Gli Šank Rock spazzano via tutte le nuvole nere su Cerknica con energia rinata e una festa della()! (2026)

foto: ALEŠ PODBREŽNIK 2026
0 670

Šank Rock
venerdì 12/6/2026, dalle 21.55 alle 23.55
Cerknica // Parkirišče Trikotnik // Slovenia


Šank Rock – Cerknica. Primo concerto dopo l’addio di Bor Zuljan. A pochissima distanza dalla tempesta che la band ha attraversato. In realtà, la cosa non ha minimamente toccato il calendario dei concerti già annunciato. Il gruppo non si è scomposto. Detto col cuore in mano: se a qualcuno sembrava che tremasse la montagna, ne è uscito fuori solo un topolino, o un pidocchio. Quel che bolliva in pentola è stato cotto, e il groviglio si è sciolto in un filo. Nella strada che gli Šank Rock continuano a percorrere. Senza zavorre. Anzi, alleggeriti. Lo hanno dimostrato al concerto di Cerknica, dove si sono presentati in una formazione rinfrescata e ringiovanita, insomma, in versione rivitalizzata.

Marko Zorec e Andrej Rot. Due chitarristi. Due facce nuove, con la particolarità che Zorec (di formazione accademica) padroneggia anche le tastiere, cosa che la band ha subito iniziato a sfruttare (Pravljica o mavričnih ljudeh, Metulj, ecc.). Nel gruppo sono entrati Gibson e Fender, mentre l’Ibanez è uscita. Il suono è più duro. Più compatto, tagliente, grasso, e allo stesso tempo gli Šank Rock suonano un filo più retro, se non proprio classici. Hanno strizzato l’occhio ai loro inizi. E dove c’è il rock’n’roll, la musica non è mai troppo alta. Volume e rock’n’roll convivono in correlazione positiva e si potenziano a vicenda. Se ti capita di trovare il rock’n’roll troppo alto, significa una cosa sola. Che sei troppo vecchio per lui e maturo per la pensione, come diceva ai suoi tempi anche il cancelliere di ferro e primo addetto rock’n’roll del mondo, Ian Lemmy Kilmister. I riff ora ti afferrano in modo molto più mostruoso di prima dell’ultimo cambio di formazione. Gli Šank Rock hanno attaccato a Cerknica, dove hanno debuttato nella nuova veste, qualche minuto prima delle dieci di sera, e hanno suonato due ore piene. Il che vuol dire che hanno consegnato! Come si deve.

Nella prima parte la batteria era decisamente troppo alta, e Matjaž nelle prime file si sentiva male. Fino a Poišči me, classico dei Bazar che Matjaž ha riadattato sul suo esordio “100x lažje” (2001). Arrivati a questa ballad, sul palco è salito come ospite per il duetto Sergej Škofljanec! Cioè poco dopo che la band aveva sbrigato il giro d’apertura con i due assalti ormai entrati nell’immaginario popolare, Rockerji e Maček, buttando altra benzina sul fuoco con l’sempre incoraggiante e ottimista Ni sreče brez rokenrola. Fin lì la batteria bucava il mix. Al punto che, prima che la band partisse con Poišči me, Uranjek si è alzato da dietro i tamburi e, con un’espressione un po’ scocciata in faccia, ha fatto qualche gesto ai tecnici perché li abbassassero, per favore. All’inizio sembrava che Sergej non ci sarebbe stato: Matjaž ne aveva annunciato l’arrivo, ma di Sergej nessuna traccia, e si era già scusato col pubblico. Poi, prima del primo ritornello, Sergej si è unito al quintetto e ha vivacizzato la serata. Che fosse un trucco studiato o qualcosa di spontaneo, è venuto fuori in tutto e per tutto estremamente simpatico.

La band ha rimescolato di brutto l’ordine dei brani in repertorio. È tornata Tih’ bod’ in igraj, e gli Šank Rock hanno sorpreso non poco con l’antichissimo Manijak, che non suonavano dal vivo da anni. È rientrata in scaletta anche Hočeš Nočeš, e nel gran finale Zabava, il pezzo con cui il gruppo, a inizio anni Ottanta, aveva cominciato a lastricare la strada del successo! Il set acustico, invece, è sparito del tutto dal repertorio. La band ha sfornato 26 pezzi in un tornado rock furioso di due ore. Entrambi i ragazzi, i due nuovi arrivati, si sono buttati con dedizione e professionalità. Gli assoli li hanno eseguiti con abilità e precisione. Con grande impegno. Hanno convinto. Cioè, il vuoto lasciato dal predecessore è stato colmato. Inoltre, due chitarristi significano un bel sollievo nell’esecuzione del materiale dal vivo, sia per i chitarristi stessi sia per il gruppo. Non solo gli ‘Šankoti’ ora sono più carichi e più duri, ma dividendo il lavoro tra due chitarristi è più facile concentrarsi su tutto quello che succede tra un pezzo e l’altro, e la probabilità di qualche errore di esecuzione cala sensibilmente.

