Radio Voltaire

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Autore: Peter Podbrežnik

Artista: Kino
Etichetta: Inside Out Records
Uscita: 2018
Durata: 55:51
Voto: 4/5

Dopo l’esordio »Picture« (2005), accolto più che bene, e la compilation »Cutting Room Floor« uscita lo stesso anno, i neoprogster inglesi Kino avevano chiuso i battenti: all’epoca il tutto era nato come progetto di breve durata e non come band ‘sul lungo periodo’. I Kino, infatti, sono un gruppo di maestri della musica provenienti da band affermate e rispettate, che si erano trovati insieme solo per una collaborazione una tantum, quindi è stata una vera sorpresa quando nel 2017 si sono rimessi insieme e hanno registrato il secondo album in studio, intitolato »Radio Voltaire«.

La formazione su »Radio Voltaire« è rimasta più o meno la stessa, ovvero  John Mitchell (Arena, It Bites, Lonely Robot, The Urbane, Frost*, ex-Blind Ego) a chitarra e voce solista, Pete Trewavas (Marillion, Transatlantic, Edison’s Children) al basso e John Beck (It Bites) alle tastiere, mentre dietro le pelli Chris Maitland (ex-Porcupine Tree, ex-Blackfield, Guilt Machine) e il suo fugace successore Bob Dalton (It Bites) hanno lasciato il posto a Craig Blundell (Steven Wilson, ex-Pendragon, Frost*). Quest’ultimo è oggi, insieme a Marco Minnemann, uno dei batteristi più richiesti del mondo del progressive rock.

Rispetto all’esordio, »Radio Voltaire« è un lavoro ancora più vario e piacerà alla maggior parte degli amanti del neoprog melodico della vecchia scuola britannica, ma soprattutto ai fan di It Bites e Lonely Robot, perché con il suo contributo alla chitarra e alla voce Mitchell è senza dubbio il ‘protagonista’ del disco. I suoi gioielli chitarristici stanno in primo piano rispetto agli altri strumenti, mentre ancora una volta sfrutta alla grande la somiglianza della sua voce con quella di Peter Gabriel (ex-Genesis), che si sente chiaramente già nell’opener, la title track. Si conferma così uno dei migliori musicisti in circolazione capaci di cantare in modo eccellente e al tempo stesso suonare la chitarra da maestro, e non c’è da stupirsi se qualche anno fa l’ex chitarrista dei Jethro Tull Martin Barre lo ha voluto nella sua band solista, dove in tour questo cantante/chitarrista tra i più richiesti dei nostri tempi si è occupato delle parti vocali.

Chi non vede l’ora di sentire il nuovo album degli It Bites troverà quindi in »Radio Voltaire« almeno un po’ di soddisfazione, anche se la musica e l’atmosfera della maggior parte dei brani dei Kino sono decisamente più cupe, nostalgiche e malinconiche rispetto ai già citati burloni del prog pop. Che Mitchell segua attivamente le novità musicali e punti a un suono il più moderno possibile si sente chiaramente in pezzi come il drammatico »The Dead Club«, che contiene anche qualche soluzione alternative rock e prog metal. Brani come »Idlewild« si distinguono, oltre che per gli assoli di chitarra malinconici di Mitchell e per il suo canto ancora più malinconico, per una straordinaria profondità artistica, mentre Beck passa con disinvoltura da arrangiamenti sinfonici a base di pianoforte a soluzioni synth più tipiche del neoprog. »I Don’t Know Why« è un bell’esempio di quello che si chiama prog pop, con un ritornello che in altri tempi e in un’altra dimensione sarebbe stato di sicuro un potenziale hit. Su »Radio Voltaire« non ci sono momenti deboli, è un prodotto estremamente solido: solo verso la fine dell’album comincia a scricchiolare un po’, quando si avverte che le idee interessanti stanno piano piano finendo e il tutto si trascina un po’ troppo.

»Radio Voltaire« è il ritorno trionfale dei Kino sulla scena neoprog e, rispetto all’esordio, è un bel passo avanti, anche se, com’era prevedibile, non offre chissà quali trovate innovative. Resta comunque uno dei migliori album progrock del 2018, che grazie all’accessibilità e alla melodicità conquisterà anche parecchi nuovi seguaci, di quelli che di solito non rientrano tra i fan della musica sperimentale. In ogni brano, complice un’ottima produzione, si sente che questi musicisti di altissimo livello hanno sviluppato un’intesa eccellente, quindi sarebbe un vero peccato dover aspettare altri dodici anni per il prossimo album dei Kino, nonostante Mitchell e compagni siano impegnatissimi con una marea di altri progetti musicali.

Formazione

John Mitchell – chitarra, voce
Pete Trewavas – basso, cori
John Beck – tastiere
Craig Blundell – batteria

Produzione

John Mitchell

Tracklist

1. Radio Voltaire
2. The Dead Club
3. Idlewild
4. I Don’t Know Why
5. I Won’t Break So Easily Any More
6. Temple Tudor
7. Out of Time
8. Warmth of the Sun
9. Grey Shapes on Concrete Fields
10. Keep the Faith
11. The Silent Fighter Pilot

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