l’impronta convincente delle sue emozioni e delle sue passioni, che nascono dal messaggio di fondo dei singoli brani. La chitarra geme e piange con nobiltà, vibra con un’eleganza incredibile e con la morbidezza di tocchi perfettamente calibrati. Zele piega emozioni e idee alla creazione di atmosfere ad altissima vibrazione. È un album tremendamente atmosferico, in cui il musicista riesce, in modo acuto e con sensuale raffinatezza, a evocare anche una certa mistica. Malinconia e, insieme, un ribollire sfrenato di passioni in ebollizione sono una manifestazione quanto mai convincente, senza però che Zele si lasci mai portare oltre il limite. E non spreca le note, anzi i toni li dosa in modo conciso e ponderato, garanzia di grande ascoltabilità del disco e di grande compattezza dei suoi brani.
Nell’album, in un clima di incredibile riconciliazione e di dialogo reciproco compatto e ben orchestrato, si danno la mano elementi di melos balcanico (arabesk), elementi neoclassici e, naturalmente, l’ingrediente più piccante di tutta la faccenda, cioè il rock’n’roll o, più precisamente, l’hard rock. Nonostante Zele sia un chitarrista dallo stile inconfondibile e con una sua personalissima nomenclatura artistica, in tutto questo non si possono proprio ignorare le influenze della figura e dell’opera di Richie Blackmore.
Una cosa però c’è: Zele mantiene per tutto l’album un’altissima musicalità. Evita a largo raggio le mosse da »stregoneria musicale« ovvero la sperimentazione, e così se ne sta comodo in poltrona nell’arsenale di idee che padroneggia meglio e che maneggia con più abilità e maestria. Sorprese quindi non ce ne sono, ma ci ritroviamo tra le mani un vero album strumentale di chitarra rock old school, dal carattere ben definito, dove »arabeschi«, neoclassica e puro hard rock drive si incrociano a modo loro. »Internal Waves of Love« è un album splendido, che ti parla con una musicalità speciale e di facile presa, perché coltiva un carattere genuino e spontaneo. È quel fascino musicale che, in fondo in fondo, da Zele ci aspettavamo in silenzio.
Formazione
Zele – chitarra, voce di accompagnamento
Tony Martin & Sonya – voce
Damjan Durić – tastiere
Krešimir Kaštelan – basso
Nenad Borić – batteria
Produzione
Zele
Tracklist
1. Tsunami
2. Internal Waves of Love
3. Missing You (feat. Tony Martin)
4. Aksam in Istanbul
5. Sultan of Brunei
6. Great Wall of China
7. Come With the Rainbow (feat Sonya)
8. Alexander the Great
9. Millenium Refugees
10. Richard Branson Smile