Kublai Khan TX hanno fatto tremare il Šiška al debutto in Slovenia (2026)

foto: ALEŠ PODBREŽNIK 2026
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Kublai Khan TX, Malevolence, Boundaries
martedì, 9. 6. 2026 dalle 19.00 alle 22.30
Lubiana // CUK Kino Šiška // Slovenia


Kublai Khan TX, Malevolence e Boundaries. Una tripla porzione di metalcore demolitore dritta in piena fronte! Esattamente nel posto in cui vorresti che succedesse! Al Kino Šiška! Dopo tanto tempo, finalmente un po’ di quel vero hardcore metallizzato per tutti i fedelissimi del genere. Si preannunciava una vera serata di comunione metalcore obbligatoria per tutte le anime che amano il cappellino ‘regular Joe’ con la visiera, non scappano dai tatuaggi e non sopportano i jeans. Meglio il nero largo.

Mentre i velocisti britannici del metalcore in Slovenia hanno ormai praticamente la cittadinanza, i Kublai Khan TX, pur essendo un nome enorme della scena metalcore mondiale, sono arrivati a questo concerto a Lubiana addirittura per la prima volta in carriera. Kublai Khan TX, ovviamente, li conoscono tutti i metalcorer duri e puri anche da noi. Servono un cazzotto in faccia a metà strada tra l’hardcore classico temprato d’acciaio dei primi anni Novanta, aggiornato da un’aggressività deathcore interiorizzata! Con una fuga di riff come se ti calpestasse una mandria di giraffe e breakdown taglienti in cui ti ritrovi nel mezzo di un martellare spietato tra incudine e martello. Alle voci subentrano i diktat spesso furiosi di uno che vuole far saltare con essi la porta d’ingresso dai cardini! Insomma, una prelibatezza incazzata, socialmente impegnata, che esplode di rabbia e aggressività!

A salire per primi sul palco sono stati i connazionali americani Boundaries, che nemmeno loro sono più dei pivellini: sono in giro da oltre dieci anni e hanno già in tasca quasi quattro album in studio. Perché quasi? Il quarto, “Yearning: The Unbeautiful After”, esce infatti a metà luglio di quest’anno! Il quintetto del Connecticut ha sfruttato alla grande i suoi 40 minuti per presentare la propria versione della furbizia metalcore moderna, che costruisce su un groove ritmico rifornito di scossoni di momenti breakdown, il tutto comandato dal growl autorevole del cantante Matthew McDougal. Le linee vocali melodiche (ritornelli compresi) le coprivano e completavano con voce pulita dal batterista Tim Sullivan. Il pubblico lo ha apostrofato e incitato soprattutto il bassista Nathan Calgano, che si occupava anche dei cori. Detonazione, ottimo impianto audio e anche un atto d’apertura audace per questa serata. Il pubblico stava ancora prendendo posizione negli spazi del CUK Kino Šiška, ma i Boundaries hanno ripagato proprio tutti quelli arrivati a sostenerli tra le sette e le otto di sera con esplosività e un approccio curatissimo. Più volte hanno spinto il pubblico senza sforzo in mosh e circle pit. Più ci si avvicinava alla fine, più intensamente ribolliva il locale.

Quando sono saliti sul palco i Malevolence, dieci minuti prima delle otto, il colpo d’occhio era già un altro. Il pubblico si era ammassato per davvero e, appena il quintetto è arrivato sul palco, ha ricevuto una reazione fragorosa e tonante dai suoi fan. I Malevolence sono partiti con veemenza e senza freni. Il loro comandante e frontman carismatico Alex Taylor, con un gilet militare infilato sopra una maglietta bianca che somigliava più a quello di un pescatore, si è rivelato un maestro nel tenere in pugno la folla. Un giocoliere incredibilmente abile nella comunicazione e nell’incitare. Il pubblico si è fatto una vera sudata durante l’esibizione dei Malevolence, che da noi (se non sbaglio) hanno suonato già per la quinta volta e che la gente ha adottato da un pezzo. Lo dimostrava anche come conoscevano i versi e partecipavano cantando. Ma non è finita lì. La gente eseguiva diligentemente gli ordini di Taylor dal palco e l’energia durante il concerto era davvero grandiosa. I Malevolence sono una storia a sé. Hanno il loro marchio metalcore, ogni tanto incrociato con abilità con elementi di sludge metal, e anche abbondantemente sostenuto da un groove arrogante che ti attira subito a sé! L’ultimo album “Where Only the Truth Is Spoken” ha un anno, e la band ha chiuso il concerto proprio con il singolo di punta If It’s All The Same For You, mentre la maggior parte della scaletta era dedicata al materiale dell’amatissimo album “Malicious Intent” (Higher Place, Karma, Life Sentence, On Broken Glass, Still Waters Run Deep), che ha fatto da principale innesco dell’energia infernale che ha dominato il locale. La band è spaventosa! Riff demolitori, con un’oscillazione infernale. Il drive è implacabile. Uno spettacolo eccellente di un’ora. I Malevolence sono una squadra incredibilmente affiatata e precisa, al culmine delle proprie forze dal vivo, e lo show ha portato il pubblico esattamente al giusto numero di giri per incontrare i protagonisti della serata.