Matjaž, che ha di nuovo lasciato a bocca aperta più volte con la sua esplosività vocale e con una voce conservata benissimo, che lo serve a meraviglia anche sulle note molto, molto alte, ha tenuto alto l’umore per tutto il concerto a modo suo, incitando anche gli altri membri della band: insomma, Matjaž resta in tutto e per tutto il buon vecchio Matjaž. Un vero frontman. Dalla testa ai piedi. Verso Tih bod in igraj la band si è scaldata del tutto, e intanto il pubblico ha riempito per bene lo spazio, portando sotto il tendone del parcheggio circa 600 teste abbondanti.

Che gli Šank Rock siano entrati nel cuore della gente in Slovenia è un fatto su cui non serve perdere tempo. Il pubblico sa i versi a memoria, canta insieme al gruppo, ed è quel fascino speciale per cui uno viene così volentieri ai concerti di questa band. I fan non li hanno lasciati nei guai con il recente cambio di formazione. Neanche per sogno. E non lo faranno mai. A una sola voce. Tutti. Uniti in uno. Pravljica o mavričnih ljudeh e Metulj fanno sempre il loro dovere, e così gli Šank Rock ai concerti evocano ogni volta un po’ di quella loro atmosfera unica, che è particolarmente intensa quando tutto il pubblico si fonde con la band.

La band, come detto, ha consegnato fin dall’inizio! Piazzando in apertura due pezzi che sono composizioni da urlo e che finora di solito si teneva per la fine dei concerti! Con sicurezza! Senza esitazioni e solo a tutto assalto, ha consegnato e rispedito al mittente tutti i dubbiosi che si erano posti domande su un possibile freno o rallentamento della band causato dagli ultimi eventi del suo lungo cammino. I due ragazzi sono ottimi musicisti. Chitarristi diversi, che spesso affrontano gli assoli a modo loro, ed è anche l’unico modo giusto. In ogni caso hanno ancora bisogno di un po’ di chilometri live per accumulare esperienza, sciogliersi del tutto e consolidare definitivamente la nuova formazione.

Gli Šank Rock hanno preparato esattamente quello per cui eravamo venuti. Una nuova, grande festa. A breve pubblicheranno musica inedita, a cui seguirà un nuovo album in studio. Quindi? Fatevi un favore e andate a uno dei concerti dell’attuale tour estivo della band, e convincetevi di persona di quello che avete letto (sempre che abbiate resistito fino in fondo) in questo resoconto di concerto. Il mondo Šank Rock è dunque ringiovanito, rinfrescato, rafforzato e affamato di nuove vittorie! Dedizione, carica e dinamite restano gli alleati sul palco di un gruppo che, con una serie di classici rock’n’roll entrati nel cuore di tutti, ha messo in piedi un concerto davvero eccellente, spazzando via al tempo stesso ogni dubbio e ogni altra associazione, appassiti nel nulla nell’istante stesso in cui sono saliti sul palco.

Autore: Aleš Podbrežnik
Foto:
Aleš Podbrežnik

Šank Rock – scaletta:
1. Intro
2. Rockerji
3. Maček
4. Ni sreče brez rokenrola
5. Poišči me
6. Tih bod in igraj
7. Delam kar paše mi
8. Danes je dan
9. Hvala za vse
10. Lahka dama
11. Restart
12. TV
13. Želim da si tu
14. Manijak
15. Laški pir
17. Le 17
18. Ker te ljubim
19. Hočeš nočeš
20. Dej bolj naglas radio
21. Puščava sna
22. Jaz nimam noč za spanje
23. Zabava
24. Pravljica o mavričnih ljudeh
—bis—
25. Nekaj več
26. Pridite na žur
27. Metulj


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito utilizza i cookie per offrire il servizio web, i sistemi pubblicitari e le funzionalità che senza cookie non potremmo fornire. Visitando e utilizzando il sito, accetti l’uso dei cookie. Accetta Leggi tutto

Privacy e cookie