Steelfactory

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Autore: Aleš Podbrežnik

Artista: U.D.O.
Etichetta: AFM Records
Uscita: 2018
Voto: 4.5/5

Udo Dirkschneider non ha bisogno di presentazioni particolari. Ma dove sono finiti gli ultimi tre anni? Per l’uomo che passa per l’ex voce storica dei grandi Accept e per l’eterno condottiero della sua band U.D.O, in questo periodo è successo davvero un mucchio di roba. L’ultimo album degli U.D.O. è uscito infatti tre anni fa, e quest’estate il leggendario urlatore  con la sua band U.D.O., ma sotto il nome Dirkschneider, ha chiuso le ultime date dei festival estivi. In quei tour gli U.D.O., ribattezzati per l’occasione Dirkschneider, suonavano rigorosamente solo materiale degli Accept. Nelle nuove interviste e dichiarazioni è poi saltato fuori anche in via ufficiale che Udo e i suoi due ex compari negli Accept (Hoffmann, Baltes) devono essere proprio ai ferri corti, ma questa è un’altra storia.

Perché un’intro così piena di fatti? Nessuna sorpresa, figuriamoci una rivelazione da far tremare i poli della Terra: la musica di Accept e U.D.O. è strettamente legata. Non solo storicamente, ma anche a livello di stile. Chi ascolta gli Accept ascolta gli U.D.O (e viceversa). Non c’è alternativa, se siete amanti della vecchia scuola del metal. Ma »Steelfactory«, uscito alla fine di agosto, va a pescare con particolare veleno in certi giri di chitarra dei pezzi più marcati della carriera degli Accept. Gli U.D.O. negli ultimi tre anni si sono resettati alla grande. Di spensieratezza e divertimento, con la serie di concerti sotto il nome Dirkschneider, non ne è mancata di certo. Le linee di energia nel gruppo sono distribuite a meraviglia, e così in studio, dopo, non sono mancate né le idee né la chimica creativa tra di loro. Basta infilarsi nella nuova Make the Move per capire in un attimo che non solo il titolo, ma proprio il giro di chitarra principale ti rimanda in modo incredibile al riff del classico degli Accept Midnight Mover. In pratica, suonare il materiale degli Accept durante i tour Dirskchneider ha contagiato la successiva composizione della nuova musica degli U.D.O. per l’album »Steelfactory«. È un dato di fatto.  Se si scava più a fondo nel disco, poco più avanti si incontra per esempio Rising High, che di nuovo, simile non solo nel titolo ma anche nel riff e nel ritornello, richiama in modo irreversibile il riff di Aiming High degli Accept. One Heart One Soul e Blood On Fire portano in realtà due riff di chitarra principali identici. Ma se la prima ha soprattutto un ritornello bombastico, la seconda si lancia in un pre-ritornello decisamente sinistro e in uno sviluppo cupo in cui trionfa totalmente il marchio di fabbrica di Udo: il suo urlo!

Per non girare intorno alla stessa questione troppo a lungo: i riff che sentite su »Steelfactory« si possono definire i migliori riff che gli Accept non hanno mai registrato negli anni Ottanta. Tanta è la compatibilità compositiva che regna nella creatività delle due band. Però è un fatto che accompagna la carriera solista di Udo già dalla seconda metà degli anni Ottanta, e qui non c’è certo da scoprire l’acqua calda. Quello che convince sempre, convince di nuovo anche con il nuovo album. E stavolta ancora di più, perché la pausa di tre anni è stata una vera manna. Porta infatti una vagonata di pezzi eccellenti. Se i precedenti album degli U.D.O., usciti a distanza troppo ravvicinata, hanno sofferto in credibilità per un »riciclo impacchettato con poca abilità« dei riff usati, »Steelfacotry« non ha in realtà nemmeno un punto debole, nemmeno un momento, e »ricicla« il già detto con molta più destrezza e furbizia dei suoi predecessori in studio. Soprattutto Udo e la sua squadra mostrano tutta la loro abilità negli arrangiamenti dei pezzi a tempo medio (A Bite Of Evil, In the Heat of the Night, entrambi i vertici del disco, e poi, prima della fine, Rose in the Desert). In coda c’è una nuova, eccellente ballad, My Way, dove Udo incanta usando il timbro naturale della sua voce. Per il resto, l’uomo, che è bello che entrato nei suoi sessanta inoltrati, ulula e strepita come un ossesso. Con una potenza intatta, ed è proprio questo il punto chiave che tiene saldissima la credibilità del tizio sulla scena. Nel corso dei decenni non ha perso un briciolo di forza vocale.  E ci sono anche i ceffoni che spaccano! L’opener Tongue Reaper ed Eraser verso la fine vi fanno saltare le schegge dai denti!

Udo e la sua squadra sono estremamente esperti. In questo album tutto sta in piedi come deve, compresi tutti i passaggi mid-eight e i soli fantastici. La linea di basso scava e strappa senza sosta (Hungy And Angry) per tutto il disco, e Udo, come detto: strilla come un diavoletto, una vera bestia. L’album è suonato e registrato con una potenza incredibile e una passione ribollente. Il che affascina ancora di più, visto che alle spalle di Udo c’è una carriera incredibilmente lunga e prolifica, e l’uomo potrebbe tranquillamente annunciare il ritiro musicale con la coscienza a posto. Ma con la foga che dimostra e con la creatività compositiva che si ritrova, speriamo che per un bel pezzo non gli venga in mente quest’idea. Sarebbe un peccato.

Un ottimo nuovo album degli U.D.O., insomma! Esattamente come deve essere. Anzi, di più. Considerate le richieste e le aspettative iniziali verso la band, addirittura migliore.

Attenzione. Fan, date un’occhiata anche alle due edizioni speciali »a tiratura limitata«. Per il mercato europeo e per quello giapponese. Anche i brani extra sono infatti eccellenti. Per il mercato giapponese sull’album c’è, come pezzo bonus, anche What A Hell Of A Night, un »rock’n’roller« incredibilmente riuscito,  sviluppato sulla scala maggiore, che potrebbe tranquillamente figurare tra i pezzi di punta del nuovo album (così va quando al suo creatore scorrono nelle vene i riff di Accept come Burning e I Am A Rebel).

Formazione

Udo Dirkschneider – voce
Andrey Smirnov – chitarra
Fitty Weihhold – basso
Sven Dirkschneider – batteria

Produzione

Jacob Hansen

Tracklist

01. Tongue Reaper
02. Make The Move
03. Keeper Of My Soul
04. In The Heat Of The Night
05. Raise The Game
06. Blood On Fire
07. Rising High
08. The Devil Is An Angel (traccia extra nell’edizione “digipack”)
09. Hungry And Angry
10. One Heart One Soul
11. Pictures In My Dreams (traccia extra nell’edizione “digipack”)
12. A Bite Of Evil
13. Eraser
14. Rose In The Desert
15. The Way

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