I Kublai Khan TX in Slovenia erano attesissimi da tutti questi anni. Anche la band era di ottimo umore e ben disposta, e soprattutto il frontman carismatico Matt Honeycutt ha ripetuto più volte (anche con profondi inchini al pubblico, e non solo a parole) quanto sia importante per la band essere finalmente riuscita a organizzare il suo primo concerto da noi. A differenza dei due gruppi precedenti, i Kublai Khan TX sono solo un quartetto. Ma questo non riduce affatto la loro ferocia e l’atteggiamento ruvido e diretto, spinto da riff devastanti e da una rabbia smaccatamente ribelle contro tutte le ingiustizie subite dalla gente comune.

Anche se la band ha tuonato soprattutto con il materiale dell’ultimo album, uscito due anni fa, “Exhibition of Prowess”, non ha trascurato i suoi singoli più amati, che reggono in piedi i loro show dal vivo, e il pubblico sloveno non è rimasto in debito, come ad esempio a metà set con Resentment e Loyal To None, poi verso Self Destruct e nel finale rovente con Swan Song e Theory Of Mind, che hanno confermato uno dopo l’altro come i fan conoscano benissimo la figura e l’opera della band. Anche quando Matt ne dubitava, il pubblico gli ha risposto con reazioni di partecipazione eccezionali. Mosh, circle pit, crowdsurfing e tutto quello che fa parte di queste comunioni metalcore, ovviamente, non sono mancati. Più si andava verso la fine, più le fondamenta del Kino Šiška tremavano! 

La band è poi estremamente compatta, rodata e rovente. Con una sola chitarra copre praticamente la maggior parte dello spazio, mentre l’elastico groove è garantito dall’intenso asse ritmico tra il batterista  Isaac Lamb e il bassista Eric English! Un’ora e venti di mazzate che ha infiammato e fatto andare in ebollizione un pubblico già bello carico, spremendogli fuori gli ultimi quanti di energia! Eppure. I Kublai Khan TX avrebbero potuto tirarla ancora un po’ quella sera al Kino Šiška. Almeno una ventina di minuti in più. In effetti il pubblico sembrava leggermente inconsolabile quando la band ha chiuso il concerto con Theory of Mind. Ma è finita lì. Il debutto di questa eccellente formazione metalcore, che ha fatto girare a mille il Kino Šiška sui suoi cuscinetti e ne ha scosso le fondamenta. E ciò che funziona così bene nella sua carica persuasiva passa sempre anche molto in fretta. Speriamo in un ritorno presto della band, perché quello che hanno saputo evocare non solo i Kublai Khan TX, ma anche i Malevolence e i Boundaries prima di loro, rientra nella categoria delle esperienze live più dolci. Per quello che si è lasciato dietro, l’evento rientra senza dubbio ai vertici dei concerti di quest’anno. E siamo solo a metà anno.

Autore: Aleš Podbrežnik
Foto: Aleš Podbrežnik

Boundaries – setlist:
1. Skies Cast Amber Black
2. My Body Is a Cage
3. Darkness Shared
4. Is Survived By
5. Death Will Follow Me
6. Turning Hate Into Rage
7. Scars on a Soul
8. Bitter Ash, Bitter Love
9. I’d Rather Not Say
10. Only Endless
11. Easily Erased

Malevolence – setlist:
1. Trenches
2. Life Sentence
3. So Help Me God
4. Still Waters Run Deep
5. Karma
6. Self Supremacy
7. Higher Place
8. Keep Your Distance
9. Serpent’s Chokehold
10. On Broken Glass
11. If It’s All the Same to You

Kublai Khan TX – setlist:
1. Darwinism
2. Supreme Ruler
3. Low Tech
4. Antpile
5. Boomslang
6. Cannibal
7. Resentment
8. Loyal To None
9. The Hammer
10. The Mountain of Corsicana
11. Antpile 2
12. Self Destruct
13. Mud 
14. Swan Song
15. Theory Of Mind


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